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ATP Montreal, Shelton: "Qui riesco a esprimere il mio miglior tennis"

Parla il campione in carica del torneo reduce dal quarto di finale a Washington: "Difendere i punti non fa parte della mia natura, preferisco guardare alla Race"

04 agosto 2026

Ben Shelton (Getty)

Ben Shelton (Getty)

L'anno scorso a Toronto centrò la vittoria più importante della sua stagione e della sua carriera: un primo Masters1000 a cui quest'anno ha aggiunto gli allori conquistati a Dallas, Monaco e Stoccarda. E' quindi giustamente carico e ottimista, Ben Shelton, in attesa di fare il suo esordio a Montreal e di conoscere il primo rivale della sua rincorsa al bis.  

"È bellissimo essere tornato - ha esordito sorridente nel corso del suo media day - È un torneo che adoro giocare. Ovviamente l'anno scorso ho vinto a Toronto, ma anche Montréal è una città fantastica, divertente in cui giocare. Quindi sono davvero molto felice di essere di nuovo qui".

Da grandi vittorie derivano grandi responsabilità. Il che in termini di punti equivale a un bottino di ben mille punti da difendere: un compito assai delicato visto anche il decimo posto da lui occupato nel ranking e che tuttavia non sembra preoccuparlo. "Preferisco guardare più la Race che la classifica. È qualcosa a cui penso meno. Per me è soprattutto una questione di entusiasmo e questa è una parte della stagione in cui di solito esprimo il mio miglior tennis - ha riflettuto di fronte ai microfoni lo statunitense - A dire il vero, non sono mai stato uno che si preoccupa troppo di difendere i punti conquistati. Non fa parte del mio modo di essere. Sono semplicemente felice di affrontare questo periodo dell'anno e di avere un'altra occasione per giocare un ottimo tennis in vista degli US Open: questo è il mio obiettivo principale".

Le US open Series rappresentano però uno swing ricco di insidie: condizioni, forma, clima, fatica. Variabili impossibili da gestire che potrebbero avere un peso notevole una volta giunti a New York per l'ultimo Slam della stagione. Ma anche in questo caso, sarà l'aria di casa, Shelton non è apparso preoccupato dalle settimane che l'attendono. 

"Per me, in questa parte della stagione, tre tornei sono il numero ideale. Mi piacerebbe giocare il maggior numero possibile di partite. Probabilmente l'anno scorso ne ho disputate persino troppe prima degli US Open - ha ancora confidato - Ma credo di essere un giocatore capace di rendere meglio quando gioca più partite, a patto che il fisico regga".

Con tali premesse, il meteo non è che un altro degli imprevisti con cui fare i conti. Anch'esso però liquidato dal n.10 del mondo come un dato di fatto con cui fare i conti e su cui non perder tempo a recriminare: "Penso che sia una situazione del tutto normale. Nel corso dell'anno capita spesso di fare i conti con il maltempo, e di solito le condizioni sono anche peggiori di queste. Io non ho ancora iniziato a giocare, quindi la cosa non mi ha realmente influenzato. Sono comunque riuscito ad allenarmi e adesso vedremo cosa succederà nei prossimi giorni".

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