-
Atp

Berrettini avanza a Buenos Aires, fuori Passaro

Matteo Berrettini ha vinto la prima partita del suo 2026 battendo Federico Coria dopo oltre due ore di gioco. Fuori Passaro che, avanti 75 51, subisce la rimonta di Buse

di | 11 febbraio 2026

20260211_GettyImages_2255477450.jpg

Prima partita, prima vittoria per Matteo Berrettini, che raggiunge gli ottavi all'ATP 250 di Buenos Aires. Al debutto stagionale dopo il ritiro all'Australian Open per l'ennesimo problema agli addominali, al primo torneo in argentina, ha vinto la 22ma partita delle ultime 26 sulla terra battuta. Primo italiano in finale a Wimbledon, ha sconfitto 75 75 Federico Coria, ex numero 49 oggi sceso alla posizione numero 322, rientrato questa settimana dopo sei mesi di assenza per un infortunio al gomito. Ha chiuso con più del doppio dei vincenti, 33 a 16, e 31 gratuiti contro i 48 dell'argentino.

Per un posto nei quarti allo "IEB+ Argentina Open", questa la denominazione ufficiale del torneo sulla terra battuta della "Cattedrale del tennis argentino", il Buenos Aires Lawn Tennis Club (montepremi 675.310 dollari), Berrettini si misurerà al secondo turno contro Vit Kopriva, numero 98 del mondo, secondo ceco a passare un turno a Buenos Aires nella storia del torneo dopo Jiri Vanek (2001 e 2008). 

Fuori invece Francesco Passaro (159 ATP) battuto 57 75 64 dal peruviano Ignacio Buse (96) dopo essere stato avanti 5-1 nel secondo set e mancato due match point sul 5-2.

LA VITTORIA DI BERRETTINI

Quella tra Berrettini e Coria è una sfida di racchette fluo - gialla per Matteo e rossa per l'argentino - e di passioni altrettanto intense. C'è anche l'ex Top 10 Diego Schwartzman, che qui ha giocato la sua ultima partita un anno fa: scatta foto con lo smartphone e sorride.

Entrambi convivono con l'orgoglio per quel che è stato e la mancanza di quel che non è stato.

Berrettini salva una palla break nel primo gioco, ne manca due nel secondo e altrettante nel sesto. Prima Coria sfida Berrettini a suon di rovesci slice e lo costringe all'errore; poi piazza un diritto sulla riga, lo accoglie con una serie di "Vamos" e di inequivocabili richiami ai tifosi: come un direttore d'orchestra, invoca le loro voci, il loro coro.

Il coach dell'argentino, Carlos Berlocq, continua a fargli segno di tenere gli occhi aperti. Coria lo ricambia con una prima in kick vincente da sinistra sul 3-4 30-40 con cui cancella la quinta palla break su cinque nel primo set. Berrettini continua a spingere con il diritto, così matura per l'azzurro la sesta chance di break che, come le altre, Coria cancella: stavolta, non per la prima volta, con una precisa accelerazione di diritto.

Ma la pressione resta costante sull'argentino, che non incide abbastanza nei suoi turni di risposta e ogni volta deve fare gli straordinari per tenere i suoi game al servizio. Alla fine, nonostante i canti e gli incitamenti, la marcia di Matteo Berrettini procede senza intoppi. L'ultimo punto è un manifesto. Ogni colpo un passo avanti, ogni diritto una martellata alle speranze di Coria e dei tifosi, fino allo smash conclusivo ripagato da applausi riluttanti, punto finale di un primo set più teso che bello.

Cala la sera e si spegne la luce anche sul tennis di Federico Coria, che firma la sua resa con il diritto alla base della rete che vale il 2-0 Berrettini nel secondo set. Annuisce Alessandro Bega, coach dell'azzurro, per la versione di sé che Matteo sta mettendo in campo. Superiore sia negli scambi brevi sia in quelli lunghi, forte del 78% di punti vinti con la prima al servizio e del 46% in risposta contro la prima e contro la seconda, Berrettini appare sempre più padrone del campo. Ma Coria, che chiede anche un medical time-out dopo il quinto game, ha un sussulto di fierezza. Berrettini, invece, come un bandolero stanco vede un diritto finire a metà rete, vede svanire un break di svantaggio, sente l'energia dei tifosi di casa tornare a fluire e galvanizzare il suo rivale.

Si gioca sul filo, Berrettini arriva a un punto dalla vittoria sul 5-4 in risposta, ma la pressione di Coria lo induce a un errore in lunghezza. Il secondo match point è quello giusto: risposta aggressiva di diritto, e conseguente errore di un Coria sulle gambe. E può gioire per un successo meritato.

PASSARO, CHE PECCATO

Avrebbe potuto essere un martedì di sorrisi per gli italiani a Buenos Aires. Il perugino Passaro, infatti, era avanti 7-5 5-1 ma ha subito la rimonta del 21enne peruviano Buse, la scorsa settimana impegnato in Germania nel Qualifier di Coppa Davis perso 4-0 dalla sua nazionale. Si erano incontrati due volte in carriera prima di questa sfida, e avevano ottenuto una vittoria per parte, sempre nei Challenger e sulla terra battuta: Passaro si è imposto a Genova in semifinale nel 2024, Buse nei quarti a Heilbronn nel 2025. 

Sarà dunque Buse il primo avversario di Sebastian Baez, numero 34 del mondo e testa di serie numero 4, che nel torneo di casa non è mai andato oltre i quarti di finale, raggiunti nel 2024.

“Oggi festeggio il fatto di essere sano, di poter correre, di potermi sentire di nuovo me stesso, cosa che non mi stava succedendo in questi ultimi due anni, da quando ha iniziato a darmi fastidio il ginocchio destro” ha detto Baez al quotidiano argentino La Nacion.

“Venivo da un paio di infortuni, ma non sono uno che cerca scuse, né che spacca racchette, né che si mostra molto frustrato; quindi sono cose che non esternavo e la gente non lo sapeva. Mi è capitato di faticare ad alzarmi dal letto, di faticare ad allenarmi per i dolori al ginocchio" ha aggiunto l'ex Top 20, oggi numero 34 del mondo. "Allora ora ho dato molto valore al fatto di sentirmi sano, di poter correre, di poter difendere, di sentirmi forte, e questo mi ha dato una tranquillità e una voglia di andare avanti".

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti