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Racchette e corde

Test - Nuove Dunlop SX: che sintesi di potenza e comfort!

Abbiamo messo a confronto i modelli top di gamma Sx300 e SX300 Tour, sviluppati dai laboratori Srixon, che vanno a sfidare le Babolat Pure Aero e Pure Drive nel segmento delle agonistiche potenti e votate allo spin. Un ritorno ad alto livello

di | 07 febbraio 2020

La nuova serie SX di Dunlop è una delle novità più succulente in fatto di racchette in questo inizio di 2020. Da quando lo storico marchio inglese è stato rilevato dal colosso giapponese Sumitomo si susseguono le iniziative mirate a un suo forte rilancio nel settore dell’attrezzo e degli accessori oltre al consolidamento della posizione leader per quanto concerne la palla da tennis.
Oltre a essere ormai un riferimento classico per il giocatore medio, la palla Dunlop è diventata nel 2019 anche quella ufficiale del circuito Atp. E da quest’anno degli Australian Open.

Le racchette, che spopolavano al tempo del legno con le Maxply (da Rod Laver in poi) poi con la prima grafite (e nylon) delle Max200G (da McEnroe a Steffi Graf fino a Omar Camporese e Gianluca Pozzi), erano un po’ passate in second’ordine. Ora, sfruttando il formidabile settore ricerca e sviluppo di Srixon (l’azienda del gruppo Sumitomo specializzata nell’attrezzo sportivo, golf e tennis in particolare) Dunlop ha accelerato per recuperare il tempo perduto.

Dopo il successo della serie CX (lanciata nel 2019) e votata soprattutto al controllo (sono gli attrezzi di Kevin Anderson ma anche del nostro Roberto Marcora), arriva la collezione SX: Dunlop vuol dire la sua nella fascia più popolare del mercato, quella dedicata ai giocatori che vogliono dalla racchetta un contributo in termini di spinta e di rotazione (spin).

È un segmento dove primeggiano i francesi di Babolat, con il cavallo di battaglia Pure Drive (Fognini, Kenin, Muguruza) e la blasonata Pure Aero di Rafael Nadal. La prima per andare a tutto gas, la seconda con un tocco di controllo in più.

Dunlop lancia il suo guanto di sfida con una serie di racchette, le SX appunto, che hanno un disegno strutturale che ricorda maggiormente Pure Aero, con una sezione particolare degli steli nel cuore e un profilo di spessore variabile analogo alla rivale Babolat: 23-26-23 mm. La struttura si presenta dunque come votata alla spinta ma con un’attenzione importante anche al controllo

La veste grafica è di sapore molto tecnico senza rinunciare a una certa aggressività: Scritte Dunlop argentee, un bel nero opaco a fare da base che gioca con un interessante giallo lime su un lato dell’ovale, coordinato con un punto giallo centrale sull’altro. Sono le coordinate di riferimento per disegnare sul piatto corde, con l’apposito pennarellone, il logo Dunlop.

Un’idea interessante, che si rifà anch’essa alla scelta grafica delle Babolat, che hanno sempre ai lati dell’ovale, simmetrici, due segmenti di colore che staccano (neri sulle gialle Pure Aero, bianchi sulle azzurre Pure Drive) da usare come riferimento per disegnare le due strisce parallele di Babolat sull’incordatura.

Le tecnologie

Per lanciare la sfida Dunlop ha messo in campo un notevole pacchetto di tecnologie. Nel disegnare il pattern dell’incordatura (un 16x19) ha seguito una logica detta Powegrid, basta su una maggiore densità nella parte alta dell’ovale (dove i giocatori di buon livello impattano più frequentemente) a vantaggio del controllo.

Il sistema prevede anche una maggiore ampiezza degli spazi tra le corde verticali centrali, per agevolarne il movimento in fase di aggancio della palla per enfatizzare lo spin. Un movimento delle corde verticali centrali favorito anche da un'altra soluzione mirata, lo SpinBoost, che comprende i dieci passacorde centrali sulla testa della racchetta, con fori ellittici (alternati nell’orientamento) per cercare di favorire anche un minimo di scorrimento della corda all’impatto. Il tutto per massimizzare la presa sulla palla e la stabilità del piatto.

