Le parole di Luciano Darderi in conferenza stampa dopo la vittoria su Sebastian Baez in semifinale all'ATP 250 di Buenos Aires nel giorno del suo 24mo compleanno
di Alessandro Mastroluca | 15 febbraio 2026
"Credo che la cosa migliore che ho fatto nell’ultimo anno sia stata imparare a soffrire nei momenti importanti. In ogni partita ci sono momenti chiave in cui bisogna resistere" ha detto Luciano Darderi in conferenza stampa dopo la vittoria su Sebastian Baez in semifinale allo "IEB+ Argentina Open", ATP 250 sulla terra battuta del Buenos Aires Lawn Tennis Club (montepremi 675.310 dollari). "Come mi diceva mio padre durante la semifinale, quando eravamo 5 pari, 6 pari, nel primo set: dovevo tenere duro. Seba stava giocando in modo incredibile, non riuscivo a strappargli il servizio. Ho avuto le mie occasioni, lui le sue. Ma c’è sempre un momento in cui l'equilibrio si spezza. Credo che ora sto gestendo molto bene quei momenti".
Il successo su Baez è arrivato nel giorno del suo 24mo compleanno. "Arrivare in finale a Buenos Aires, con tutta la mia famiglia, mio papà, mia mamma, è davvero speciale. Sono molto felice" ha aggiunto il neo 24enne, numero 4 d'Italia, nato a Villa Gesell, in Argentina. In caso di titolo, si guadagnerà un secondo, meritato, regalo: il debutto in Top 20. "Il mio obiettivo a breve termine è la Top 20, a lungo termine la Top 10" ha sottolineato Darderi, pienamente consapevole dei suoi progressi e della direzione verso la quale condurre il suo tennis.
La grinta di Luciano Darderi a Buenos Aires (Getty Images)
L'incisività al servizio è uno degli aspetti più evidenti della sua evoluzione tecnica. "Non allungare troppo gli scambi nei momenti importanti è la grande differenza. Per questo, credo, sto vincendo più partite. Sto migliorando il mio gioco, perché senza gioco non si vince. Sto servendo molto bene, attacco bene, difendo bene. Mi sento abbastanza completo e ho molta fiducia. Il mio livello continua a salire e sono sempre meno quelli che possono battermi".
In questo percorso si inserisce la decisione di aggiungere al team Guillermo Perez Roldan, che in carriera ha raggiunto la posizione numero 13 del mondo nel 1988 dopo la finale agli Internazionali BNL d’Italia (persa in cinque set da Ivan Lendl) e il successivo quarto di finale al Roland Garros. Capace di vincere nove titoli ATP su 20 finali ATP giocate, il 56enne nato a Tandil, concittadino di Juan Martin Del Potro, affianca Gino Darderi, che rimane l'head coach di "Luli". "Con Guillermo ho un rapporto molto speciale. Lui e mio padre si conoscono da quando erano ragazzi. Ha vissuto momenti difficili. Mi ha aiutato quando ero numero 500 o 600, in un Future. Ci siamo conosciuti in Portogallo, io ero solo. Poi siamo rimasti in contatto - ha raccontato Darderi - L’anno scorso abbiamo lavorato alcune settimane a Miami. È stato mio padre a dirmi che avevamo bisogno di un aiuto per continuare a crescere e cambiare qualcosa. Abbiamo lavorato insieme anche durante la preparazione. Guillermo è una grande persona, sa tantissimo di tennis e aiuta anche mio fratello".
In finale affronterà Francisco Cerundolo, numero 19 del mondo e prima testa di serie, alla terza finale a Buenos Aires. Prima di scendere in campo per la semifinale, ha detto Darderi, "ho visto un’intervista di Fran. Diceva che non dà troppo peso agli ottavi che abbiamo fatto all'Australian Open. Ma credo che, a livello di prestazione, arrivare alla seconda settimana in uno Slam sia ancora più importante di una finale 250. Arrivare in finale in un 250 è forse più “normale”. Entrambi qui stiamo giocando molto bene".