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Mejia sogna di conquistare contro Musetti la prima vittoria contro un Top 20. Ha perso il padre nel 2017, è stato semifinalista a Wimbledon junior nel 2018 e quest'anno ai Championships ha vinto la sua prima partita in un major. Ecco la sua storia
di Alessandro Mastroluca | 05 agosto 2026
Prima del 2026, Nicolás Mejia non aveva mai giocato uno Slam né vinto una partita in main draw nel circuito ATP. Negli ultimi mesi ha debuttato in un major a Wimbledon, superando peraltro il primo turno, e festeggiato il primo successo in un Masters 1000 a Montreal, sullo spagnolo Martin Landaluce. Ora inseguirà la prima vittoria in carriera contro un Top 20 quando scenderà in campo contro Lorenzo Musetti.
Sesto colombiano a vincere un incontro nel tabellone principale di un Masters 1000, quinto a riuscirci al primo tentativo a questo livello dopo Mauricio Hadad (a Montréal nel 1993), Santiago Giraldo (a Indian Wells nel 2008), Alejandro González (a Indian Wells nel 2014) e Daniel Galán (a Miami nel 2021), grazie a questa vittoria è virtualmente numero 116 del mondo secondo la classifica aggiornata in tempo reale. Ma molto ovviamente cambierà da qui alla pubblicazione del prossimo ranking, dopo la conclusione del National Bank Open.
Nato a Calì, a 12 anni si è trasferito con la famiglia a Miami dove anche sua sorella Gabriela ha giocato a tennis, a livello universitario. Gabriela ha poi sposato Juan Mateus, coach di Nicolas fin dal suo arrivo in Florida. "È stato letteralmente come un secondo padre per me. Gli sono immensamente grato. È stato al mio fianco per tutta la vita" diceva nel 2024, come riportava il sito dell'ATP, il colombiano, oggi allenato da Carlos Salamanca e Ricardo Sanchez.
La sua presenza si è rivelata tanto più importante dopo il 13 aprile del 2017, giorno in cui Nicolas ha ricevuto alla IMG Academy di Bradenton, l'accademia dove si sta allenando, la notizia che ha cambiato la sua vita: suo papà Gustavo ha avuto un infarto mentre giocava a tennis in Colombia. Nico e sua madre Helena si precipitano all'Aeroporto Internazionale di Miami nel tentativo di raggiungerlo prima che morisse. Ma la situazione è troppo grave. Mentre viaggiano in auto verso Miami, Gustavo muore. "Mi è sembrato che il mondo mi crollasse addosso, perché non sai cosa fare. Perdere tuo padre è la cosa più difficile che un essere umano possa affrontare, soprattutto a un'età così giovane. Convivo con questo dolore ogni giorno, perché non se ne va mai" ha detto all'ATP.
Un anno dopo ha raggiunto la semifinale junior a Wimbledon: a fermare il suo percorso il britannico Jack Draper, futuro numero 4 del mondo, dopo 4 ore e 26 minuti: all'epoca era il match più lungo mai disputato nel torneo maschile Under 18 ai Championships.
Ma la sua ascesa non è proseguita come quel risultato avrebbe fatto immaginare. "Mi sarebbe piaciuto che il passaggio al professionismo fosse stato un po' più rapido e poter arrivare a questi livelli o a questi tornei molto prima nella mia carriera. Ma ognuno ha il proprio percorso" ha detto al magazine Clay.
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— Nicolas Mejia (@nicomejia00) September 25, 2020