AL MICROSCOPIO: LE FOTO DELLE DUNLOP PROVATE IN CAMPO

Più potenza, più stabilità e più comfort sono la finalità anche del sistema Sonic Core, basato sull’iniezione di un poliuretano molto particolare all’interno della struttura che in queste nuove SX è il nuovissimo Infinergy, sviluppato dalla BASF e dotato di una particolare elasticità che dà un notevole contributo nell’assorbimento di vibrazioni e contraccolpi.

La nuova collezione Dunlop SX comprende 5 telai, dal più tecnico al più “easy”: Sx300 Tour, SX300, SX300 LS, SX300 Lite e SX 600.

Variano progressivamente pesi e bilanciamenti,
dai 310 grammi della Tour ai 270 della Lite fino al cambio anche di dimensione dell’ovale con la SX 600 che è un 105 pollici quadrati per 270 grammi di peso a nudo.

Per il nostro test-confronto in anteprima abbiamo puntato sui due modelli top di gamma, quelli che si propongono ai giocatori agonisti dalla quarta categoria in su e cioè SX300 Tour e SX300.

Racchette proposte con un prezzo di listino, rispettivamente, di 219,95 euro e 209,95 euro (Le Babolat Pure Aero analoghe di listino sono quotate 259,95 e 249,95 euro)

Il laboratorio

Per poter apprezzare i telai ma anche confrontarli tra loro li abbiamo incordati con lo stesso monofilamento in poliestere, il nuovo Dunlop Explosive Spin, calibro 1,25 mm, alla tensione di 22/21 Kg.

Così settate le due racchette hanno avuto un comportamento piuttosto omogeneo al test del Diagnostic Center: la Tour pesa 10 grammi di più a nudo (310g contro 300g della SX300) ma è bilanciata mezzo centimetro più verso il manico (31,5 cm contro 32 cm della SX300).

E con un piatto corde sostanzialmente identico, due soli punti di rigidità di differenza (63 la SX300 Tour, 61 la SX300) e anche l’inerzia molto simile (340 punti la Tour, 338 l’altra) non sorprende che l’algoritmo della macchina dia valutazioni praticamente sovrapponibili alle due racchette: potenza (53/54 punti su 100) che prevale di poco sul controllo (46 punti su 100). Un buon equilibrio di valori che promette bene. La maneggevolezza è, in entrambi i casi, discreta ma niente di più (60/61 punti su 100).

Sorprende invece che sul campo i due attrezzi si rivelino completamente diversi tra loro: molto interessanti ma con due anime quasi antitetiche. Andiamo a vedere

In campo

Le prime sensazioni sono di notevole sostanza all’impatto ma soprattutto di comfort eccezionale: non una vibrazione, un contraccolpo fastidioso anche quando capita di 'scentrare' il colpo.

E questa, di partenza, è una gran cosa. Poi, subito, una netta differenza di comportamento e di vocazione: con la SX300 Tour, l’impatto è deciso e l’uscita di palla istantanea. Quel morbido e pastoso “pof”, che genera piacere indipendentemente dall’esito dello scambio. Semplicemente è bello impattare. Ed è anche molto efficace: la palla esce profonda e pesante, lascia il segno nell’altra metà campo.

Però, perché un però c’è sempre, non c’è gran margine per le correzioni: una volta impostato il colpo, il fatto che la palla esca rapida al piatto corde, non permette ripensamenti o aggiustamenti. Quello che hai fatto hai fatto e puoi solo prendere atto delle conseguenze, positive o negative.

Ogni colpo ha la chance di essere espresso con altissima qualità: il vincente, con quel minimo di copertura in top che serve solo a controllare la spinta; il back di rovescio a “rasoiare” a fil di rete; la volée solida; il servizio profondo e preciso. Chi spinge forte “dritto per dritto”, cerca di fare subito la differenza nello scambio, vuole chiudere presto, trova in questa racchetta una sintesi di prestazioni evolute: potente, precisa e confortevole. Se ci sai fare, “pof-pof”, te la godi.

