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L'attrezzatura del campione

Essere Berrettini, dalla testa ai piedi

Mettetevi nei suoi panni, bastano poco più di un centinaio di euro e si resta rigorosamente ‘made in Italy’ per quanto riguarda l’outfit, tutto griffa Lotto, dal cappellino ‘girato’ a pantaloncini e scarpe. La racchetta è la Extreme, quella dalle linee più classiche in casa Head

di | 06 settembre 2019

C’è qualcosa di istintivo, identitario nel chiamarsi Berrettini e giocare con il cappellino girato al contrario, la visiera sulla nuca. E fa simpatia. L’aspetto adulto, da ragazzo maturo e perbene, si stempera in quel vezzo ribelle, da “Rusty” Hewitt, l’ultimo n.1 del mondo australiano, tutto grinta e con il pugnetto facile, “c’mon”...

Berrettini è tutt’altro che “rugginoso”. È tosto ma educato. Eppure quel berrettino girato gli sta benissimo. Aiuta a identificarsi con la freschezza di quello che si annuncia il nuovo prototipo di campione con racchetta all’italiana. Il Pietrangeli, il Panatta, il Barazzutti 3.0: il capostipite di una nuova generazione di tennisti azzurri, la prima da campi duri. Modelli da esportazione.

È bello quindi scoprire che, se vuoi vestirti da Matteo Berrettini, essere lui dalla testa ai piedi, lo puoi fare rimanendo “made in Italy” (racchetta a parte, ma di marchi italiani storici in quel settore non ce ne sono più).

Un look tutto “made in Italy”

Dunque, cominciando proprio dal cappellino, si deve andare a cercare nelle collezioni della Lotto Sport Italia, storica aziende di Trevignano ( in provincia di Treviso) che si è fatta un nome nel mondo con le calzature tecniche, protagoniste da decenni sui campi di tutto il mondo. Una delle pochi rivali di Nike e Adidas, che si è ritagliata uno spazio anche nel settore dell’abbigliamento tecnico.

Il patron Andrea Tomat ha da sempre un occhio di speciale riguardo per il mondo del tennis, che è quello delle origini di Lotto, il marchio della losanga, che oggi spazia nel settore sportivo a 360 gradi.

Non a caso, grazie al fiuto del manager Veso Matjias, che si occupa della sponsorizzazione di squadre e atleti, l’azienda italiana arriva spesso per prima su giocatori interessanti e sa valorizzarne di sottostimati.

Fateci caso: quando emerge un talento che non conoscevate, spesso è vestito Lotto. Un esempio? Il tedesco Dominik Koepfer, spuntato come un fungo dalle qualificazioni degli Us Open e arrivato diritto al quarto turno dove ha fatto sudare Daniil Medvedev (che prima di essere “catturato “ da Lacoste, giocava Lotto).

Con Matteo Berrettini Lotto ha fatto centro da tempo. Gli ha piazzato in testa il berrettino bianco (20 euro negli shop on line), lui l’ha girato al contrario ed è sceso in campo con l’abbigliamento più adatto al suo fisico.

Una maglia girocollo in materiale tecnico, leggero ed elastico, Lotto Tech Seamless, che si chiama così perché non ha cuciture per agevolare il comfort in campo (45 euro on line) e pantalocini Tech 9in (40 euro), dalla lunghezza adatta a ben figurare indossati da un atleta alto un metro e 96.

Le scarpe - Abbiamo detto ‘Berrettini dalla testa ai piedi’ e dunque eccoci alle calzature, pezzo forte della collezione tecnica Lotto. Si tratta delle Mirage 100, top di gamma, che costano di listino 140 euro.

Sono scarpe leggere e veloci, pensate per i professionisti e tutti gli agonisti di un certo livello. Sono dotate di tutte le tecnologie più evolute sviluppate da Lotto, come il sistema di ammortizzazione Syn-pulse, nella zona tallonare, accoppiato con Enerturn. Obiettivo disperdere la forza di impatto per salvaguardare l’atleta ma cercare di recuperare l’energia accumulata.

Dunque, se volete scendere in campo “alla Matteo”, sappiate che la tecnologia non è solo nella sua racchetta (una Head Extreme MP) ma anche sotto i suoi piedi.

La racchetta - In tema di racchetta, come dicevamo, il riferimento è da sempre estero, nello specifico il marchio austriaco Head, oggi di proprietà del magnate svedese Johan Eliash, che nelle sue collezioni ha sviluppato la linea Extreme che è da molti anni fedele compagna d’avventura di Berrettini.

Si tratta di un attrezzo che sin dalla sua nascita si è distinto dalle linee più classiche di casa Head. Più rotondeggiante nel piatto corde, dove i classici Prestige e Radical sono più ovali; profilo maggiorato (variabile a seconda delle zone del telaio tra 1 21 e i 26 mm) dove le sorelle storiche restano più sottili (tra i 21 e i 23 mm), Extreme si è fatta conoscere e apprezzare come un telaio per attaccanti con classe, una racchetta che regala potenza senza perdere controllo.

Gioco con la stessa racchetta da quando ho 12 anni, quindi tutti i miei ricordi tennistici sono legati a lei
La usavano Ivan Ljubicic e Roberta Vinci, la utilizza ancora oggi Richard Gasquet. Berrettini non se ne è mai separato da quando l’ha scelta, ancora ragazzino.

“È una racchetta molto particolare, la Head Extreme - ci ha spiegato l’azzurro - nel circuito non si vede molto spesso però i giocatori che la usano si trovano molto bene e non hanno mai cambiato. Ho provato anche gli altri modelli Head ma le sensazioni che mi dà questa, lo spin che riesco a imprimere non me lo dà nessun’altra. Gioco con questa racchetta da quando avevo 12 anni, quindi tutti i miei ricordi tennistici sono legati a lei. Qualcuno l’ho anche spaccata… (sorride quasi imbarazzato) ma devo dire che mi ha aiutato tanto”.

Così potete mettervi… nei suoi panni

Eccolo dunque ricostruito, dalla testa ai piedi il tennista Matteo Berrettini, sotto il punto di vista dell’attrezzatura.

Come tutti i modelli positivi, a qualcuno potrebbe venire voglia di imitarlo. Di mettersi “nei suoi panni”. Ovviamente tutti possono farlo, questo è uno degli aspetti più divertenti del tennis, il gioco dell’identificazione.

Per quelli che proprio vogliono fare come lui fino in fondo (magari solo per un giorno) possiamo solo aggiungere che il suo attrezzo personalizzato pesa, con le corde, 350 grammi.

E le corde sono sintetiche, un monofilamento in poliestere Signum Pro Firestorm, calibro 1,30. La tensione che di solito richiede è 23/22 kg, quindi non troppo elevata su un piatto corde da 100 pollici quadrati come il suo.

Attenzione però: i 350 grammi (20 più delle misure di un telaio di serie incordato) che piacciono a lui, per voi (e tutti noi) sono sicuramente troppi. Se siete curiosi e volete sperimentarli fatelo solo per un tempo breve: il vostro braccio ve ne sarà grato.