"È giovane, ma sta subendo il peso delle aspettative", ha detto Agassi, ospite proprio a Rio in questi giorni in occasione del torneo. "Le aspettative degli altri non sono una sua responsabilità"
di Samuele Diodato | 21 febbraio 2026
A differenza di un anno fa, Joao Fonseca è riuscito a vincere almeno una partita davanti al suo pubblico al Rio Open presented by Claro, torneo ATP 500. Dodici mesi fa, reduce dal trionfo nel torneo di Buenos Aires, in Brasile aveva perso all’esordio per mano di Alexandre Muller, ma quest’anno – da n.38 al mondo ai nastri di partenza – l’ottavo di finale non sembra comunque abbastanza.
Soprattutto perché, dopo le sconfitte al primo turno all’Australian Open e in Argentina, le prestazioni sulla “Quadra Guga Kuerten” non hanno fugato i dubbi sul suo stato di forma fisico e mentale. Su quest’ultimo punto, però, proprio da Rio è intervenuta una voce autorevole, quella di Andre Agassi.
Il tema è sempre la pressione che arriva dell’esterno sulla sua figura, una promessa di un futuro luminoso per il tennis brasiliano (e forse anche sudamericano in toto), ma anche un ragazzo di ancora 20 anni che con certe cose deve imparare a convivere. “Fonseca dovrebbe prendere come un complimento il fatto che la gente pensi che debba vincere ogni partita, ma deve imparare che le aspettative degli altri non sono una sua responsabilità”, ha detto Agassi.
“Al contrario, la sua responsabilità è migliorare ogni giorno. Quindi spero che riesca a separare le due cose. So che è difficile, perché si dà così tanto valore alla vittoria o alla sconfitta che ci si dimentica cosa bisogna fare per migliorare – ha aggiunto - e le vittorie sono il risultato di tante cose fatte bene. Lui ha il lusso di essere giovane, ma sta già subendo la pressione delle aspettative”.
ANDRE AGASSI IN THE HOUSE ????
— Rio Open (@RioOpenOficial) February 20, 2026
Ele já está entre nós e deu uma passadinha no treino de João Fonseca e Marcelo Melo nesta sexta-feira. Bem-vindo, Andre! ??
??: Peter Wrede/Rio Open pic.twitter.com/5KTMIaAbpf
Già prima della difesa del suo titolo a Buenos Aires, il tennista classe 2006 aveva detto di voler imparare a gestire la pressione. Discorso ribadito dopo l’eliminazione patita in tre set da Alejandro Tabilo. A Rio, la sua città, ci è riuscito all’esordio contro Thiago Monteiro, ma poi si è arreso ad Ignacio Buse, giustiziere di Matteo Berrettini nei quarti di finale.
“Sto sbagliando tanto”, ha detto col volto un po’ spento alla stampa dopo la rimonta subita, alla cui radice è difficile capire se ci siano anche ragioni mentali o fisiche, visto che dopo il problema alla schiena si trattava appena del quarto match ufficiale nel suo 2026. “Ho avuto tante chance dopo un buon primo set, e a questo livello devo sfruttarle. Devo continuare a lavorare e migliorare”, ha concluso.