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Stefanini: "Minacciata di morte se avessi vinto. Continuerò a denunciare"

In un video Stefanini racconta quanto successo prima del match contro Jimenez Kasintseva nelle qualificazioni a Indian Wells. prima dell'esordio dell'azzurra nelle qualificazioni: "Ho subito denunciato, la WTA e il torneo si sono mobilitati subito" ha spiegato

di | 03 marzo 2026

Lucrezia Stefanini in azione a Linz (foto Getty Images)

Lucrezia Stefanini in azione (foto Getty Images)

"Verso l'una ho ricevuto un messaggio Whatsapp dove mi minacciavano se avessi vinto la partita di ieri. Minacciavano me e la mia famiglia, mi hanno nominato i miei genitori, il posto dove sono nata, mi hanno mandato una foto di una pistola". Inizia così la testimonianza su Instagram di Lucrezia Stefanini, che in un video racconta le minacce ricevute prima della partita poi persa al primo turno delle qualificazioni per il main draw del WTA 1000 di Indian Wells contro l'andorrana Victoria Jimenez Kasintseva.

"Faccio questo video e racconto questa cosa perché penso che non sia stato giusto mettermi questa pressione o questo malessere prima di un match e farmi sentire non al sicuro. Detto ciò sono andata subito a denunciare alla WTA che mi ha messo a disposizione più sicurezza, mi ha fatto accompagnare la macchina dopo il mio match ed è stata molto attenta. Tutto il torneo si è mobilitato per farmi sentire al sicuro" ha raccontato Stefanini.

"Nonostante ciò io ho lottato fino all'ultimo per vincere la mia partita perché non posso permettermi di farmi intimidire o condizionare per il mio lavoro. Penso che questo sia un lavoro ma anche un piacere, un divertimento, è la nostra passione e quindi non posso pensare che delle minacce o questo sport sia diventato così. Non ho dato peso a quei messaggi su Whatsapp, però ho denunciato e continuerò a farlo se continuerete a mandarmi questi messaggi" ha concluso la 27enne di Carmignano, n.138 WTA.

Gli atleti si trovano sempre più spesso, purtroppo, ad avere a che fare con messaggi offensivi e vere e proprie minacce, soprattutto dopo partite perse. Nel tennis un'indagine di Signify, della federazione internazionale (ITF) e della WTA ha evidenziato circa 8 mila messaggi violenti, contenenti offese e minacce, rivolti a 458 atleti sui social solo nel 2024. Ne aveva fatto le spese poco tempo fa Mattia Bellucci, che pure aveva parlato di minacce ricevute sui social dopo una sconfitta. 

Il moltiplicarsi di questi messaggi online, che spesso arrivano da scommettori frustrati, è uno dei fattori che ha convinto l'australiana Destanee Aiava a ritirarsi dal tennis a soli 25 anni, per liberarsi da una cultura che ha definito “razzista, misogina, omofobica, ostile”. Aiava se l'è presa anche con chi, protetto da uno schermo e da un nickname, si è permesso di esprimere commenti offensivi, arrivando a diffondere “messaggi di odio e minacce di morte”. 

Una soluzione non è semplice ma non si può certo restare semplicemente a guardare.

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