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Darderi: "Punto alla Top 10 entro fine anno"

"A parte Sinner e Alcaraz, che sono fenomeni, posso giocarmela con tutti. Per entrare in Top 10 so che devo giocar bene sul cemento" ha detto Darderi in conferenza stampa a Buenos Aires

di | 10 febbraio 2026

Australian Open, la gioia di Luciano Darderi (Getty Images)

La gioia di Luciano Darderi (Getty Images)

"L’obiettivo più immediato per questa stagione è entrare in Top 20, e sono molto vicino. Voglio continuare a divertirmi, senza mettermi pressione,  A lungo termine, vorrei riuscire a entrare in Top 10 entro la fine dell’anno". Ha le idee chiare Luciano Darderi, per la prima volta testa di serie all'ATP 250 di Buenos Aires. Il 23enne nato in Argentina, a Villa Gesell, arriva al Buenos Aires Lawn Tennis Club, la cattedrale del tennis argentino che ospita il torneo, da numero 22 del mondo, il suo best ranking, dopo il primo ottavo di finale in uno Slam raggiunto all'Australian Open e perso contro Jannik Sinner. 

"Sinner e Alcaraz, con cui avevo perso allo US Open sono incredibili, sono come Federer e Nadal alla loro epoca - ha detto Darderi in conferenza stampa - Per quanto riguarda me, ogni volta che mi sono allenato con loro sono migliorato molto, perché giocano a un’altra velocità, si allenano in modo diverso. Cerco sempre di organizzare allenamenti con loro. Anzi, se potessi allenarmi con loro tutte le settimane, lo farei. Sto parlando con Alcaraz per vedere se posso andare ad allenarmi con lui. Cerco di unirmi a loro: ora a Dubai mi sono allenato con Sinner quando ho potuto. Perché giocano a un’altra velocità di palla, sono extraterrestri".

Dominatori del circuito a parte, Darderi sente di potersela giocare con tutti. E questo gli dà la giusta convinzione per continuare il suo percorso nel circuito, consapevole delle sue qualità, di tutta la strada percorsa e di cosa ancora gli manca per realizzare i suoi obiettivi. 

"Per me il passaggio dai Future ai Challenger è stato il più lungo" ha detto Darderi, diventato il 48mo italiano in Top 100 nel febbraio 2024, dopo il suo primo titolo ATP, a Cordoba. "In quel momento ho iniziato a credere un po’ di più di poter avere il livello per giocare lì. Credo di aver migliorato molto l’aspetto mentale e fisico, due aspetti determinanti per poter salire in classifica - ha aggiunto - Poi, per passare dalla Top 50 alla classifica che ho oggi, ho fatto tanti progressi anche sul cemento. Ci è voluto tempo, perché per tutti i giocatori da terra battuta è più difficile all’inizio adattarsi al cemento. Ed è quello che cercavamo. Negli ultimi due anni ho perso molte partite sul duro, ma ho fatto molta esperienza. Credo che questa sia stata una chiave molto importante per il mio gioco. Se voglio entrare nella Top 10, devo giocar bene sul duro".

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Un'evoluzione che è il risultato del suo lavoro con l'ex Top 15 Guillermo Perez-Roldan, entrato lo scorso dicembre nel suo team che rimane guidato dal padre Gino.

"Stiamo cercando di essere più aggressivi nei momenti importanti, di servire molto bene, meglio che sulla terra battuta - spiegava a SuperTennis in occasione dell'Australian Open -. Penso che la chiave sia sempre giocare in modo più offensivo e più deciso, perché ho giocato tantissimo sulla terra. Ma ora, giocando sul cemento, sto prendendo fiducia e credo di avere un buon diritto e un buon servizio per giocare su questa superficie".

Un obiettivo ambizioso come l'ingresso in Top 10, comunque, non è solo il risultato di fattori sotto il controllo di un atleta. "Entrare tra i primi 10 del mondo non dipende solo da te, ma da tanti fattori: ad esempio dagli infortuni - ha concluso Darderi in conferenza stampa - Quando, alla fine dell'anno scorso mi sono fatto male alla caviglia, ho dovuto saltare dei tornei, e altri li ho giocati senza essere al 100%. A volte non dipende solo da te: devi essere pronto al momento giusto, nel torneo giusto, trovare la serie positiva e cercare di sfruttarla al massimo quando arriva".

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