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Schwartzman sulla scia di Gaudenzi: “Riformiamo il calendario puntando su Slam e Masters 1000”

L'ex Top 10 argentino ha spiegato che vorrebbe il circuito ATP più strutturato e centrato sui grandi eventi.

di | 05 aprile 2026

L'argentino Diego Schwartzman dà l'addio al tennis (Getty Images)

L'argentino Diego Schwartzman dà l'addio al tennis (Getty Images)

Tra tennisti ed ex giocatori la lista degli insoddisfatti del calendario Atp annovera ormai un notevole numero di personalità tennistiche: da Carlos Alcaraz ad Andy Roddick. L’ultimo, in ordine, è stato l’ex Top 10 argentino Diego Schwartzman che, in una recente intervista al sito Clay, l’ha definito “un disastro” al punto che lo spettatore medio “non sa neanche che torneo sta guardando o quanti punti assegna”.

La soluzione, per Schwartzman, è semplice. “Spero che gli Slam, i Masters 1000 e alcuni dei grandi tornei possano riuscire a creare un circuito più strutturato, più centrato sull'elite del tennis mondiale” ha detto il “Peque”, semifinalista al Roland Garros nel 2020. Un’impostazione questa che, come evidenziato dall’ex numero 8 del mondo, hanno già adottato sport come la Formula 1, il golf e l’NBA.

Un ragionamento, quello di Schwartzman, molto simile a quello fatto dal presidente dell’Atp, Andrea Gaudenzi, la scorsa estate: “Quegli eventi di punta sono ciò che dà struttura alla stagione e generano i ricavi che ora tornano ai giocatori attraverso montepremi da record, bonus pool in crescita e profit sharing. Quegli eventi sono anche il fulcro narrativo di tutta la stagione per i tifosi. Il nostro compito è assicurarci che i palcoscenici più importanti siano solidi e affidabili”. 

Leggi anche – Nitto ATP Finals, Gaudenzi spiega la sua visione del Tour 

Il presidente dell'ATP Andrea Gaudenzi (Foto FITP)

Il presidente dell'ATP Andrea Gaudenzi (Foto FITP)

Nella lunga intervista rilasciata al sito Schwartzman ha poi raccontato della sua carriera post ritiro – avvenuto ad inizio del 2025 con all’attivo quattro titoli ATP e una semifinale Slam a Parigi – che lo vede vestire i panni di rappresentante di Tennis Australia.

Il suo ruolo spiega, soprattutto in eventi come l’Australian Open, è quello di fare da “tramite tra i giocatori e le persone che prendono le decisioni nei tornei” affinché possano dare suggerimenti o presentare reclami. Un ruolo che gli ha permesso di andare oltre il solo aspetto sportivo dei tornei che ben conosceva da giocatore, comprendendo, invece, le logiche commerciali che sostengono i grandi eventi tennistici.

Un ruolo in cui, peraltro, si è sempre immaginato: “Sono sempre stato molto vicino ai giocatori, ho imparato l’inglese – il che aiuta molto a entrare in contratto con giocatori di diverse parti del mondo – e mi è sempre interessato capire come funziona un torneo e come vengono prese certe decisioni. È bello ora essere da questa parte e capire come funzionano le cose, soprattutto nei tornei del Grande Slam”.

Un modello di tennis, quello proposto dal Major di Melbourne, che Schwartzman vorrebbe esportare in nel suo Sud America: “È anche per questo che mi hanno assunto. Hanno una visione ben precisa di crescita del marchio in Sud America. Spero che ciò si realizzi, in modo che il tennis sudamericano possa beneficiare di condizioni migliori”.

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