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"Sono arrivato qui a Cincinnati prima di quanto mi aspettassi, perché ho perso presto in Canada. Mi sono allenato tanto per giocare meglio qui, e questo mi dà tanta energia" ha detto l'azzurro
di Alessandro Mastroluca | 14 agosto 2026
"Sento un po' il peso della stagione, ma mi piace giocare molto, quindi per me è normale. Dobbiamo spingere fino all’ultima settimana, fino all’ultimo punto, per realizzare ciò che sogniamo" ha detto Flavio Cobolli alla vigilia dell'esordio al Cincinnati Open, il Masters 1000 in corso al Family Lindner Tennis Center, contro il serbo Miomir Kecmanovic, numero 66 del mondo, che ha battuto in due dei tre precedenti confronti diretti.
Quest'anno ha un obiettivo in più. Da numero 5 nella Race to Turin, la classifica basata sui risultati stagionali, ogni torneo diventa una tappa in più verso la prima qualificazione per le Nitto ATP Finals di Torino, per cui sono già matematicamente qualificati Jannik Sinner e Alexander Zverev in singolare.
"Cerco di non pensare alla corsa per Torino, anche se è impossibile, e questo per me non va bene. Sto provando quindi a considerare questo obiettivo soltanto come parte del mio percorso, e a non avere questa idea in testa quando sono in campo" ha detto Cobolli, finalista all'ultimo Roland Garros e numero 10 del mondo.
Il romano torna in Ohio per il terzo anno di fila. Nel 2024 il 23enne romano è riuscito a spingersi sino agli ottavi di finale, mentre l'anno scorso si è fermato all'esordio, ovvero al secondo turno. "Sono contento di essere qui, mi è piaciuto molto il torneo dell’anno scorso. Qui hanno cambiato molte cose. Ora è più facile giocare e stare bene anche fuori dal campo. Sono arrivato qui a Cincinnati presto, prima di quanto io me lo aspettassi, perché la settimana scorsa in Canada non è stata positiva per me, Ci siamo allenati molto perché io possa giocare meglio qui, e questo mi dà tanta energia" ha spiegato.
In questi giorni di attesa, Cobolli cerca di riempire il tempo, al di là degli allenamenti, cercando di tenere la mente lontana dalle partite e dagli scenari di classifica. "Qui si possono fare tante attività: golf, calcio tennis, padel, tutto quello che può toglierti il pensiero dal circuito - ha raccontato - Poi noi giocatori giochiamo spesso insieme. Questo ci avvicina e rende tutto molto più semplice perché stare lontano tante settimane non è mai facile, soprattutto quando perdi tanto presto in un torneo".