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Luciano Darderi punta alla settima finale ATP in carriera e alla 50ma vittoria sulla terra battuta da inizio 2024. Sfida Marco Trungelliti, che potrebbe diventare il più anziano a centrare la prima finale ATP in carriera
di Alessandro Mastroluca | 04 aprile 2026
Da una parte il giocatore più titolato e vincente sulla terra battuta da inizio 2024 ad oggi, Luciano Darderi; dall'altra l'argentino Marco Trungelliti che sta vivendo la sua miglior settimana in carriera a 36 anni e diventerà da lunedì il più anziano a debuttare in Top 100 dopo Torben Ulrich, padre del batterista dei Metallica (1975). In questo contrasto di emozioni sta il fascino della semifinale del Grand Prix Hassan II, l'ATP 250 che si concluderà domani sulla terra battuta di Marrakech, in Marocco.
Darderi, numero 19 del mondo e 4 d'Italia, con un successo su Trungelliti diventerebbe il primo giocatore con 50 partite vinte sulla terra battuta da inizio 2024 sulla terra battuta. Sul rosso ha vinto 17 degli ultimi 19 match giocati. Di fatto dallo scorso luglio su questa superficie ha perso solo contro i fratelli Cerundolo, quest'anno durante la stagione sulla terra in Sudamerica: contro Francisco in finale a Buenos Aires e Juan Manuel al primo turno a Rio.
Oggi punta a centrare la sua settima finale in carriera nel circuito maggiore, e a diventare l'ottavo giocatore in finale per due anni consecutivi nella storia del torneo. Solo Guillermo Perez-Roldan, oggi nel suo staff (1992-93) e Pablo Andujar (2011-12) hanno trionfato qui per due anni di fila.

Darderi, l'italiano d'Argentina
Trungelliti, n. 117, ha ottenuto finora una sola vittoria contro un Top 20 in carriera, al Roland Garros 2016 contro Marin Cilic. Virtualmente numero 85 del mondo, può diventare numero 74 se arriverà in finale. Sarebbe, a 36 anni e 64 giorni, il più anziano a giocare la sua prima finale ATP nell'era Open. Nessuno, dal 1968, ha giocato la sua prima finale nel circuito maggiore dopo aver compiuto 35 anni. In due l'hanno fatto da over 34: Victor Estrella Burgos, a 34 anni e 190 giorni, a Quito nel 2015; e Malek Jaziri, a 34 anni e 106 giorni, a Istanbul nel 2018
Trungelliti, che ha partecipato per la prima volta alle qualificazioni di un torneo ATP nel 2009 a Buenos Aires, ha debuttato nel tabellone principale a Umag nel 2012, lo stesso anno in cui è entrato per la prima volta nella Top 200. Proprio a Umago ha giocato la sua prima semifinale ATP nel 2018. Prima e unica, fino ad oggi. Da quel giorno sono trascorse 402 settimane: è il record di tempo passato tra due semifinali ATP giocate da uno stesso giocatore. Un record eguagliato, perché anche lo svedese Andreas Vinciguerra aveva atteso 402 settimane tra la sua sesta semifinale ATP (Masters 1000 di Parigi-Bercy 2001) e la settima, a Bastad nel 2009.
“La resilienza che ho avuto e la fiducia che abbiamo avuto, includendo tutto il mio team, sono state fondamentali. Grazie al mio fisioterapista, al mio allenatore, al preparatore atletico, a mia moglie, a mio figlio e allo psicologo. Tutti pensavamo fosse possibile. Quando mi sono guardato indietro e ho controllato i tornei giocati, ho pensato di essere pazzo, ma ora ne è valsa la pena” , ha dichiarato Trungelliti. L'argentino potrebbe diventare il quarto qualificato in finale nella storia del torneo dopo Guillermo Canas (2001), Santiago Ventura (2004) e Gilles Simon (2008). Curiosamente tutti hanno vinto il titolo.