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Davidovich Fokina sfida Hurkacz in finale a Chengdu

Lo spagnolo giocherà la sua settima finale ATP con l'obiettivo di festeggiare il secondo titolo nel circuito maggiore dopo la vittoria a Mallorca di tre mesi fa. Il polacco ha sconfitto Shapovalov

| 28 settembre 2026

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Novantatré giorni dopo il suo primo titolo ATP, lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina proverà a conquistare il secondo. Giocherà infatti al Chengdu Open la settima finale in carriera nel circuito maggiore.

Il 27enne di Malaga, numero 29 del mondo e seconda testa di serie, ha sconfitto nei quarti l'ex Top 20 georgiano Nikoloz Basilashvili, oggi numero 145 ATP, 46 64 63. Nella sfida per il titolo giocherà contro il polacco Hubert Hurkacz (oggi 46 ATP) che ha sconfitto 67(8) 63 63 il canadese Denis Shapovalov (oggi 50 ATP) in una sfida tra ex Top 10.

Davidovich Fokina ferma la corsa di Basilashvili

Rientrato in questo torneo dopo oltre due mesi di stop per un infortunio alla schiena sofferto a metà luglio per cui ha dovuto saltare i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e lo US Open, ha perso contro Basilashvili il primo set del suo percorso.

Il georgiano, entrato in main draw attraverso le qualificazioni, si è fermato a un set dal diventare, a 34 anni e 7 mesi, il finalista più anziano nella storia del torneo. 

Completando la terza vittoria stagionale in rimonta, dopo aver perso il primo set, Davidovich Fokina è diventato il terzo spagnolo a raggiungere l’ultimo atto a Chengdu, dopo Albert Ramos Vinolas nel 2016 (sconfitto da Karen Khachanov) e Pablo Carreno Busta, campione nel 2019 grazie alla vittoria in finale su Alexander Bublik.

"Ora voglio recuperare al meglio e non pensare al trofeo - ha detto lo spagnolo - La finale sarà un'altra partita, un'altra partita da godermi. Oggi mi sono divertito molto. Ho lottato tanto, ed è quello che voglio fare anche domani"

Hurkacz batte Shapovalov in rimonta

Hubert Hurkacz (Getty)

Hubert Hurkacz (Getty)

Davidovich Fokina affronterà per la settima volta Hurkacz, che ha sconfitto in quattro dei sei precedenti confronti diretti (2-1 il bilancio per lo spagnolo sul duro all'aperto). Si incontrano per la prima volta dalla United Cup 2024, il polacco proverà a centrare il primo successo dal Masters 1000 di Madrid del 2022.

Battendo Shapovalov, Hurkacz ha raggiunto la sua tredicesima finale ATP in carriera, la prima dal torneo di Ginevra dello scorso anno, e la nona sul duro. 

E' diventato il secondo polacco a giocare una finale ATP nel 2026 dopo Majchrzak a ‘s-Hertogenbosch grazie a una prestazione quasi impeccabile al servizio, come dimostrano i soli nove punti persi con la prima in tutto il match.

Notevole, secondo i dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz, la qualità del suo servizio (8,7 su una scala da uno a 10) e del diritto (8,4). Rilevante anche il vantaggio competitivo maturato in risposta (7 la sua valutazione media rispetto al 6 del canadese), che di risposte ne ha sbagliate 25 nel corso della partita.

Nel primo set la partita segue la successione di turni di battuta fino al tie-break: Hurkacz salva un set point, e chiude alla quarta occasione contro uno Shapovalov particolarmente sicuro con il diritto una volta messi i piedi in campo.

Ma dal secondo set è Hurkacz a prendere più saldamente il controllo del gioco, vince la battaglia territoriale per l'occupazione più efficace del campo. Giocare più vicino alla rete gli consente di colpire con maggiore anticipo e, soprattutto con il diritto, di mirare con continuità alle righe laterali mettendo Shapovalov in maggiore difficoltà: una volta costretto in difesa, infatti, il canadese fa molta più fatica a passare al contrattacco. Nelle situazioni in cui si è trovato in un angolo o lontano dalla riga di fondo, infatti, oggi ha vinto solo il 18% di punti (rispetto al 31% del polacco).

La frequenza con cui Hurkacz si è spostato per giocare il diritto da sinistra e la profondità delle sue accelerazioni in lungolinea hanno costituito il definitivo ingrediente per completare la ricetta di una partita di successo.

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