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Fonseca: "Voglio crescere come giocatore e come persona"

"Non penso al ranking, ma gioco partita per partita", ha raccontato il brasiliano a Tennis Majors. "Quest'anno sto imparando a gestire le aspettative ed il nervosismo, ma voglio rimanere umile"

di | 22 luglio 2026

Joao Fonseca (Getty Images)

Joao Fonseca (Getty Images)

“Mi concentro su quello che posso controllare”. Si può riassumere così, forse, l’unico vero tratto distintivo e in comune tra tutti i campioni e le campionesse del tennis di ieri e di oggi. Lo ripete spesso Jannik Sinner e intanto c’è chi – sognando di raggiungerlo – punta ad emulare il suo esempio. Non è un caso che anche Joao Fonseca abbia ripetuto la stessa identica frase nell’intervista concessa a Tennis Majors nella “sua” Rio de Janeiro.

“Mi sento ancora nuovo sul circuito, questo è davvero il mio primo anno con il calendario completo. Penso che la gente mi conosca un po' di più adesso, e questo porta aspettative", ha raccontato l’attuale numero 28 ATP, che al Roland Garros ha battuto Novak Djokovic per la prima volta e ha raggiunto anche il suo primo quarto di finale in un major.

Djokovic cede a un Fonseca stile Guga

Djokovic cede a un Fonseca stile Guga

“So che molti ripongono aspettative su di me perché mi sostengono e credono in me, e lo prendo in modo positivo”, ha continuato. Cerco di rimanere calmo, con i piedi per terra, umile, e mi concentro solo sulla mia routine per migliorare come persona e come giocatore. Quest'anno è stato molto incentrato sull'esperienza, sul difendere punti per la prima volta, gestire il nervosismo e le aspettative”.

E non è andata sempre per il meglio. In inverno, ha sentito la pressione soprattutto al momento di difendere il titolo a Buenos Aires, e – complice ancora il recupero non ultimato dopo i problemi alla schiena di inizio stagione – non è riuscito ad esprimersi come avrebbe voluto neanche nell’ATP 500 di Rio de Janeiro, eliminato agli ottavi di finale.

“Le aspettative che tutti ripongono in lui non sono un suo problema, deve solo pensare a migliorare”, aveva detto Andre Agassi proprio in quei giorni. E proprio da lì è ripartito Fonseca, con un grande ottavo di finale disputato a Indian Wells contro Sinner, e poi con un quarto di finale sulla terra di Monte-Carlo che ha stupito anche Zverev. “Arriverà molto presto nel nostro gruppo di giocatori”, ha detto il tedesco dopo averlo sconfitto.

Col passare dei mesi, lo “switch” in termini di atteggiamento mentale si sta vedendo, e lo aiuta a gestire meglio le situazioni anche nei momenti più complessi. “Gli obiettivi personali sono qualcosa che di solito discuto con il mio team, ma non pensiamo mai in termini di ranking. Gioco partita per partita e mi concentro su quello che posso controllare”, ha appunto raccontato a Tennis Majors.

Un po’ quello che ha fatto la differenza per permettergli di rimontare due set di svantaggio contro Djokovic a Parigi: non pensare al fatto di dover vincere tre set consecutivi, ma pensare a restare dentro la partita. Umile, per usare un aggettivo a lui tanto caro. Forse anche per distanziarsi da chi vorrebbe mettergli fretta, o chi alle prime sconfitte ha puntato il dito su una preparazione fisica non impeccabile.

A guidarlo, ci sono sempre le sue due stelle polari: Guga Kuerten, sugli spalti anche al Roland Garros a fare il tifo per lui, e Roger Federer. “Voglio essere qualcuno che la gente ammira, non solo per il suo tennis, ma anche per il suo carisma, per come parla, per come tratta le persone”, ha concluso Fonseca.

A Wimbledon non è andato oltre il terzo turno, ed ora il suo rientro ufficiale è previsto direttamente per il Masters 1000 canadese, che quest’anno al maschile si disputerà a Montreal. Senza guardare, come detto, al ranking, ma al suo livello di gioco. In una sfida a distanza, ma neanche troppo, con gli altri coetanei in grande ascesa.

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