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Cultura e costume

"Vincenti & Gratuiti": Madrid, che caduta di stile! Ma non vediamo sessismo ovunque...

"Il merito viene sempre prima del metodo" scrive Claudia Fusani nel nuovo appuntamento con la sua rubrica "Vincenti & Gratuiti". Al centro c'è il gratuito di Madrid, con gli organizzatori accusati di sessismo

di | 09 maggio 2023

Quante volte capita nella vita che un vincente si trasformi in un gratuito. La cosa molto democratica è che può accadere a chiunque. Anche con e oltre le migliori intenzioni. Che in genere producono l’opposto di quanto previsto. Eterogenesi dei fini, dice il vocabolario.

Il Master 1000 di Madrid, come Roma quest’anno promosso e raddoppiato, è stato un concentrato di potenziali vincenti trasformati in gratuiti. E però, diciamolo subito, non scomodiamo il sessismo e le questioni di genere come invece sta succedendo.

E’ una faccenda in tre tempi.

Primo tempo. A Madrid è scoppiato il torta-gate. Capita infatti che il numero 1 Carlos Alacaraz e la numero 2 Aryna Sabalenka compiano gli anni lo stesso giorno - 5 maggio - seppur con cinque anni di differenza. L’organizzazione del torneo ha riservato una torta multipiano con il numero 20 e fuochi d’artificio in campo per Alcaraz. Una tortina per la giocatrice con qualche candelina spenta tra lo spogliatoio e la player lounge. Qualcuno non ha gradito e la tennista Vita Azarenka ha fotomontato sui social le due torte una accanto all’altra. Della serie: cogli la differenza, “sbalorditiva” è stato il verdetto. Ed è diventata subito virale. Il direttore del torneo, l’ex super bello del circuito Feliciano Lopez, non ha gradito e ha spiegato: misunderstanding.

Secondo tempo: le divise dei raccattapalle. La direzione del torneo ha deciso che le ball girls, la ragazze raccattapalle che a Madrid non sono quasi mai bambine ma ragazze fatte e formate, potessero vestire in modo più femminile: gonnellino e top con taglio all’ombelico. Apriti cielo: sono scese in campo le femministe. E quando la direzione ha cercato di metterci una pezza  vestendo le medesime ragazze con le divise dei maschi, l’accusa di sessismo è deflagrata.

Il terzo tempo di questa battaglia dei sessi è forse il più clamoroso: le finaliste del doppio non hanno potuto tenere il tradizionale ringraziamento di fine match. E’ il momento delle confessioni, dei ringraziamenti, Azarenka, ad esempio, che era una delle finaliste, avrebbe tanto voluto salutare il piccolo Leo di sei anni. Abolito lo speech. 

Uno-due e tre e l’organizzazione di Madrid è finita sotto processo. Per sessismo e disparità di genere. Era già successo anni fa quanto l’allora direttore Ian Tiriac aveva messo in campo alcune bellissime modelle  al posto delle normali raccattapalle.“Difficile stare concentrati” disse Agassi.

E’ fondamentale che nel mondo dello sport ci sia così tanta attenzione al gender gap. Il tennis ha fatto da apripista a tante battaglie: cinquant’anni fa, la allora numero 1 Billie Jean King fece la rivoluzione con la racchetta e pretese e ottenne la parità. I prize money dei quattro slam sono da allora parificati.  

E’ anche primaria l’attenzione al genere, tutti, donne, uomini, fluidi e incerte. E però, siamo seri: la torta più piccola è stata magari un omaggio alla moderazione delle ragazze contro la voracità dei maschi; le finaliste che non hanno potuto parlare a fine match sono state vittime di cattiva educazione, normalmente trasversale a tutti, uomini e donne. E le divise dei raccattapalle…chi può dire se sia meglio o peggio una minigonna o uno short largo con le tasche? E’ tutto molto relativo. Chi si distrae per un ombelico di fuori, ha problemi di concentrazione. L’importante è che i ball boys e girls sappiano lanciare dritta la palla a chi ha il turno di servizio. Cosa che non sapevano fare le belle modelle ai tempi di Tiriac.

Il merito, signori, viene sempre prima del metodo.  Facendo magari attenzione che un vincente - ad esempio il pensiero per la torta di compleanno - non diventi un gratuito per questioni di budget.

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