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Queen's, De Minaur centra i quarti. Sorpresa Fery

L'australiano batte Shapovalov per la sesta volta di fila e giocherà contro Nakashima che ha dominato il peruviano Buse. La wildcard Fery sorprende Mannarino

17 giugno 2026

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Continua il dominio di Alex de Minaur nei confronti di Denis Shapovalov. Negli ottavi di finale degli HSBC Championships, l'ATP 500 sull'erba del Queen's Club a Londra, l'australiano ha battuto il mancino canadese per la sesta volta in sei partite nel circuito maggiore e raggiunto il 63mo quarto di finale ATP in carriera. Shapovalov aveva vinto gli unici due precedenti sull'erba, da junior, a Wimbledon nel 2016 e Surbiton nel 2017. Giocando in quello che considera il torneo di casa lontano da casa, De Minaur continua a sperare di scavalcare Ben Shelton, in corsa a Halle, ed entrare per la prima volta in Top 5. "Questo è un torneo straordinario, si gioca in uno degli stadi più speciali che ci siano nel circuito. Sono felice della mia prestazione e di essere nei quarti di finale. E' importante, poi, avere un giorno di recupero prima di tornare in campo venerdì" ha detto

Testa di serie numero 1 in un torneo ATP Tour per la quarta volta in carriera (’s-Hertogenbosch 2024, Anversa 2024, Rotterdam 2026), ha preso il largo dopo il aver ottenuto due break nei primi due game di risposta. Shapovalov ha subito la 40ma sconfitta, la settima consecutiva, contro un Top 10.

Tre break nei primi tre game segnano il primo set. Efficace con il diritto dal centro, incisivo con il rovescio diagonale contro il diritto mancino di Shapovalov che commette 10 errori con questo colpo nel parziale, l'australiano firma i due decisivi nel primo e terzo gioco, e chiude al primo set point.  Senza storia il secondo in cui De Minaur fa valere i suoi colpi meno veloci e meno arrotati rispetto all'australiano, più impreciso con i colpi a rimbalzo. L'australiano, secondo i dati raccolti da Tennis Data Innovations e elaborati da Tennis Viz, De Minaur ha vinto 8 punti su 10 quando si è trovato in attacco e 10 scambi in più da fondo (29 contro 19). 

L'australiano affronterà Brandon Nakashima (n. 32 del ranking), che si è qualificato ai quarti di finale battendo Ignacio Buse (n. 35) con il punteggio di 6-2, 6-2. Nakashima ha chiuso l’incontro trasformando il match point con una risposta vincente e si è così assicurato di giocare il 25mo quarto di finale ATP, il terzo in stagione dopo Brisbane (finale) e Acapulco (semifinale), il secondo consecutivo in questo torneo.

Continua a stupire Arthur Fery. Il britannico, numero 140 del mondo, il suo best ranking, ha raggiunto il suo primo quarto di finale ATP dopo aver sconfitto 76(7) 64 il francese Adrian Mannarino, numero 44. Più sicuro nei momenti chiave della partita sull'Andy Murray Arena, Fery ha perso  soltanto cinque punti con la prima di servizio durante l'intero incontro. Nel secondo set è stato decisivo il break sul 4-4, che l'ha lanciato verso la terza vittoria contro un Top 50 dopo quelle ottenute sull'australiano Alexei Popyrin a Wimbledon 2025 e su Flavio Cobolli al primo turno dell'Australian Open lo scorso gennaio. Curiosamente entrambi occupavano la posizione numero 22 nel ranking ATP al momento del match.

Fery è il settimo giocatore britannico entrato nel tabellone grazie a una wild card a raggiungere i quarti di finale nel torneo maschile al Queen's, dopo Chris Bailey (1989), James Ward (2011), Kyle Edmund (2016), Jack Draper (2021), Ryan Peniston (2022) e Billy Harris (2024). Cresciuto a Wimbledon, secondo le proiezioni in tempo reale del ranking ATP il 23enne al momento guadagnerebbe 25 posizioni salendo fino alla numero 115. "E' davvero speciale giocare un torneo in casa, dove sono cresciuto, davanti a tutti i tifosi britannici. Questo è il mio miglior risultato in carriera. Non è stato facile, ci sono stati molti alti e bassi nel match. Sono davvero felice della vittoria" ha detto Fery che dopo la partita ha palesato la sua speranza di vedere l'Inghilterra alzare la Coppa del Mondo di calcio: sull'obiettivo della telecamera ha infatti scritto "It's coming home", riferimento al ritornello della canzone scritta per celebrare il titolo mondiale della nazionale inglese nel 1966 e diventato poi il motto di ogni spedizione successiva nelle grandi competizioni internazionali.

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