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Conosciamo meglio la ceca Nikola Bartunkova che ha sconfitto Madison Keys e rimane in corsa agli Internazionali BNL d'Italia 2026
di Alessandro Mastroluca | 10 maggio 2026
Ambiziosa, competitiva, appassionata del gioco e delle sue sottigliezze. Così Nikola Bartunkova, ventenne numero 94 WTA, ha sorpreso Madison Keys ed è diventata la quinta lucky loser agli ottavi di finale agli Internazionali BNL d'Italia dopo la francese Emilie Loit (2003), l'italiana Nathalie Vierin (2007), l'ucraina Yuliana Fedak (2007) e la spagnola Lourdes Doninguez Lino (2013). un risultato che le permetterà di migliorare il best ranking di numero 93 del mondo.
La ceca ha debuttato nel circuito WTA a Istanbul nel 2022, perdendo contro Anastasia Potapova, peraltro la stessa avversaria che l'ha sconfitta nell'ultimo turno di qualificazioni al Foro Italico. Nel 2023 ha ottenuto a Cluj-Napoca la prima vittoria nel circuito maggiore.
Il 2025 è stato il suo anno migliore, caratterizzato da una semifinale al WTA 500 di Guadalajara, persa contro la futura campionessa Iva Jovic, e dalla prima finale in un WTA 125, a Samsun.
Due volte finalista Slam da junior (Wimbledon 2023 in singolare, 2022 in doppio al Roland Garros), Bartunkova quest'anno sta facendo una programmazione più ambiziosa e ha raggiunto il terzo turno all'Australian Open. Un torneo in cui ha avuto modo anche di scattarsi una foto con il suo idolo Roger Federer.
"Fin da bambina mi sono ispirata a chi gioca un tennis aggressivo, a chi ha uno stile come quello di Federer, di Alcaraz - ha detto lo scorso gennaio a WTATennis.com - Mi piace giocare le volée, le palle corte, anche perché so che alle mie avversarie danno più fastidio”.
In campo si diverte, e non lo nasconde. Allo stesso tempo emerge uno spirito competitivo che ha caratterizzato tutta la sua crescita, come ha raccontato il padre Pavel Bartunek al portale ceco Tenisovy Svet.
"Sono un maestro, gestisco una scuola tennis da una ventina d'anni. Nikola e sua sorella maggiore sono cresciute con palline, racchette e attrezzature in casa. Entrambe avevano del potenziale, ma non le ho mai forzate. La sorella di Nikola soffriva di più emotivamente i confronti, le partite. Nikola, invece, è più una combattente. A cinque anni voleva essere come Petra Kvitova".
Ha messo la stessa ambizione anche al liceo, che ha concluso con ottimi voti. Ha mantenuto in campo e fuori anche una dimensione giocosa, che si traduce nel suo tennis, più di pensiero che di pura forza.
"Le piace giocare anche guardare le partite degli altri e delle altre. Studia il loro gioco, osserva come impugnano la racchetta, che variazioni eseguono, come si comportano in determinate situazioni - ha detto il padre - Ad alcuni piace il duro lavoro, ma devi avrre anche passione per il gioco ed è sicuramente il caso di Nikola".