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ATP Hangzhou, è di Medvedev il titolo

Il russo piega in due set il connazionale Rublev e conquista il suo titolo n.24 in carriera consolidando l'ottava posizione nella Race nonché la sesta nel ranking ATP

| 29 settembre 2026

Daniil Medvedev (Getty)

Daniil Medvedev (Getty)

Sfida tra connazionali nonché in famiglia quella che ha deciso l'ATP250 di Hangzhou giocata dalle prime due teste di serie del seeding, Daniil Medvedev e Andrey Rublev. Ad aggiudicarsela è stato l'ex numero uno del mondo col punteggio di 75 64. Una vittoria che consolida il suo ottavo posto nella Race per Torino - e sesta nel ranking - e che lascia Rublev a un centinaio di punti dal ritorno in top20. Per Medvedev si tratta inoltre del 24° titolo in carriera, il 23°colto in altrettanti tornei, con l'unica eccezione di Dubai, evento che il russo ad inizio stagione si è aggiudicato per la seconda volta in carriera.

Quando ci si conosce così bene non c'è segreto che tenga, punti forti e talloni d'Achille sono ben noti e spettava a Rublev, in netto svantaggio negli scontri diretti (7-2) l'onere della prova e la conferma di aver compiuto passi avanti nel tentativo di minare le certezze che Medvedev aveva costruito nei loro lunghi anni di rivalità. Un compito che il n.2 del seeding aveva assolto fin troppo bene per tutto l'arco del primo set riuscendo perfino ad intestarsi la maggior parte degli scambi superiori ai nove colpi, quelli in cui Medvedev era solito far valere le sue doti di difensore sempre pronto al contrattacco.

Più freddo del rivale, Meddy non si è però scomposto nemmeno quando verso la metà del parziale ha visto sfumare le prime chances di break, né quando con stupore ha assistito a nuove e disinvolte discese a rete compiute dall'allievo di Marat Safin attendendo, come fatto anche in semifinale, l'ultimo momento per scagliare il suo affondo: resistere in quello che è stato lo scambio più lungo del match (20 colpi), aggiudicarselo, per poi trovare un allungo in rovescio dal fondo che ha costretto Rublev a una scomoda volé in rovescio su cui ha potuto avventarsi senza problemi. Il break è stato presto confermato, e con lui mandato agli archivi un primo set impreziosito da 14 ace (saranno 23 a fine match), nessuna palla break concessa e quasi il 90% di punti estratti dalla sua prima.

Come da copione, la frustrazione ha cominciato poi a farsi largo nel tennis di Rublev, subito sottratto del servizio in apertura di secondo set e costretto da lì a cercar di risalire nel match sempre più attanagliato da pressione e ansie crescenti. Le sole due chance Rublev le ha accarezzate nel sesto game, quando le due palle break in suo favore - le uniche del match - sono state annullate sfacciatamente da Medvedev con un ace di seconda e con l'aiuto della buona sorte. Per Rublev è stato il gong, e l'epilogo è giunto poco dopo tra strette di mano reciproche, poche parole scambiate a rete e gli applausi del pubblico locale.

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