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Mamma campionessa, ambizioni e infortuni: chi è Juncheng Shang che oggi sfida Darderi

Conosciamo meglio l'avversario di Luciano Darderi a Montreal. Shang è il primo cinese ad essersi qualificato per un Masters 1000 e ad essere entrato in Top 100 nel ranking ATP

di | 06 agosto 2026

Juncheng Shang in azione (Getty Images)

Juncheng Shang in azione (Getty Images)

Ha battuto il paraguayano Daniel Vallejo e salvato cinque match point a Andrey Rublev. Così il 21enne Juncheng "Jerry" Shang si è qualificato per il terzo turno di un torneo Masters 1000 solo per la seconda volta nella sua giovane carriera. Primo cinese così avanti in Canada, è il prossimo avversario di Luciano Darderi. Oggi è numero 281 del mondo, ma è bene non farsi ingannare dalla classifica.

E' stato infatti numero 47 a fine 2024, prima che una lunga serie di infortuni ne rallentassero quella che sembrava una corsa lanciata verso posizioni ancora migliori. "Sono felice di essere di nuovo al 100% della forma fisica e di esprimere il mio miglior tennis - ha detto in Canada - So che il mio gioco c'è, devo solo riuscire a non farmi male e a mantenerlo con continuità".

Si porta dietro il soprannome di Jerry di fatto da quando è nato, in famiglia. E' facile da ricordare e divertente, ha raccontato. "A tutti piace Tom e Jerry e anche io lo guardavo. E a tennis devi un po' giocare come il gatto con il topo" ha detto. "Penso che ai miei genitori piacerebbe che fossi intelligente come il topolino Jerry".

LA MADRE E' UN'ICONA DEL PING PONG

Lo sport è una questione di famiglia. Suo padre Yi è stato calciatore professionista e per una stagione, nel campionato 2003-04, ha giocato in Spagna allo Xerez: solo otto le sue presenze, ma i tifosi ricordano un gol chiave in uno scontro contro i rivali del Cadice.

Ma la vera campionessa è la madre, Wu Na, un mito nel ping pong, sport con più praticanti in Cina. Come ha ricordato su SuperTennis.tv Enzo Anderloni nel 2022, "è stata campionessa mondiale nel doppio misto ai Mondiali di Manchester del 1997, in coppia con Liu Guoliang, un altro monumento del tennistavolo cinese, campione olimpico nel 1996. In quel mondiale in Inghilterra Wu Na conquistò anche il terzo posto in singolare. Ottenere risultati come mamma Wu (era stata anche medaglia di bronzo in doppio femminile ai Mondiali del 1995 a Tianjin), è cosa da fenomeni. E se lei crede nel suo ragazzo c’è da tenere le antenne diritte". 

La squadra cinese che ha vinto l'oro ai Giochi Asiatici 1998. Wu Na, la madre di Juncheng Shang, è la seconda da sinistra (Getty Images)

La squadra cinese che ha vinto l'oro ai Giochi Asiatici 1998. Wu Na, la madre di Juncheng Shang, è la seconda da sinistra (Getty Images)

Shang è sempre stato più maturo di quanto suggerirebbe la sua età, fin dai tornei giovanili. "A sei, sette anni avevo capito che avrei voluto diventare un tennista professionista". Ha iniziato ad allenarsi sul veloce a Pechino, poi si è trasferito in Spagna, nazione che suo padre conosceva per i trascorsi calcistici. Si affida all'accademia di Emilio Sanchez, ma a 13 anni si trasferisce a Bradenton, accademia fondata dal coach iconico Nick Bollettieri, che appartiene ora al colosso IMG.

Tutte le stelle create da Bollettieri

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LA CARRIERA DI SHANG, EXPLOIT PRECOCI E INFORTUNI

Gli inizi di Shang sembrano i classici primi capitoli della storia del ragazzo che si farà, anche se ha le spalle strette. Vince i Campionati Statunitensi su terra battuta e il prestigioso torneo Eddie Herr, nella categoria under 12. A 14 anni si impone nel primo torneo ITF under 18, organizzato a Pechino.

Nel 2021, a 16 anni, diventa n.1 del mondo under 18 grazie ai quarti di finale raggiunti al torneo juniores di Parigi, la semifinale a Wimbledon e la finale agli Us Open.

Nel 2022, poco dopo il 17mo compleanno, debutta nel circuito maggiore, a Rio de Janeiro. A Indian Wells, diventa poi il primo giocatore cinese a qualificarsi per il main draw di un Masters 1000.

Nel 2023, a pochi giorni da diciottesimo compleanno (è nato il 2 febbraio 2005), batte il tedesco Otte al primo dell'Australian Open. E' la sua prima vittoria nel circuito maggiore, e la prima per un cinese nel torneo, nell'era Open. 

Ma l'anno che lo pone sotto le luci della ribalta è il 2024. Raggiunge a Hong Kong la prima semifinale ATP, centra il terzo turno all'Australian Open, a maggio diventa il primo cinese in Top 100 nel ranking ATP dalla sua introduzione nel 1973.

Gioca una seconda semifinale ad Atlanta, dove elimina tra gli altri Ben Shelton, allora numero 14, poi a ottobre a Chengdu vince il suo primo titolo ATP, in finale su Musetti. Tocca così il best ranking di numero 47 e si qualifica per le Next Gen ATP Finals presented by PIF.

Ma da questo momento in poi il suo percorso è come un gioco dell'oca, in cui si ritrova sballottato al punto di partenza, tradito dal suo fisico. Gli infortuni si susseguono: a entrambi i piedi, al gomito e al polso. Resta fermo per periodi lunghi, risultati e classifica ne risentono. Pochi gli exploit, come la prima vittoria contro un Top 10, nel 2025 a Shanghai, contro l'allora numero 10 ATP Karen Khachanov.

Queste esperienze, tuttavia, lo hanno rafforzato. "La riabilitazione è stata un percorso noioso e frustrante, ma è stato proprio questo a rendere i miei ritorni in campo così gratificanti", ha dichiarato Shang, come riporta China Daily.

HA UN COACH ARGENTINO

Lo allena l'ex Top 100 argentino Martin Alund, già nel suo staff dal 2022; c'era anche nella breve parentesi in cui lo ha allenato il cileno Marcelo Rios, l'ex numero 1 del mondo con cui si sono lasciati male con accuse reciproche di scarso rispetto."Eravamo tutti d'accordo sul fatto che dovesse giocare un tennis più aggressivo. Ma lo sapeva già, doveva solo cercare di stare un po' iù dentro il campo e comandare maggiormente il gioco" spiegava Alund a Tennis.com nel 2024. 

Secondo Jummy Arias, ex numero 5 del mondo oggi responsabile del tennis alla IMG Academy, che ha visto Shang per la prima volta quando aveva 12 anni, il cinese ha un particolare talento. "Lo vedi colpire una palla in manovra poi, praticamente con lo stesso movimento, ne fa viaggiare un'altra molto più veloce e non capisci come sia successo" ha detto all'ATP. Darderi proverà a capirlo, e a impedirglielo, a neutralizzare la rapidità del cinese mettendo in evidenza i limiti della sua leggerezza di fisico con colpi pesanti, a partire dal servizio. 

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