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Il trentenne australiano dopo un 2023 di gloria ha vissuto stagioni altalenanti sul circuito e spera ora sul cemento statunitense di ritrovare condizione e vittorie con cui scalare il ranking. Mercoledì al secondo turno affronterà l'azzurro
di Ronald Giammò | 28 luglio 2026
L'ultimo italiano ad aver sconfitto Aleksandar Vukic è stato Matteo Berrettini l'anno scorso : vittoria in due set al secondo turno di Metz. Un successo, quello dell'ex top10 azzurro, che seguì l'altro colto contro di lui a Wimbledon da Jannik Sinner nel primo match verso la rincorsa al suo primo titolo londinese. Da lì in poi, e siamo al 2026, per l'australiano nato da genitori serbi sono arrivati tre successi: due ad Adelaide (qualificazioni contro Luca Nardi e secondo turno contro Andrea Vavassori) e una al primo turno delle qualificazioni di Indian Wells contro Stefano Travaglia. Ecco perché e non solo, al di là del ranking che li vede divisi da quasi cento posizioni, la sfida contro Lorenzo Musetti mercoledì a Washington potrebbe rivelarsi più insidiosa del previsto.
Il trentenne australiano al primo turno ha dismesso il qualificato Zachary Svajda in meno di due ore lasciando lui solo quattro game. Un acuto giunto in coincidenza di una prima metà di stagione per lui però avara di risultati: molti Challenger, un titolo vinto però sul veloce di Granby meno di un mese fa, e ben pochi main draw ATP dove non è mai riuscito a spingersi oltre i quarti di finale, colti tra l'altro ad Adelaide a gennaio.
No one wanted it to end like this ??
— Tennis TV (@TennisTV) July 27, 2026
Lorenzo Musetti is back with a win as Arnaldi is forced to retire in the second set #MubadalaDCOpen pic.twitter.com/bbEY28Ojm6
Distante oggi dal suo miglior ranking - entrò tra i top50 nel 2023 - Vukic al netto delle poche informazioni attendibili raccolte in questa stagione, vanta però trascorsi non indifferenti sul cemento, tanto a livello universitario quanto a livello ATP. La sua carriera infatti iniziò proprio negli States dove concluse i suoi quattro anni di ciclo universitario con un record di 108 vittorie e 19 sconfitte con tanto di titolo di atleta dell'anno vinto nel 2017. Un apprendistato che una volta salito a livello ATP si tradusse in un primo main draw ATP colto a Sydney nel 2018, la prima vittoria a Melbourne tre anni più tardi, e la prima in uno Slam nel 2022 contro Harris, piazzamento perfezionato l'anno scorso quando sempre agli Australian Open riuscì a raggiungere per la prima volta in carriera un terzo turno Slam.
A Washington, prima dell'esordio agevole vissuto al primo turno, Vukic aveva già giocato due partite imponendosi nel qualificazioni contro il tunisino Dougaz e il connazionale Bolt. Arriverà quindi più abituato alle condizioni di quanto lo sia Musetti, beneficiato dal ritiro del connazionale Matteo Arnaldi al primo turno in quello che per lui è stato anche il primo match giocato dopo due mesi e mezzo di inattività. Il test si presenta quindi per l'ex top10 azzurro assai attendibile: se in potenza infatti i due appaiono divisi da ben più di un semplice gap nel ranking, nella realtà - qui e ora - starà al toscano riuscire a ribadirlo con quel che avrà a disposizione in termini di condizione e gioco. E' il tennis. Non offre scorciatoie, e proprio per questo la ricompensa quando arriva è tra le più preziose: perché sa di fiducia, e aiuta a consolidare certezze altrimenti scritte sull'acqua.