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IW; Mboko: "Che fatica, ma che bello essere qui!"

Appena 7 gratuiti per Mboko che al suo esordio in California diventa la quarta canadese dopo Hy-Boulais, Kelesi e Andreescu a raggiungere i quarti di finale a Indian Wells: "Contro Sabalenka spero di aver imparato la lezione di Melbourne"

11 marzo 2026

Victoria Mboko (Getty)

Victoria Mboko (Getty)

Così giovane e già così autorevole. In una parola: predestinata. Le previsioni che da un anno continuano a rincorrersi, riscrivendo ogni volta quello che potrà essere il futuro di Victoria Mboko, continuano ad assumere sempre maggior nitidezza. E certo a contribuire alla loro definizione molto contribuiscono prestazioni come quella offerta dalla giovane canadese l'altra notte negli ottavi del WTA1000 di Indian Wells, quando è riuscita a sbarazzarsi in poco più di un'ora di gioco della top10 americana Amanda Anisimova. Grazie al successo ai quarti Mboko affronterà la n.1 del mondo Aryna Sabalenka in quella che per lei sarà il terzo quarto di finale in un torneo di questa caratura, un traguardo raggiunto alla sua settima partecipazione.

"Molte cose le sto ancora scoprendo per la prima volta - ha commentato a caldo la canadese ancora in campo - Ma essere qui e poter affrontare delle top10 è davvero un privilegio e sono contenta di poter competere a livelli così alti sperando di poter andare il più in là possibile".

Per lei quello di quest'anno è l'esordio a Indian Wells, a Miami l'anno scorso giocò grazie a una wild card e nel giro di dodici mesi le posizioni guadagnate nel ranking sono ben 150. Numeri che legittimerebbero giramenti di testa e vertigini ma che invece non scalfiscono la calma di questa giovane giocatrice che non si vergogna a confessare di "non mettersi alcuna pressione addosso, si possono vivere settimane più o meno belle e non mi va né di buttarmi giù né do mettermi su di un piedistallo. Di sicuro suona un po' strano oggi vedersi come una top10 e affrontare giocatrici così, mi emoziona ancora molto"

Emozionarsi non vuol dire però non far tesoro di quanto accaduto in termini di esperienza per provare a fare ancora meglio. Una filosofia che Victoria proverà ora a mettere in pratica contro Aryna Sabalenka, vincitrice negli ottavi di finale a Melbourne del loro unico scontro diretto giocato in carriera. Fu una prestazione in cui lei stessa ammise di esser stata punita per molti colpi lasciati atterrare a metà campo", mentre nel secondo set la contesa fu più serrata: "Spero di aver imparato. Lei è la n.1 e averla affrontata mi ha aperto gli occhi e oggi so cosa mi aspetterà. Ci penso spesso, a come poter migliorare in occasioni simili durante gli allenamenti e spero ora di essere più preparata"

Sul cosa l'abbia colpita di più di quella sfida Mboko è stata altrettanto chiara: "Già solo il fatto di averci giocato, colpisce davvero bene, mi ha spinto fuori dal campo ed è rimasta sempre aggressiva. Spero di tenere la posizione un po' di più stavolta e di sostenerne il ritmo. Quella poi era anche la mia prima volta sul campo centrale di un Grand Slam, avevo davvero tante cose che mi giravano per la testa. Ma oggi è un nuovo giorno e questo è un nuovo torneo".

L'ultima riflessione della canadese è per la sua ascesa, avvenuta in tempi più rapidi di quelli necessari a colleghe come Coco Gauff o Mirra Andreeva, e che nel giro di un anno - ha iniziato il 2025 fuori dalla top300 mondiale - l'ha vista issarsi fino alla top10. "Tutto è accaduto così velocemente, ma penso che se ti carichi di pressioni e aspettative non si riesce a performare nel modo in cui vorresti - ha scandito lentamente di fronte ai microfoni - Sto capendo che non tutti i tornei riesco a giocarli come vorrei ma che l'importante è dare sempre il 100% e che c'è sempre una lezione da imparare e che questa è l'unica strada per migliorare. Finché riuscirò a chiudere ogni settimana con qualche insegnamento allora non potrò che continuare a crescere. E' una maratona, il tennis, non uno sprint".

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