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Sinner di nuovo a Roma da n.1: 3.540 punti presi ad Alcaraz in due mesi

Per il secondo anno di fila, Jannik Sinner giocherà gli Internazionali BNL d'Italia da numero 1 del mondo. Ecco come negli ultimi due mesi ha ribaltato lo scenario del duello con Alcaraz, prima che il murciano annunciasse il forfait a Roma e al Roland Garros

di | 28 aprile 2026

Sinner saluta il pubblico (Getty Images)

Sinner saluta il pubblico (Getty Images)

La genesi del doppio approdo a Roma di Jannik Sinner da numero 1 del mondo è particolare. Due situazioni opposte, entrambe da ricordare e raccontare: se nel 2025 il campione di sesto Pusteria aveva finito di scontare proprio al Foro Italico l’assurda sospensione di 3 mesi per il caso Clostebol riuscendo comunque a rimanere in testa al ranking, nel 2026 si è ripreso quanto gli era stato tolto grazie ad una rimonta d’altri tempi. L’infortunio di Carlos Alcaraz al polso destro ha agevolato il processo ma Sinner la prima posizione mondiale se l’era presa a prescindere vincendo 3 Masters 1000 di fila (4 se contiamo anche Parigi 2025), l’ultimo dei quali sconfiggendo proprio il murciano in finale.

Una vittoria simbolica, a testimoniare l’ineludibilità di un cambio al vertice atteso e che lo stesso Alcaraz, per sua stessa ammissione, si era rassegnato a subire. È davvero interessante paragonare queste due fasi, così diverse nella dinamica ma così simili nella grande determinazione di Sinner di non arrendersi a difficoltà proveniente da fuori o dentro al campo.

Sinner prende tutto, gli scatti della finale

Sinner prende tutto, gli scatti della finale

Se nel 2025 il dominio totale di Jannik poteva essere interrotto solo con una decisione non tennistica come l’appiedamento per 3 mesi dai match ufficiali, quest’anno era stato invece l’esito del campo, con le sconfitte contro Djokovic a Melbourne e contro Mensik a Doha, a scatenare dubbi e processi.

In entrambe le situazioni il ragazzo di Sesto non ha battuto ciglio e si è messo a lavorare sodo restando (o tornando) al vertice della classifica. Quasi inutile ricordare ciò che è accaduto dodici mesi fa. Una storia che conosciamo tutti: nonostante la sospensione, Sinner a maggio torna nel circuito conservando il numero 1 anche grazie ai molti harakiri di Alcaraz e Zverev in primavera, questo è vero, ma il primato sarebbe venuto meno se lo scarto in classifica rispetto al secondo posto del tedesco non fosse stato così ampio (3.745 punti il 10 febbraio 2025).

Se a settembre Alcaraz, vincendo gli US Open, riesce finalmente a sorpassare Sinner è stato soprattutto per quei tre mesi di inattività forzata che hanno costretto l’azzurro a non racimolare punti, a prescindere poi dalla grande seconda metà di stagione dello spagnolo.

Pensiamoci bene: l’Alcaraz versione 2025 da Roma in poi non ha praticamente sbagliato un colpo, eccetto Wimbledon e Torino dove ha pur sempre fatto finale, eppure Sinner è stato in grado di riprendersi lo scettro almeno per una settimana prima della fine dell’anno solare.

Il significato simbolico della 66ma settimana da Re del tennis di Sinner è stato enorme, tutto questo nonostante dopo Torino Alcaraz sia tornato in testa. Un primato che lo spagnolo non avrebbe mai ripreso, in quel momento, se Sinner non fosse stato costretto allo stop e che, a conti fatti, è costato a Jannik almeno una decina di settimane in vetta.

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Ma quello che è accaduto in questo 2026, a mio modo di vedere, è stato ancora più esaltante. A metà febbraio Sinner, battuto da Jakub Mensik sul veloce di Doha, pareva in crisi irreversibile agli occhi di buona parte del tribunale dei social e di tanti parvenu che si approcciano al tennis. Ovviamente non c’era nessuna crisi, ma i numeri non mentono mai ed è un dato di fatto che, dopo Doha (23 febbraio) Sinner avesse 3.150 punti meno di Alcaraz in classifica. Un divario apparentemente incolmabile in poche settimane, eppure il 20 aprile Sinner si trova avanti di 390 punti.

