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Da Basilea a Vienna con vista su Bologna: Jodar e Alcaraz già fanno sognare

Nette vittorie nei due ATP500 svizzero e austriaco dei due primi giocatori di Spagna, entrambi convocati per le Finals di novembre di Davis Cup by Generali a cui la Roja si presenterà da favorita

| 27 ottobre 2026

Carlos ALcaraz (Getty)

Carlos ALcaraz (Getty)

Come in un ideale triangolo, i successi ottenuti da Rafa Jodar e Carlos Alcaraz, rispettivamente a Basilea e Vienna, aggiungono ancor più credenziali a quello che la Spagna va rincorrendo in Coppa Davis, trofeo che i due giovani talenti proveranno a riscattare il prossimo novembre a Bologna e con loro una Spagna da tutti considerata come la favorita per la vittoria finale. 

Veloce. Indoor. Sono queste le condizioni che accomunano i due ATP500 di stanza in Svizzera e Austria a quelle della Bologna Fiere Arena. Condizioni in cui i due oggi hanno dato spettacolo riportando due nette vittorie in altrettanti set. 64 62 il punteggio con cui Jodar si è disfatto di Alejandro Tabilo, 64 76(5) lo score finale fatto registrare dal murciano contro il solido Karen Khachanov. Per quanto si trattasse in ambo i casi di primi turni, i messaggi inviati dai due spagnoli sono difficili da ignorare tanto in chiave presente che in prospettiva Davis. Perché se Alcaraz, tornato all'attività dopo quattro mesi di stop a causa di un polso ballerino, aveva già confermato di esser sulla strada giusta verso il completo recupero dando spettacolo a New York e tornando a vincere un titolo in quel di Tokyo, per Jodar questo finale di stagione si tinge ora di sfumature inedite che lo vedono in piena corsa per un posto per le Nitto ATP Finals dopo undici mesi di tennis iniziati da n.165 del mondo. 

Pulita la vittoria dell'n.11 del ranking contro Tabilo. Costruita nel corso di un primo set in cui la resistenza del cileno era ancora tutta da sfidare e legittimata in un secondo set giocato in crescendo che ha infine costretto Tabilo a gettare la spugna. Decisiva è stata la tenuta mentale dello spagnolo, a segno nell'80% dei casi con la sua prima, ma costretto a fronteggiare ben sei palle break di cui tre nel corso di un sesto gioco che Jodar è riuscito infine a vincere instillando da subito insicurezza e frustrazione nelle trame del cileno, colto in fallo nel game successivo ma caparbio fino alla fine nel costruirsi altre tre chance - tutte questa volta nel decimo e ultimo game del set - con cui provare a rientrare in partita. Invano. Sgonfiato nel morale, Tabilo nel secondo è sceso in campo già battuto nello spirito piombando in uno svantaggio di 4-0 che Jodar stavolta si ben premurato di non scalfire limando a soli cinque il numero dei suoi gratuiti e archiviando così la sua vittoria n.57 del 2026 con cui puntellare ancor di più la sua nona posizione nella Race per Torino.

Rafa Jodar (Getty)

Rafa Jodar (Getty)

Un Master di fine stagione a cui invece Alcaraz si era già qualificato da tempo e a cui arriverà di certo più fresco dei suoi rivali. Snodo da sempre vissuto con difficoltà da parte del murciano, questo finale di stagione - complice il suo lungo stop - presenterà ai blocchi invece un Alcaraz ristorato e pronto tanto nel fisico quanto nella testa. Khachanov, per quanto sempre battuto nei sei scontri diretti da loro giocati in carriera, era rivale più ostico del cileno Tabilo, reduce dalla semifinale colta a New York, maturo nell'età e nel gioco, e per questo destinatario di un trattamento di tutto riguardo da parte dello spagnolo.

E' stato testato a fondo, Alcaraz, tra break e controbreak nel primo set fino a quello decisivo strappato al russo quando questi era al servizio per portarsi sul cinque pari. Un acuto che non è rimasto isolato nell'arco del match e che ha indotto Khachanov a una prudenza presto abbandonata quando resosi conto di quanto inutile fosse quell'atteggiamento al cospetto di uno dei predatori più famelici del circuito. Anche Carlitos ha chiuso il match con l'80% di punti estratti dalla sua prima, ma i 36 vincenti uniti a un gioco a rete ormai sempre più disinvolto (fondamentale che invece ancora manca al repertorio di Jodar), ha costretto Khachanov a giocare un secondo set arrembante in cui ripetutamente ha provato a incastrare il suo rivale sulla diagonale del rovescio inducendolo in non pochi gratuiti.

Scoperto il trucco però, Alcaraz anziché apporvi soluzioni ha preferito lasciar fare al suo talento: dapprima aggredendo la rete, variando nel ritmo, dando l'impressione di accettare le iniziative del suo rivale e infine scrollandoselo di dosso con dritti in lungolinea e in cross spesso atterrati sulle righe del campo. Salvati i primi tre match point coincisi con altrettante palle break, il grande rammarico per Khachanov si è concretizzato pochi istanti dopo quando è stato lui a sorpresa sa strappare il servizio al n.3 del mondo per presentarsi alla battuta per pareggiare i conti. Provocato nell'orgoglio la risposta di Alcaraz è stato un controbreak ottenuto a zero e da lì un tie-break giocato sul filo della tensione, punto a punto, in cui è stata sufficiente una sola occasione per chiudere il match e proiettarsi alla prossima sfida contro uno tra la wildcard Rodionov e il georgiano Basilashvili. 

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