Le campionesse in carica Sara Errani e Jasmine Paolini hanno fatto il loro debutto al WTA 1000 di Doha superando in due set Ulrike Eikeri e Xinyu Jiang. Ai quarti troveranno o Bucsa/Melichar-Martinez o Zvonareva/Siegemund
di Samuele Diodato | 10 febbraio 2026
Jasmine Paolini ritrova il sorriso grazie al doppio al “Qatar TotalEnergies Open”, primo WTA 1000 della stagione. A poche ore dalla sconfitta in singolare contro Maria Sakkari, la toscana è scesa in campo insieme a Sara Errani per iniziare la difesa del titolo vinto lo scorso anno. Un inizio più che positivo per le n.3 al mondo di specialità (n.1 del tabellone in Qatar), con una vittoria per 63 61 ai danni della norvegese Ulrike Eikeri (n.39 WTA in doppio) e la cinese Xinyu Jiang (n.29 WTA in doppio). Il successo vale per loro l'accesso ai quarti di finale, per i quali attendono però ancora di conoscere i nomi delle proprie avversarie, che saranno le n.7 del seeding Cristina Bucsa e Nicole Melichar-Martinez oppure Laura Siegemund e Vera Zvonareva.

L’equilibrio è totale nei primi quattro giochi, che vanno tutti alla coppia al servizio, ma sempre almeno a 30. Anzi, sul 2-1 le azzurre salgono per la prima volta al “deciding point” con Eikeri In battuta, senza però riuscire a concretizzare la chance.
Quella buona sembra arrivare nel sesto game, con Errani che chiude a rete per il 4-2, ma poi subisce l’immediato contro-break del 4-3. In risposta, tuttavia, è in aumento la qualità delle teste di serie n.1, che strappano di nuovo il servizio alle avversarie (grazie ad un errore di Eikeri) e sul 5-3 archiviano la pratica del primo set con un gran dritto incrociato di Paolini, decisamente più pimpante rispetto ai primi game del match.
Il secondo set, invece, è in discesa dall’inizio alla fine per Sara e Jasmine, che ottengono altri tre break e possono esultare ancor prima dello scoccare dell’ora di gioco. Curiosamente, anche un anno fa al primo turno sulla loro strada avevano incontrato Eikeri, che allora faceva coppia con Monica Niculescu. Da quel momento, le campionesse olimpiche non si sono più fermate fino al titolo. Chissà che la coincidenza non sia di buon auspicio.
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