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Racchette e corde

Racchette 2020: novità e oggetti misteriosi

Melbourne è la prima vetrina dell’anno per mettere in mostra innovazioni e cambiamenti sul piano dell’attrezzature. La n.1 del mondo Barty e il nostro Sinner hanno usato nuovi modelli; Camila Giorgi e Rublev, oggetti misteriosi

di | 25 gennaio 2020

Gli Open d’Australia, come il primo Gran Premio di F1, sono l’occasione per vedere che cosa c’è di nuovo sotto il profilo tecnico, alla partenza del circuito 2020. Chi cambia attrezzo, per esempio, molto spesso si presenta a Melbourne impugnando quello nuovo avendo potuto sfruttare il mesetto di off-season e preparazione per abituarsi alle nuove performance e sensazioni.

Il cambio più evidente visto a Melbourne Park è quello della n.1 del mondo Ashleigh Barty che, dalla collezione delle Head Speed, è passata alla nuova Gravity, la stessa racchetta di cui lo scorso anno è diventato testimonial Alexander Zverev.

Da un punto di vista visivo, è molto particolare il fatto che presenti una livrea bicolore: sul fondo nero una faccia è verde acqua, l’altra rosso/arancio, in entrambi i casi la verniciatura è opaca.

L'OCCHIO TECNICO: NOVITÀ AL MICROSCOPIO

La collezione comprende 6 modelli, con l’ovale un po’ a goccia (più ampio in testa), di pesi e misure differenti. Alla Barty è attribuita la versione Tour, piatto da 100 pollici quadrati, peso senza corde 305 grammi. Sasha invece ha il telaio marchiato Gravity Pro, sempre da 100 pollici quadrati, che nella versione di fabbrica pesa 315 grammi.

E’ un attrezzo studiato sotto il profilo tecnologico per offrire spinta e controllo assieme, polarizzando le masse (verso la testa e verso il manico) riducendo così la rigidità, migliorando il comfort.

Per il giocatore agonista di livello medio, il quarta categoria per intenderci, c’è la versione Gravity S, con il piatto da 104 pollici (quindi più generoso) il peso da 285 grammi e il pattern d’incordatura 16x20 che facilita molto la vita in tutte le zone del campo senza penalizzarne alcuna. Un modo intelligente per interpretare la scelta di una racchetta da campione prendendone i vantaggi ma evitando le complessità.

Il piattino di Cilic

Un discorso che si può esemplificare ancora più facilmente osservando la scelta di Marin Cilic: il croato si è espresso molto bene a Melbourne con in pugno la nuova versione “360+” della Head Prestige, sul mercato dal 16 gennaio. Tra i cinque modelli della nuova collezione che ha come testimonial, oltre a lui , anche il francese Gilles Simon e il ‘cangurino’ Alexey Popyrin, Cilic utilizza la versione Prestige Mid, quella con il piatto corde più piccolo, da 93 pollici quadrati ( peso a nudo 320 grammi). E’ l’ovale più ridotto in commercio. Ottimo per lui ma di sicuro non per l’agonista medio, magari anche di terza o seconda categoria , che di sicuro sarà più a suo agio con una Pro da 95” o una MP da 98”.

Sinner con la Speed che uscirà

Per chiudere con gli spunti offerti dalle novità di casa Head, marchio in movimento evoluzione, impossibile non notare che Jannik Sinner (e Coco Gauff) avevano in pugno delle Head Speed diverse dalle solite, con la testa tutta bianca e il cuore nero, al contrario della versione classica vista finora.

In realtà si tratta della nuova versione dell’attrezzo, che è anche di Novak Djokovic, prevista nei negozi in primavera. Nole infatti si affida ancora alla sua Limited Edition, Head Speed X MP, nera e oro, creata per celebrare i 10 anni dal lancio della prima Speed.

Gli artigli di Coco

Graffia, eccome se graffia la quindicenne americana Cori Gauff, che si è vendicata della batosta subita agli Us Open per mano di Naomi Osaka, mandandola a spasso per il campo per due set.

Anche lei, come dicevamo, impugna la nuova Head Speed ma in campo si fa notare per una singolare combinazione cromatica: abbina il colore delle unghie, lunghissime, a quello delle sue calzature New Balance 996.

Un rosa aranciato che spicca: fa un certo effetto vederla impugnare la sua Head con quegli artigli…

Giorgi e Rublev, oggetti misteriosi

Ci sono le novità e ci sono i misteri. I più eclatanti riguardano le racchette due grandi protagonisti del torneo come la nostra Camila Giorgi e la mina vagante del tabellone maschile, il russo Andrey Rublev. Entrambe sono prive di marchio e non ovvie da decifrare.

L’attrezzo dell’azzurra, che è arrivata al terzo turno, mostra un piatto più grande della media, uno spessore consistente, un pattern a maglia larga, con le corde verticali più esterne che si aprono leggermente verso la testa. Chi le ha avute per le mani parla di uno stampo che ricorda certi modelli Head.

Già a Wimbledon Camila aveva un telaio senza nome, bianco e verde. Qui è diventato bianco e blu, a intonarsi con la divisa, sempre disegnata da mamma Giorgi e sempre marchiata Canpack, un’azienda polacca che fa tutt’altro che abbigliamento. Si occupa infatti principalmente di packaging in metallo (un esempio: le lattine per le bibite).

L’idea è che, rispetto alla Babolat Strike che utilizzava in precedenza, questa racchettaaiuti di più Camila in termini di spinta e tolleranza sui colpi decentrati. Dettaglio tecnico riconoscibile: un cuore molto ampio con 4 passacorde doppi all’interno.

Rublev invece ha un telaio tutto nero, già dalla scorsa estate. Dopo le Wilson Pro Staff e le Wilson zebrate, questo telaio nero assomiglia, per la forma dell’ovale, alla Head Gravity Pro. Ma il mistero resta. Di sicuro il russo ci si trova bene: ha cominciato la stagione vincendo a Doha e raggiungendo la finale ad Adelaide. A Melbourne è già negli ottavi.

Nella… EZone di Kyrgios

Un attrezzo fresco di lancio sul mercato è la nuova Yonex Ezone 98 maneggiata con la solita maestria da quel genio mattacchione di Nick Kyrgios. Si tratta dell’attrezzo più universale tra i prodotti di punta del colosso giapponese, utilizzato benissimo (purtroppo per noi) anche dall’ungherese Marton Fucsovics contro Jannik Sinner.

Per le nuove Ezone Yonex ha lavorato su un ulteriore ampliamento della parte alta del caratteristico piatto isometrico (più squadrato rispetto agli altri marchi e quindi con le corde centrali, sia verticali che orizzontali, di lunghezza più omogenea rispetto alle forme più rotonde o ovalizzate), per aumentare la tolleranza degli impatti non perfettamente centrati in quella zona dell’ovale dove gli atleti colpiscono più frequentemente.

EZone è il classico attrezzo da gara che mette d’accordo il giocatore di alto livello e il buon tennista di club: spinta generosa, buon controllo, giusto comfort. Per il bad boy australiano, una racchetta efficace ma gentile.