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In un lungo messaggio Marketa Vondrousova racconta perché ha chiuso la porta a una funzionaria di un'agenzia antidoping lo scorso 3 dicembre
di Alessandro Mastroluca | 17 aprile 2026
Marketa Vondrousova, campionessa a Wimbledon nel 2023, è accusata di aver saltato un controllo antidoping lo scorso 3 dicembre. Secondo il programma anti-doping, chi "si sottrae al prelievo di campioni; oppure rifiuta o omette di sottoporsi al prelievo di campioni senza una giustificazione convincente dopo essere stato notificato da una persona debitamente autorizzata" rischia una squalifica, esattamente come chi viene scoperto a utilizzare sostanze vietate.
"È molto difficile per me parlare di questo, ma voglio essere trasparente riguardo alla mia salute mentale. Il recente episodio del controllo antidoping è avvenuto perché ho raggiunto un punto di rottura dopo mesi di stress fisico e mentale" ha scritto la ceca su Instagram.
"Da tempo combatto con infortuni, pressione costante e problemi di sonno che mi hanno lasciata esausta e fragile. Tutto ciò mi ha logorata più di quanto probabilmente mi rendessi conto. Inoltre, anni di messaggi d’odio e minacce hanno influenzato il mio senso di sicurezza nel mio spazio personale. Quando qualcuno ha suonato alla porta tardi la sera senza identificarsi correttamente o seguire il protocollo, ho reagito come una persona spaventata. In quel momento si trattava di sentirmi al sicuro, non di evitare qualcosa. Gli esperti hanno confermato che soffrivo di una reazione acuta da stress (F43.0, secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie) e di un disturbo d’ansia generalizzato (F41.1). In quel momento, la paura ha offuscato il mio giudizio e non sono riuscita a valutare la situazione razionalmente".
Il tennis, ha aggiunto, "è sempre stato il mio mondo, ma ora mi sto concentrando anche sulla guarigione e sull’affrontare tutto questo nel modo migliore possibile. Sto ancora lavorando per dimostrare la mia innocenza, ma allo stesso tempo devo prendermi cura di me stessa. Grazie al mio fidanzato, alla mia famiglia e a tutti coloro che mi sono stati vicini: significa più di quanto possa spiegare. Per ora mi prendo un po’ di tempo per respirare e recuperare".
"Siamo a conoscenza delle dichiarazioni della giocatrice. Possiamo confermare che è in corso un’indagine e che la giocatrice è stata accusata di aver rifiutato un controllo. In questa fase non siamo in grado di fornire ulteriori commenti" fa sapere all'Equipe l’International Tennis Integrity Agency (ITIA).
"Crediamo che Markéta non riceverà alcuna punizione" afferma l’avvocato della tennista, Jan Exner, che insieme alla giocatrice ha raccontato in esclusiva ai siti iSport e Blesk la loro versione dei fatti.
Vondrousova ha fatto riferimento all'arrivo davanti alla sua casa di Praga di una funzionaria di un'agenzia antidoping tedesca. "Non voleva mostrare un documento d’identità né un tesserino, e la stava mettendo sotto pressione: O firmi qui oppure non me ne vado” ha detto Exner.
"Il mio istinto mi ha detto di firmare, così se ne sarebbe andata e tutto sarebbe andato bene. Uno sconosciuto alla porta mi mette molta ansia, quindi ho firmato il modulo per sicurezza" ha detto Vondrousova, che ha poi rivelato di aver subito contattato l'agenzia anti-doping ceca. "Per me era importante che sapessero che non avevo nulla da nascondere e che non mi ero mai dopata né avevo mai avuto test positivi. Poi sono tornati tre giorni dopo e il test è risultato negativo - Per me non si è mai trattato di evitare qualcosa. Ho fatto molti controlli nella mia vita ed è sempre andato tutto bene".
Per spiegare il suo stato d'ansia, nel suo lungo messaggio su Instagram, Vondrousova ha fatto anche riferimento a quanto accaduto a Petra Kvitova, accoltellata alla mano nel dicembre 2016 da un ladro penetrato in casa sua spacciandosi per un tecnico chiamato a controllare l'impianto elettrico, poi condannato a 11 anni di reclusione. "Dopo quello che è successo a Petra, non prendiamo alla leggera gli sconosciuti alla porta" ha scritto.
Vondrousova rischia una pesante squalifica, anche se il suo avvocato è ottimista. "Il controllo anti-doping non seguiva gli standard - ha detto all'agenzia France Presse, per cui Marketa non aveva alcuna ragione per fornire un campione".