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IW, Osaka: "Bene questa rivincita, ora testa ad Aryna"

Naomi approda al terzo turno di Indian Wells dopo aver battuto in tre set la colombiana Osorio e ad attenderla troverà la n.1 del mondo Sabalenka: "Sono questi i match che mi motivano"

09 marzo 2026

Naomi Osaka (Getty)

Naomi Osaka (Getty)

Un anno dopo. Stesso posto, stessa avversaria. Di diverso c'è il risultato finale con cui è terminata la loro sfida. In California infatti dodici messi fa fu la colombiana Osorio a imporsi con un doppio 6-4 contro una Naomi Osaka fresca di ingresso nella top100 dopo una stagione a dir poco tribolata. Una rivincita, quindi, che può suonare anche come la chiusura di un cerchio.

"Oggi è stata una partita dura per me, ricordo che contro di lei qui avevo perso l'anno scorso e mi ha fatto piacere riuscire a prendermi la rivincita. Non so se si tratti della chiusura di un cerchio - ha poi aggiunto Naomi in conferenza stampa - Quel che so di sicuro è che non mi piace perdere spesso contro la stessa avversaria, men che mai nella stessa location. Spero comunque di essere migliorata come giocatrice rispetto a un anno fa".

Tre set lottati, di cui il secondo perso per via di un blackout che come un virus si era insinuato nel suo gioco compromettendone le percentuali e riportando in partita la sua rivale, e che in avvio di terzo set lasciavano aperte tutte le ipotesi circa l'esito finale del match - "Mi sono detta di restare positiva, tutti quegli errori commessi nel secondo set mi avevano un po' frustrata e così nel terzo ho voluto giocare un punto alla volta senza guardare troppo avanti" - ma che alla fine non ne hanno pregiudicato il passaggio del turno spalancandole le porte per un ottavo di finale contro la numero uno del mondo Aryna Sabalenka.

"Sarà emozionante, non voglio dire che l'ho vista crescere negli anni perché è poco più giovane di me ma diciamo che l'ho vista comunque migliorare molto - ha dichiarato Osaka presentando il suo prossimo match - E' costante, è la n.1 del mondo ed è una cosa che mi dà molte motivazioni, non vedo l'ora di giocare. Il match giocato contro di lei agli US Open del 2018 me lo ricordo perché fu il più duro e perché pensai che entrambe ne avremmo fatta di strada. Avevo ragione, ed è bello vedere oggi fin dove siamo arrivate".

Quel piccolo vantaggio sulla carta d'identità potrebbe aiutarla dal punto di vista dell'intelligenza tattica con cui cercherà di approcciare il match. Una dote, quest'ultima, che si è potuta apprezzare tanto nel match contro Osorio quanto nella corsa chiusasi con la semifinale degli ultimi US Open: "Non è un qualcosa con cui ci si nasce, si acquisisce durante gli anni - ha confidato prima di congedarsi Osaka - Per alcuni è un processo naturale, per altri richiede maggiore studio ed è con loro che mi piace confrontarmi. Un esempio? Nick Kyrgios. Lui aveva, anzi, ha, perché non so quel che sta facendo, un tennis IQ molto alto secondo me".

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