-
Atp

Tokyo: Arnaldi, un bel 1° set non basta contro Alcaraz. Spreca troppo Berrettini, vince Vallejo

Sul cemento giapponese al secondo turno il Matteo sanremese si ferma contro lo spagnolo, primo favorito del seeding: il Matteo romano cede in due set al paraguaiano, proveniente dalle qualificazioni

| 03 ottobre 2026

20261003_GettyImages_2297753459.jpg

Carlos Alcaraz mantiene l'obiettivo di diventare il primo giocatore dal 1994, dopo Pete Sampras, a trionfare per due anni di fila al “Kinoshita Group Japan Open Tennis Championships”, l'ATP 500 di Tokyo (montepremi 2.342.275 dollari). Sul cemento  scattato sul cemento dell’Ariake Colosseum di Tokyo, il numero 3 del mondo ha sconfitto 76(6) 61 Matteo Arnaldi, numero 37 ATP, dopo aver salvato quattro set point nel tie-break. Ha completato la sua 18ma vittoria di fila negli ATP 500. Nel suo 59mo quarto di finale in carriera, il sesto in stagione, giocherà contro il canadese Denis Shapovalov (46). Il canadese, per la terza volta tra i migliori otto a Tokyo, ha battuto 75 36 64 il cileno Alejandro Tabilo (31) e ha così raggiunto i 50 quarti di finale ATP in carriera.

LA CRONACA DEL MATCH
Alcaraz firma il primo break nel primo turno di risposta. Arnaldi però reagisce, contrattacca e si carica. Spinge deciso al servizio e in risposta, mette i piedi in campo appena ne ha l'occasione, scende a rete con velocità, sostenuto da una buona mano e idee chiare. Il sanremese recupera immediatamente il break di svantaggio (2-2) e firma il sorpasso (3-2) dopo aver vinto nel quinto game uno dei punti migliori del match: gioca un gran passante stretto poi, dopo la volée dello spagnolo, alza il lob che ribalta lo scambio e chiude con uno smash vincente. Un'esibizione di qualità atletiche e tennistiche per cui, comprensibilmente, invoca gli applausi del composto ma non distante pubblico locale.

Arnaldi dà comunque modo ai tifosi, anche senza incitamenti particolari, di assistere a una prestazione davvero notevole. Nel primo set vince 10 punti più dello spagnolo da fondo (27 a 17) e con il diritto raggiunge, secondo l'algoritmo TennisViz su dati ATP raccolti da Tennis Data Innovation, una valutazione di 9,6 su una scala da 1 a 10: praticamente perfetto. 

Ne gioca uno dei più belli della partita, in diagonale, dopo essersi aperto il campo verso l'angolo sinistro, per allungare sul 5-1 nel tie-break che decide il primo set. Il sanremese sale 6-2 ma Alcaraz, un colpo alla volta, con pazienza e sapiente uso della geometria, lo fa pensare e sbagliare di più. 

Lo spagnolo allontana Arnaldi dal centro mirando soprattutto al rovescio. Nel tie-break direziona il 58% dei colpi nel tie-break verso il lato sinistro del campo, con traiettorie angolate ma non colpi pesanti, in modo che l'azzurro sia costretto a manovrare senza poter sfruttare il peso della sua palla per passare all'attacco. Inoltre risponde solo negli angoli, con l'obiettivo di mettere subito l'azzurro sulla difensiva dopo il servizio. Funziona. Alcaraz salva tutti i quattro set point, poi scatena l'entusiasmo dei tifosi con una veronica che vale il sorpasso (7-6) e alla prima occasione firma il decimo successo in un tie-break su 17 giocati in stagione con una prima vincente.

Un'esultanza di Carlos Alcaraz a Tokyo (Getty Images)

Un'esultanza di Carlos Alcaraz a Tokyo (Getty Images)

Perso dopo 64 minuti di gioco il nono tie-break dei 17 giocati nel 2026 nel circuito maggiore, Arnaldi è subito sotto pressione: con il primo doppio fallo della sua partita offre ad Alcaraz il primo break del secondo parziale (0-2). E' di fatto la conclusione del match.

 Il 23enne di El Palmar (Murcia) firma il terzo successo in altrettanti confronti diretti con il ligure, che comunque ha vissuto un 2026 decisamente migliore rispetto alle due stagioni precedenti per il ligure, che un paio di settimane fa ha sposato la fidanzata storica Mia Savio, australiana di origini italiane. Anche se dopo l’impresa parigina, chiusa con lo sfortunato forfait in semifinale contro Cobolli, il sanremese ha vinto solo 5 (3 in main draw) dei 13 match disputati, anche a causa di un problema al piede sinistro manifestatosi a Washington (che lo ha costretto al ritiro al primo turno contro Musetti).

