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Indian Wells, Kvitova cede alla fatica: Gracheva vince in tre set

Al secondo match dal rientro dopo la maternità, l'ex n. 2 del mondo ha ceduto il passo alla francese anche a causa della fatica, con 40 pesanti errori non forzati tra secondo e terzo set

di | 05 marzo 2025

Kvitova in un lancio di palla (Getty Images)

Kvitova in un lancio di palla (Getty Images)

Il sorriso era raggiante anche oggi, ma per la prima vittoria dopo il rientro Petra Kvitova dovrà ancora aspettare. La ceca, sconfitta la settimana scorsa nel primo match dopo lo stop per la maternità al WTA 250 di Austin, si è arresa oggi alla n. 70 WTA Varvara Gracheva nel primo turno del BNP Paribas Open sui campi in cemento dell’Indian Wells Tennis Garden (WTA 1000 - 8.963.700 dollari di montepremi).

La francese si è imposta in rimonta con il punteggio di 46 63 64 sfruttando il calo atletico dell’ex n. 2 al mondo, autrice di 40 gratuiti negli ultimi due set, 55 in totale. Per lei, il prossimo impegno sarà il Miami Open, ultimo torneo vinto prima dello stop, nel 2023. Gracheva, il cui miglior risultato ad Indian Wells è l’ottavo di finale, se la vedrà invece dopo domani con la n. 9 del tabellone Mirra Andreeva, fresca del primo WTA 1000 vinto in carriera, a soli 17 anni, in quel di Dubai.

L’unico precedente prima di oggi evocava giorni felici per Kvitova, riportandola con la memoria al quarto turno del WTA 1000 di Miami del 2023, l’ultimo da lei conquistato in questa categoria. Come due anni fa (75 76(5) il punteggio finale), anche quest’oggi il primo set si è deciso in extremis, con un solo break di differenza e un rendimento piuttosto intermittente da parte della due volte campionessa di Wimbledon.

Salvate quattro chance di break nel terzo game, vinto dopo 18 punti, Kvitova si porterà avanti di un break per ben due volte (sul 2-1 e poi sul 4-3), senza mai consolidare il vantaggio. Al fronte di un’aggressività in risposta che dà costantemente i propri frutti, anche con diversi vincenti diretti, il 6/14 con la seconda di servizio non le ha permesso di prendere il largo.

Nella continua alternanza tra vincenti ed errori gratuiti (13-15 il saldo del primo parziale), l’equilibrio si è spezzato sul 4-4, quando Gracheva cede per la terza volta la battuta. Un meraviglioso dritto di Kvitova, successivamente, cancella l’ultima possibilità di rientro della transalpina, impotente negli ultimi tre punti della prima frazione.

Alla ripresa, dal 2-2 comincia una partita nettamente differente, nonché una lotta della trentaquattrenne di Bilovec contro la fatica e contro una Gracheva molto brava a far emergere i suoi prevedibili limiti attuali. Troppi i 20 errori gratuiti di Kvitova per fare partita pari in un set che la n. 70 avrebbe potuto chiudere per 6 giochi a 2, se non fosse stato per un colpo d’orgoglio della veterana.

La strategia attuata fino a poco prima, infatti, non sortisce i propri effetti col venir meno della brillantezza. Gracheva indirizza ripetutamente lo scambio a suo favore con risposte profonde e centrali per acuire i problemi di Kvitova in uscita dal servizio. La maggiore qualità in difesa della francese porta inoltre tante volte all’errore della ceca, costretta ad accelerare forzatamente anche per abbreviare i punti.

Mentre il vento si alza e muove nervosamente le vesti delle due atlete, il terzo set comincia con sensazioni tutt’altro che positive per la tennista classe 1990. La cui frustrazione, di fronte alle difficoltà nello scardinare l’avversaria – e nel riuscire a prolungare la spinta da fondo senza sbagliare – si fa visibile.

Dall’altra parte, però, nel set decisivo la pressione gioca brutti scherzi a Gracheva che si vede recuperare per ben due volte un break di vantaggio, prima sull’1-0 e poi sul 3-2. Così, in una beffarda conclusione a specchio rispetto al primo parziale, questa volta è Kvitova a cedere il servizio sul 4-4 (con un ultimo errore fatale nei pressi della rete). Il terzo allungo, come lo era stato nel primo set, è quello buono: sul 5-4 Gracheva non trema, raccoglie gli ultimi gratuiti dell’avversaria e chiude la contesa dopo due ore e 22 minuti di vera battaglia. Un risultato che lascia un po' di amarezza, a Kvitova, ma anche la consapevolezza che giorni migliori verranno.

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