SX300 parla a un altro tipo di tennista, quello che predilige sentire la palla sulle corde per un tempo maggiore e che non ha fretta di chiudere il punto. Preferisce non rischiare subito ma lavorare qualche colpo con una buona parabola di sicurezza sopra il nastro per poi eventualmente affondare quando ha la palla davvero buona.

La differenza principale, rispetto a SX300 Tour, è che la sfera gialla felpata resta più tempo sulle corde. Si ha la sensazione di potersi correggere, al prezzo di una esplosività leggermente inferiore. Il comfort è assoluto anche in questo caso, la sensazione di maneggevolezza appena superiore e dunque, tra le due, piacerà di più a chi in campo predilige la manovra, la costruzione più articolata del punto.

Di sicuro è più adatta, rispetto a SX Tour, al classico “toppone” da fondocampo, quello più sbracciato e ben sicuro sopra la rete, da mettere di là una, cinque, dieci volte. Con SX300 ci si disimpegna bene anche sotto rete e al servizio (ottimo lo slice) ma sempre con la stessa personalità rispetto a SX Tour: più modulabile, tollerante ma meno definitiva nell’uscita e nella penetrazione del colpo.

A chi le consigliamo

Dunlop fa un’entrata in scena potente con questa nuova serie SX. Una serie di prodotti “top class” che mettono insieme potenza, controllo e comfort ad alto livello, in diretta concorrenza con gli attuali leader di mercato.

  • La versione SX300 Tour:

può dare grandi soddisfazioni al tennista di stampo classico, che gioca il diritto piatto o con una leggera copertura in top e il rovescio in back, che viene volentieri e rete e chiede al servizio di fare subito la differenza.

In termini di livello di gioco, dal buon quarta categoria (4.2) in su, ma soprattutto dotato di un bagaglio tecnico di una certa qualità. Un giocatore che va alla ricerca del colpo vincente o dell’errore dell’avversario costretto sulla difensiva.

  • Il modello SX300:

si adatta perfettamente al giocatore di pressione e regolarità da fondocampo: tante palle giocate con buon margine di sicurezza, il campo da aprire progressivamente, la possibilità di correggere la giocata in corso d’opera quando, magari, un rimbalzo incerto sulla terra battuta, costringe a farlo.

Proprio per questo nessun agonista la può sentire troppo proibitiva. Si farà apprezzare per l’ottimo comfort e il compromesso valido tra potenza e controllo. Stile Pure Drive, con classe giapponese.

LE SCHEDE CON TUTTI I DATI

Dunlop SX 300 Tour

  • Piatto corde: 100 sq. in.
  • Profilo: 23-26-23 mm
  • Schema d’incordatura: 16x19
  • Peso senza corde: 310 g
  • Bilanciamento: 31,5 cm
  • Prezzo al pubblico: 219,95 euro

Il Lab  (I dati si riferiscono a un telaio incordato con Dunlop Spin Explosive calibro 1,25 alla tensione di 22-21 kg)

  • Peso: g. 335
  • Deflessione corde: 50
  • Rigidità: 63 RA
  • Inerzia: 340
  • Bilanciamento cm 32,5
  • Potenza: 54 punti su 100
  • Controllo: 46 punti su 100
  • Maneggevolezza: 60 punti su 100

Dunlop SX 300

  • Piatto corde: 100 sq. in.
  • Profilo: 23-26-23 mm
  • Schema d’incordatura: 16x19
  • Peso senza corde: 300 g
  • Bilanciamento: 32 cm
  • Prezzo al pubblico: 209,95 euro

Il lab (I dati si riferiscono a un telaio incordato con Dunlop Spin Explosive calibro 1,25 alla tensione di 22-21 kg)

  • Peso: g. 320
  • Deflessione corde: 49
  • Rigidità: 61 RA
  • Inerzia: 338
  • Bilanciamento cm 33,1
  • Potenza: 53 punti su 100
  • Controllo: 46 punti su 100
  • Maneggevolezza: 61 punti su 100