In meno di 2 mesi, dunque, il tennista italiano ha preso al suo rivale 3.540 punti trionfando nei tre Masters 1000 che la sospensione del 2025 gli aveva impedito di giocare. Come dire: “mi riprendo con gli interessi ciò che mi è stato tolto”. Ora sarà interessante capire come i due contendenti al trono del tennis gestiranno durante la primavera-estate, quando entrambi avranno da difendere tantissimi punti.

Carlos Alcaraz (Getty Images)

Carlos Alcaraz (Getty Images)

Alcaraz ha due problemi in più:

  • difende più punti, ben 8.300 (1000 a Roma, 2000 al Roland Garros, 500 al Queen’s, 1300 a Wimbledon, 1000 a Cincinnati, 2000 agli US Open, 500 a Tokyo) contro i 6.400 di Sinner (650 a Roma, 1300 al Roland Garros, 2000 a Wimbledon, 650 a Cincinnati, 1300 a New York, 500 a Pechino);

  • il problema al polso riscontrato a Barcellona, che gli ha fatto saltare anche Madrid e lo costringerà alla pesantissima doppia rinuncia a Roma e Parigi, non è cosa di poco conto. L’infortunio, la cui entità appare ancora poco chiara, può condizionare definitivamente la corsa al vertice in una fase della stagione in cui si gioca molto e la programmazione è alla base di una buona gestione del proprio fisico.

Se a questi due punti aggiungiamo anche un rendimento su terra rossa di Sinner che ha sorpreso un po' tutti, forse anche lo stesso Carlos, ecco che per il murciano la strada verso un possibile settimo “regno” appare in ripida salita.

La differenza tra due grandi campioni non si vede solo dalle caratteristiche tecnico-tattiche ma anche dalla gestione fisica, e da questo punto di vista Sinner è storicamente avanti al rivale. Alcaraz, senza il mentore Juan Carlos Ferrero al suo fianco, in questo momento della sua carriera deve fare uno step in più e imparare a gestirsi meglio, anche a costo di giocare qualche torneo o esibizione in meno.

Nel frattempo, grazie alla leadership confermata almeno fino a Wimbledon, Sinner è sicuro di arrivare almeno a 79 settimane da numero 1 del mondo. Qualora il tennista italiano dovesse restare in vetta anche dopo i Championships aggancerebbe Lleyton Hewitt al decimo posto di sempre come settimane da leader del tennis, entrando nel gotha di questo sport.

Sinner domina ancora: le foto più belle

Sinner domina ancora: le foto più belle

Questa la situazione, matematica alla mano:

  1. 428 Djokovic

  2. 310 Federer

  3. 286 Sampras

  4. 270 Lendl

  5. 268 Connors

  6. 209 Nadal

  7. 170 McEnroe

  8. 109 Borg

  9. 101 Agassi

  10. 80 Hewitt

  11. 79 SINNER

  12. 72 Edberg

  13. 66 Alcaraz

Una volta superato Edberg, dunque, Sinner si porterà ad appena una settimana da Lleyton Hewitt, che pur avendo avuto molto meno talento di tanti suoi colleghi ebbe la bravura (e la fortuna) di sfruttare una fase storica del tennis di un paio di anni (2001-2002) che divisero l’epopea dei Sampras-Agassi da quella dei Federer-Nadal. La fortuna aiuta gli audaci, e “Satanetto” lo fu.

Viene da sé che un Sinner ancora numero 1 dopo Londra avrebbe grandi chances di confermarsi in vetta almeno fino all’autunno, dato che nel 2025 Alcaraz aveva vinto Cincinnati, US Open e Tokyo nel giro di una manciata di settimane. In attesa, dunque, di sapere quando effettivamente il murciano potrà rientrare possiamo ragionevolmente pensare che Sinner possa allungare la sua leadership fino a che, in proiezione, avrà meno punti da difendere rispetto al rivale, e perciò dal 500 di Vienna che si giocherà “solo” ad ottobre.

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Ovviamente non bisogna andare troppo in là con le previsioni, ma consiglierei di monitorare questa statistica, da molti sottovalutata. Guardare le settimane da numero 1 del mondo non è esercizio inutile e non implica fatalmente non fare caso alle vittorie sul campo. I due fenomeni vanno spesso di pari passo: chiaramente vincere i tornei più importanti aumenta le possibilità di corsa al vertice, e viceversa trovarsi lassù significa aver vinto qualcosa.

Un motivo in più per pensare che in questo 2026 Jannik Sinner potrà confermare ulteriormente il suo assalto ai vertici storici del tennis, e la seconda leadership consecutiva con sui si presenterà al cospetto di un Foro Italico strapieno ed innamorato sarà uno splendido e ritrovato biglietto di presentazione.

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