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Pechino, Medvedev inciampa sul più bello e in finale ci va Tien

Il russo, dopo aver vinto il primo set ed esser andato a servire per chiudere il match, incassa la rimonta dell'allievo di Chang per poi dare forfait in avvio di terzo set: 57 75 40 il punteggio finale

di | 30 settembre 2025

Daniil Medvedev (Getty)

Daniil Medvedev (Getty)

Lista - parziale - di cose dette e fatte da Daniil Medvedev negli ultimi dieci mesi. Giocare complessivamente cinque partite negli ultimi quattro Grand Slam a cui ha preso parte; dichiarare "inutile" la stagione sull'erba e annunciare per il prossimo anno un periodo di vacanza in coincidenza di quel breve swing; veder crollare il proprio ranking fino alla posizione n.18; istigare il pubblico di New York in una protesta collettiva nei confronti del malcapitato giudice di sedia reo, a suo avviso, di una chiamata poco felice; perdere pochi giorni fa a Hangzhou dalla wild card n.196 del ranking, il cinese Yibing Wu; separarsi dal suo storico coach, Gilles Cervara; regalar gioia inattesa in primi o secondi turni a prima vista agevoli a rivali quali Mattia Bellucci, Jaume Munar, Adam Walton, Hamad Medjedovic; vivere tutto questo con apparente serenità; comprendere, infine, che qualcosa andava corretto nel tiro, nella gestione, nelle soluzioni da adottare per provare a rivivere le emozioni di un titolo che lui sfuggono dall'ornai lontano 2023; avviarsi "un passo alla volta" in questo percorso ignorando se e quando sarebbe mai riuscito ad arrivare a destinazione.

Ed eccoci a Pechino. Torneo che nel 2023 vide il russo spingersi sino alla finale e che avrebbe potuto rappresentare il primo gradino di quella scalata verso un ritorno al vertice. Un torneo, quello cinese, in cui il russo non aveva perso ancora un set riuscendo lungo il suo cammino a battere persino il tedesco Alexander Zverev. Invece, giunto all'ultima curva contro un rivale che non sembrava poter destar preoccupazioni, Medvedev è incappato in un colpo di sfortuna per via di un infortunio alla coscia che lo ha costretto al ritiro quando il punteggio lo vedeva rincorrere sul 4-0 nel terzo set.

Sarà quindi Lerner Tien a contendere a Jannik Sinner il trofeo domani mattina. E merito va dato allo statunitense di non aver mai mollato, nonostante un primo parziale condotto dal suo rivale e un secondo in cui lo stesso Medvedev si era portato in vantaggio 3-0 e poi ancora per 4-2 prima di incassare la rimonta che lo avrebbe inchiodato fino al 7-5 e a un terzo set rivelatosi per lui fatale. Al netto della sfortuna, motivi per recriminare con sé stesso Medvedev li ha: quel vantaggio così ampio costruitosi nel secondo set e, soprattutto la chance di andare a servire per chiudere la contesa, sono state occasioni troppo ghiotte che oltre a salvaguardarne il fisico, in caso di buon esito gli avrebbero concesso anche tempo e modo per provare ad organizzare un recupero plausibile con il compito cui era atteso l'indomani.

"Ero sotto 3-5 e 2-4 e sono riuscito a risalire - ha dichiarato Tien a fine match - Non credevo avesse dei problemi, ma poi quando è tornato dal toilet break ho visto che zoppicava e non ero sicuro se fosse infortunato visto che aveva la coscia fasciata o se si trattasse di crampi, ma credo più a questa seconda ipotesi. Ci sono passato anche io e non è una bella cosa. Gli auguro il meglio, non è certo questo il modo in cui preferisco vincere dei match ma sono contento di essere in finale".

E invece, chiuso così, il torneo di Pechino lascia in lui un sapore agrodolce che se da un lato ha offerto spunti per certificarne i primi vagiti di resurrezione, dall'altro - infortunio a parte - ha ancora evidenziato imprecisione e limiti proprio lì dove un paio di stagioni fa il russo era solito scavare la sua differenza: nello scambio prolungato dal fondo, nella profondità dei suoi colpi, nella facilità con cui trovare soluzioni sempre più abrasive in grado di fiaccare gioco e tempre dei suoi rivali. Vedremo se riuscirà o meno a riprendersi per Shanghai, ma con il circuito ormai prossimo a far ritorno in Europa per la stagione indoor, non mancheranno le occasioni per lui per verificare e dimostrare a sé stesso di aver imboccato la strada giusta.

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