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Abbigliamento e scarpe

A fil di rete: come scegliere le scarpe giuste

Devono essere stabili e non troppo ammortizzate sul tallone; devono controllare la torsione nella zona dell’arco plantare, flettersi al punto giusto nell’avampiede, essere ampie e comode nella calzata: queste le doti da cercare nelle calzature per giocare a tennis a livello agonistico. Oltre alla leggerezza…

di | 09 ottobre 2019

 

Ormai sta diventando una scenetta classica. Con risvolti che potrebbero sembrare comici o paradossali. E’ successo anche a Shanghai, nella sfida contro Felix Auger Aliassime. A un certo punto del match Stefanos Tsitsipas, n.6 del mondo, 20 anni, star emergente del circuito, al cambio di campo si toglie le scarpe e le sostituisce con un nuovo paio. Non prima di aver chiamato un raccattapalle e avergli affidato una delle calzature sostituite, indicandogli di portarla al papà-coach, seduto nel suo box in tribuna. Le telecamere seguono la scena e inquadrano il signor Apostolos mentre lavora alla sostituzione delle stringhe scuotendo la testa.

Il fatto si è ripetuto spesso. Quest’anno Tsitsipas ha addirittura perso una scarpa in azione di gioco, almeno due volte: agli Open d’Australia e sulla terra battuta di Barcellona. A Washington addirittura si è prestato alla presa in giro di Nick Kyrgios che durante il loro confronto di semifinale, al momento della “sostituzione scarpe”, gli ha portato quelle nuove di persona, atteggiandosi a valletto… di Cenerentola.

L’importanza della scarpa giusta

Scherzi a parte, Tsitsipas ha spiegato che spesso ha problemi di rottura o tenuta delle stringhe e se non si sente sicuro negli appoggi non riesce a giocare con efficacia. Non è difficile capirlo conoscendo il dinamismo del suo tennis a tutto campo e considerando che è un atleta da un metro e 93 centimetri di altezza per 85 chili di peso forma.
Per lui avere buone basi, cioè una scarpa leggera ma solida, stabile, affidabile negli arresti, ammortizzante, insomma al massimo della performance, è come per una vettura di Formula Uno avere le gomme giuste per il tracciato dove corre e le condizioni climatiche in cui lo fa. Questione determinante per la vittoria o la sconfitta.

Se le cose stanno così per un campione come Tsitsipas, non è poi troppo diverso quello che succede a qualunque livello di tennis, agonistico e non, quando c’è di mezzo il desiderio di esprimere il meglio di sè sul campo.

La scarpa giusta scarpa può fare la differenza tanto quanto la racchetta: frazioni di secondo guadagnate nei movimenti vogliono dire miglior piazzamento, timing giusto e quindi colpi vincenti; per non parlare del considerevole risparmio energetico se l’assetto biomeccanico del piede e quello posturale globale sono ottimizzati, un elemento che può fare la differenza nei match tirati all’ultimo colpo.

Dunque come scegliere la scarpa giusta? Quali sono le variabili da valutare?
Va premesso che la scarpa ideale, adatta ad ogni atleta non esiste, perché (purtroppo o fortunatamente) il piede di ogni singolo individuo è proprio la variabile cui nessuna azienda potrà mai trovare una soluzione universalmente valida. La conformazione e la funzionalità variano enormemente da persona a persona.

Quindi la prima cosa da fare è definire la conformazione dei propri piedi: pianta larga o stretta, collo alto o magro, alluce valgo o dita a martello, ad esempio, per scegliere il modello più adatto alla nostra speciale conformazione fisica podalica.

Fatte queste doverose premesse, sono almeno 3 le caratteristiche principali che una calzatura da tennis dovrebbe avere, secondo i parametri della podologia dello sport.

1) Stabilità e rigidità retropodalica, cioè nella zona dell’impatto del tallone al suolo.

In questa zona non vanno bene sistemi troppo ammortizzanti che rischiano di aumentare l’instabilità dell’appoggio e l’aumento dei movimenti patologici anomali.

2) Supporto ed elasticità mesopodalica, cioè nella zona mediale dove funziona l’arco plantare che è anche la zona di maggior tensione della fascia plantare e quindi non deve essere soggetta ad eccessivi movimenti torsionali.

3) Flessibilità e spaziosità avampodalica, cioè nella zona anteriore, dove avviene la maggior parte dello sforzo e del tempo di uso del piede nel tennis e dove ormai tutti i campioni del tennis inseriscono i propri plantari speciali personalizzati, che proprio in questa zona esercitano la maggior parte del loro lavoro e dunque del loro ingombro.

Come scegliere la scarpa: gli elementi da valutare

Gli elementi dunque da prendere in considerazione quando si sceglie una calzatura tecnica sono dunque i seguenti

- Stabilità calcaneare: si deve riscontrare un buona rigidità della parte posteriore della scarpa denominata “contrafforti”. Meglio evitare calzature con contrafforti “molli”, preferendo quelli resistenti.

- Stabilità mediana: andrebbe valutata nei limiti del possibile la tenuta mediana, specie laterale per i movimenti di lateralità come diritto e rovescio.

- Rigidità torsionale: tenendo la scarpa tra le mani bisogna verificare un giusto grado di torsione della parte mediale che non deve risultare né troppo rigida né troppo morbida

- Ammortizzamento posteriore: è importante valutare il tipo di materiali impiegati per l’ammortizzazione e la loro corretta cedibilità al carico, che deve essere né troppa né troppo poca.

- Flessibilita - dinamicità anteriore: bisogna controllare l’esatta posizione della linea di flessione anteriore, che deve corrispondere alla naturale linea podalica a livello metatarsale. Scarpe flessibili in altre zone (troppo posteriori o troppo anteriori) o scarpe troppo rigide o che si piegano in centro piede vanno guardate con diffidenza

- Ampiezza della calzata anteriore: è molto importante considerare la possibilità di poter inserire plantari personalizzati con il giusto spazio va tenuto conto sia della larghezza sia dell’altezza della tomaia nella zona anteriore metatarsale.

- Sistema di allacciatura: è importante valutare sia la facilità di chiusura e apertura sia la tenuta corretta del collo del piede, per evitare pericolosi scivolamenti in avanti nelle frenate.

- Leggerezza: La leggerezza va considerata un parametro di qualità. Il peso di una calzatura incide infatti sul consumo energetico dell’atleta.

Il numero giusto? Misurati il piede

Per rilevare le misure del proprio piede bastano un foglio di carta, una matita o un pennarello e un righello (vedi immagine qui sotto) . Si può rilevare in scarico, stando seduti, o in carico, in piedi (soluzione preferibile) con l’aiuto di qualcuno. Si appoggia il piede sul foglio e si segue il perimetro con il pennarello.

Sul disegno si può poi misurare la lunghezza del piede, che messa in correlazione con la tabella qui proposta (con la conversione dei centimetri nei numeri di scarpa adottati in Europa, nel Regno Unito e negli Usa) dà un’idea più oggettiva di quello che dovrebbe essere il nostro numero di scarpe.