Berrettini spreca troppo, vince Vallejo

Matteo Berrettini in azione (foto Getty Images)

Matteo Berrettini in azione (foto Getty Images)

Due match con andamento e risultato molto simili quelli dei due Matteo in campo oggi a Tokyo. Matteo Berrettini, n.47 del ranking, dopo la rimonta vincente sullo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (n.26 ATP), fresco vincitore a Chengdu del suo secondo trofeo ATP, ha ceduto per 76(6) 61, in poco più di un’ora e tre quarti di partita, al paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, n.56 ATP, proveniente dalle qualificazioni, che a sorpresa aveva lasciato appena quattro game allo spagnolo Rafael Jodar, n.13 del ranking e quarto favorito del seeding. Il 30enne romano può recriminare anche lui, e parecchio, su quattro set-point non sfruttati nel primo parziale: uno nel decimo gioco (in risposta) e tre consecutivi nel tie-break (i primi due in risposta, il terzo al servizio).

Un match a due facce

Tra l’azzurro e il 22enne di Asuncion non c’erano precedenti. La prima palla-break la offre Matteo già nel game d’avvio del primo set, ma la cancella con un bel diritto incrociato dopo una buona prima di servizio: poi con un ace ed un servizio vincente parte avanti (1-0). Rischia anche il paraguaiano nel quarto gioco, che di palle-break ne deve annullare due e consecutive: lo fa con un cross di diritto che non si prende ed una prima vincente, e l’equilibrio prosegue (2-2). Entrambi si aggrappano ai rispettivi turni di battuta, con Berrettini che nel nono game è bravo a recuperare da 0-30 con due ace, un servizio vincente e un diritto incrociato largo del paraguaiano (5-4). Nel gioco successivo arriva il set-point per l’azzurro ma, al termine di uno scambio durissimo, il suo passante di rovescio incrociato finisce in rete, e Vallejo lo riaggancia grazie ad un servizio al centro (5-5).

E alla fine è il tie-break a decidere (6-6). L’equilibrio prosegue fino a l settimo punto quando Matteo piazza una buona risposta sulla seconda del paraguaiano procurandosi un mini-break (4 a 3): Berrettini prova l’allungo (5 a 3) e si procura altri tre set-point (6 a 3). Il primo lo spreca mettendo in rete una risposta di diritto inside-out tutt’altro che impossibile (6 a 4), il secondo lo cancella Vallejo pizzicando la riga con il diritto lungolinea (6 a 5): il terzo lo butta via ancora l’azzurro perdendo il controllo del diritto incrociato (6 a 6). E poi con un altro diritto incrociato, stavolta sotterrato in rete, regala il primo set-point al paraguaiano (7 a 6), che piazza lo smash (8 a 6) e non se lo lascia sfuggire (7-6, dopo un’ora e otto minuti).

Gioca un secondo game della seconda frazione in risposta da incorniciare Valejo, che con un diritto inside-out che pizzica la riga ottiene il primo break della partita (2-0), dopo che Matteo aveva annullato una prima palla-break con la combinazione servizio-diritto incrociato. Il paraguaiano, caricato a mille, allunga (3-0), approfittando anche di un calo, prima di tutto mentale, dell’azzurro che subisce anche un secondo break mettendo in rete il rovescio lungolinea (4-0). Vola verso verso il traguardo il 22enne di Asuncion, che non sbaglia più nulla (5-0): Matteo d’orgoglio evita il “bagel” annullando un match-point con una buona seconda e riuscendo poi a muovere il punteggio (5-1). Nel settimo gioco, però, il paraguaiano si procura altri tre match-point, chiudendo con una prima robusta (6-1). Sarà dunque Vallejo ad affrontare domenica nei quarti o il francese Ugo Humbert, n.32 ATP, o il ceco Jiri Lehecka, n.23 del ranking.

Matteo Berrettini (Getty Images)

Matteo Berrettini (Getty Images)

Per il 30enne romano, alla terza presenza nel main draw, ottavi fatali per la terza volta. Un 2026 per Berrettini definito fin qui da 17 vittorie e 15 sconfitte a livello di circuito maggiore: i risultati migliori sono arrivati sul “rosso” con i quarti nel “500” di Rio de Janeiro e soprattutto al Roland Garros (costretto al ritiro alla fine del secondo set contro Arnaldi).

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti