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Fonseca riparte da Buenos Aires: "Sono pronto, devo gestire la pressione"

"Voglio ancora diventare numero 1 e vincere gli Slam, ma devo imparare a gestire le pressioni", ha detto il brasiliano, che difende in Argentina il titolo di un anno fa. "Voglio scrivere la storia per il Brasile, ma so che non posso vincere tutto e devo continuare a lavorare"

di | 11 febbraio 2026

Un sorridente Joao Fonseca (Getty Images)

Un sorridente Joao Fonseca (Getty Images)

Convivere con la pressione, dal punto di vista sportivo, è un mestiere nel quale solo i migliori riescono ad eccellere. Anzi, questo tipo di gestione è forse la conditio sine qua non per entrare a far parte dell’élite. Ed è per questo che la tappa dell’IEB+ Argentina Open, ATP 250 in scena questa settimana a Buenos Aires è una prova importante per Joao Fonseca.

Con i suoi 19 anni, il tennista di Rio de Janeiro è il più giovane giocatore nella Top 100. Oggi n.33 al mondo, in Argentina è atteso dalla prima apparizione di sempre da “campione in carica” in un torneo ATP, ad un anno esatto dal suo primo storico trofeo, conquistato quando era n.99 battendo in finale Francisco Cerundolo.

“È la prima volta che devo difendere un titolo ATP, e vivere questa esperienza è qualcosa riservato a poche persone”, ha detto in conferenza stampa alla vigilia del torneo, che per lui inizierà – dopo il “bye” in qualità di testa di serie n.4 – contro Alejandro Tabilo (n.71).

“Devo godermela e cercare di giocare il mio miglior tennis per provare a vincere di nuovo il torneo. Devo imparare ad accettare che avrò sempre più pressione. Sto lavorando e allenandomi bene, quindi mi sento preparato e fiducioso, ha specificato, spegnendo i dubbi sulle proprie condizioni fisiche dopo un inizio di 2026 evidentemente al di sotto delle aspettative. Il giocatore carioca ha infatti saltato tutti gli appuntamenti “preparatori” all’Australian Open, arrendendosi poi proprio all’esordio nel primo major dell’anno, dove lo scorso anno aveva fatto il proprio esordio battendo un Top 10 come Andrey Rublev (cedendo poi in cinque set a Lorenzo Sonego nel secondo turno).

“Durante l’anno ho avuto alti e bassi e ci sono stati momenti in cui ho sentito maggiore pressione e aspettative. A fine stagione ho vinto Basilea, che è stato il mio primo ATP 500, e ho chiuso l’anno molto più maturo e più capace di gestire questo livello, ha proseguito. Senza nascondersi, come suo solito, raccogliendo forse anche quello che è stato il “consiglio” di Roger Federer, attento nel segnalare che le sue ambizioni non dovrebbero limitarsi a quelle di futuro “terzo incomodo” nella rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. “Ogni volta devo lavorare di più per salire nel ranking e realizzare il mio sogno – ha ribadito - che è diventare numero uno e vincere i tornei del Grande Slam.

Joao Fonseca (Getty Images)

Joao Fonseca (Getty Images)

E con lo stesso spirito non respinge le pressioni che arrivano dal “suo” Brasile, che un giocatore di primissimo piano lo attende da anni: “È qualcosa di naturale in Brasile. Quando emerge una nuova promessa in qualsiasi sport e fa cose buone, a volte si creano molte aspettative e ci sono alcune persone che parlano male. Non devo nulla a nessuno: penso a me stesso, amo giocare a tennis e amo vincere, ma a volte non posso vincere tutto. Molte persone mi dicono che per loro sono un’ispirazione o un idolo, e questo mi motiva a fare la storia per il Brasile”.

Un riferimento chiaro, visto che – comunque vada in Argentina – fra una settimana lo attende il “500” di Rio de Janeiro: “Dopo il mio primo titolo di un anno fa, sono andato al torneo di Rio de Janeiro con più pressione e aspettative. Pensavo più a ottenere un buon risultato che a godermi il momento, devo saper gestire tutto questo”.

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