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Anisimova, Paolini e le altre outsider a caccia del primo Slam nel 2026

L'americana guida le inseguitrici dopo un 2025 da incorniciare, mentre Paolini ha bisogno di ripetere l'ottimo livello dei WTA 1000 anche nei major. Ci sono anche Pegula e Andreeva, con la 18enne russa che deve dimenticare alcuni mesi complicati

di | 31 dicembre 2025

Paolini, Anisimova, Andreeva e Pegula: le

Paolini, Anisimova, Andreeva e Pegula: le "outsider" a caccia del primo Slam nel 2026

Il 2025 ha incoronato Madison Keys come nuova campionessa Slam prima di vedere gli altri tre major ugualmente spartiti tra le giocatrici che hanno chiuso poi l’annata davanti a tutte. Eppure, anche nell’anno appena conclusosi il circuito WTA ha mostrato di essere terreno fertile per le sorprese.

La vittoria di Iga Swiatek a Wimbledon, con la polacca che era n.8 del seeding, era quasi impronosticabile alla vigilia, e allo stesso modo lo erano le due finali Slam di Amanda Anisimova (che aveva iniziato la stagione fuori dalla Top 30), in maniera speculare alle due finali consecutive di Jasmine Paolini nel 2024.

Il ventaglio di possibilità resta aperto, e proprio Anisimova, oggi n.4 WTA, guiderà nel 2026 il quartetto di giocatrici che – dopo aver cementificato il loro status di Top 10, proveranno a sfatare il tabù, regalandosi il primo major della propria carriera. Insieme alla statunitense classe 2001 e a Paolini (n.8), per completare il gruppo basta guardare la classifica: Jessica Pegula (n.5) e Mirra Andreeva (n.9).

Al netto del ranking, non è fatto semplice decretare quale delle quattro giocatrici avrà più chance di farcela. Per l’imminente Australian Open, è ovviamente fortissima la candidatura di Anisimova, che aveva aperto il suo 2025 vincendo il primo WTA 1000 a Doha, e nella seconda parte di annata si è dimostrata forse la più costante insieme a Sabalenka. Il doppio bagel preso da Swiatek in finale a Wimbledon non ha minato le sue certezze, e non l’ha fatto neanche la finale allo US Open persa contro la n.1 al mondo, dopo la quale ha vinto il suo secondo 1000 a Pechino.

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A collocarla davanti a tutte, però, è anche e soprattutto la sua maggiore pericolosità negli scontri diretti con chi le sta davanti. Anisimova è davanti 6-5 contro Sabalenka, e pur avendo perso gli ultimi due scontri ha regalato uno dei match più belli dell’anno contro la tigre di Minsk nella semifinale delle WTA Finals di Riyadh. Contro Swiatek, dopo Wimbledon ha vinto ben due volte (ai quarti dello US Open e nel Round Robin delle Finals) e contro Gauff è ugualmente sul 2-1, avendo vinto anche l’ultimo match, in semifinale a Pechino.

Tra coloro che hanno chiuso il 2025 con azioni al rialzo, poi, c’è Pegula, che in stagione ha conquistato due WTA 500. Ha perso anche due finali “1000”, a Miami contro Sabalenka e a Wuhan da Gauff. In Cina, tuttavia, è riuscita a sbarazzarsi proprio della n.1, contro cui ha lottato alla pari – perdendo in tre set – anche in semifinale allo US Open e alle WTA Finals. A Riyadh, invece, Pegula ha vinto il derby con Gauff.

Negli ultimi anni, si è abituata ad un ruolo di comprimaria, perdendo da Sabalenka anche l’unica finale Slam, allo US Open, ma guai sottovalutare una giocatrice che riesce ad estrarre sempre il meglio da sé stessa. Dall’altra parte, però, non mancherà la pressione: tolto lo US Open, infatti, la tennista di Buffalo ha mancato la seconda semifinale negli altri tre Slam, e nel 2026 è chiamata a dare importanti segnali.

Jessica Pegula in azione a Wuhan (Getty Images)

Jessica Pegula in azione a Wuhan (Getty Images)

Si trova in una situazione abbastanza simile Paolini, reduce dalla storica vittoria agli Internazionali BNL d’Italia dove in finale ha sconfitto proprio Gauff. È riuscita a ripetersi poi anche nei quarti di finali a Cincinnati, prima di perdere in finale contro Swiatek. Sulla polacca si è vendicata a Ningbo, mentre Sabalenka resta un rebus difficile da risolvere, con un secco 0-3 nel 2025.

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Coach Danilo Pizzorno lavorerà con Paolini per una maggiore incisività nei colpi di inizio gioco. Intanto, però, esattamente come Pegula anche la toscana dovrà cercare di far vedere le proprie qualità maggiormente negli Slam: quest’anno ha raggiunto “solo” un ottavo al Roland Garros, mancando tra l’altro anche il match point contro Elina Svitolina che le avrebbe dato i quarti.

Andreeva, in una recente intervista, ha ribadito di voler vincere “tanti Slam”. Ambizioni legittime per una giocatrice nell’anno dei 18 anni è riuscita spingersi fino al n.5. La sua prima parte di 2025, d’altronde, è stata ai limiti dell’incredibile, con un doppio successo nei 1000 di Dubai e Indian Wells in cui ha superato Swiatek nelle due semifinali e poi Sabalenka in finale in California.

Tutta la grinta di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Tutta la grinta di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Il suo impeto si è poi spento con le due grandi occasioni mancate, i quarti di finale persi da favorita sia a Parigi (contro Lois Boisson) che a Wimbledon (contro Belinda Bencic). Da luglio ad ottobre, in cinque tornei ha raccolto appena quattro vittorie, pregiudicandosi in autonomia le chance di qualificazione alle WTA Finals. Un “peccato di gioventù” comprensibile, che dovrà però correggere con coach Conchita Martinez. E se il “reset” mentale e fisico in vista del 2026 è andato a buon fine nella off-season, la concorrenza è avvisata.

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