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Abu Dhabi, la finale sarà Alexandrova-Bejlek

Partita incerta quella vinta dalla russa, alla sua quarta finale dopo le tre perse tra l'agosto il settembre del 2025. La qualificata Bejlek si regala invece la prima finale in carriera dopo quasi tre ore di lotta contro Tauson

di | 06 febbraio 2026

Ekaterina Alexandrova (Getty)

Ekaterina Alexandrova (Getty)

Alexandrova b. Baptiste 36 76(5) 63

E' mancato poco perché il Mubadala Open non regalasse un aggiornamento su quella che era stata fino all'anno scorso la sua statistica più interessante, vale a dire la vittoria del titolo della svizzera Belinda Bencic, approdata in main draw grazie a una wild card. Certo, Hailey Baptiste avrebbe poi dovuto giocare una finale, ma il trend sembrava averle messo il vento nella racchetta individuando in Ekaterina Alexandrova la sua terza vittima tra le top20 da lei sconfitte nel torneo. Quel poco è coinciso con l'ace con cui la russa - seconda testa di serie e n.11 del ranking - le ha annullato il match point in chiusura di secondo set, rinviando così la fine del parziale al tie-break e contenendo per quei pochi, essenziali, minuti l'emorragia di gratuiti che fin lì ne avevano caratterizzato la performance: ben 41, di cui 29 solo col dritto. 

Evidenze che indicavano nel tennis di Alexandrova quello più attrezzato per poterla spuntare ce n'erano fin lì state molte: la maggiore confidenza con la battuta, la maggiore gittata dei suoi colpi, un dritto che se ben indirizzato sarebbe bastato a far pendere l'inerzia del match dalla sua. Un gioco a cui Baptiste per lunghi tratti era riuscita a opporre la sua racchetta più come uno scudo con cui difendersi che un'arma con cui provare ad attaccare. Il caso ha però voluto che seppur costretta a rincorrere, i suoi colpi hanno finito col frustrare la russa annebbiandole la mente il piano di gara approntato consegnando alla sua rivale il primo set e ponendola in condizione di vantaggio nel corso del secondo. 

Nel terzo, finalmente rinfrancata, Alexandrova ha potuto dar sfogo alla sua iniziativa: il tennis è tornato a scorrerle nelle braccia e i suoi colpi sempre più di rado sono atterrati in prossimità della rete o lontano dalle righe di fondo campo. Lasciando così all'americana l'amarezza per una sconfitta figlia dell'inesperienza (era alla sua prima semifinale sul circuito) solo in parte bilanciata dal nuovo best ranking di n.38 del mondo. Per Alexandrova invece il successo coincide anche col ritorno in decima posizione. A scapito proprio di Bencic, qui vincitrice l'anno scorso e quest'anno costretta a dare forfait prima del via.

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Bejlek b. Tauson 75 36 75

Sembrava dover terminare dopo poco più di un set invece la seconda semifinale tra la ceca Bejlek e la n.3 del seeding Tauson, e invece son dovute trascorrere altre due ore prima di vedere Sara Bejlek trasformare il match point del 7-5 del terzo set grazie al quale è riuscita ad imporsi contro la n.3 del seeding, Clara Tauson, e raggiungere così la sua prima finale in carriera. Proveniente dalle qualificazioni, vincitrice di undici set consecutivi nel corso del torneo e già issatasi virtualmente al n.63 del ranking, in finale vi approderà da n.52 del mondo giocandosi la chance di chiudere al meglio la sua settimana da sogno. 

Il match pareva prossimo alla fine quando al termine del primo set, già infastidita da problemi al tallone, Tauson ha richiesto un MTO nella speranza di contenere il crescente dolore accusato al tallone destro. Tornata in campo visibilmente menomata, la danese è parsa impacciata negli spostamenti sulla destra, spericolata nei primi due colpi dello scambio e infine rassegnata quando costretta a inseguire traiettorie per lei irraggiungibili cedendo infine il parziale e - pareva - le speranze di proseguire la sua rincorsa alla top10.

Nel secondo set invece la danese, forse memore dei punti conquistati l'anno scorso tra la fine gennaio e febbraio (la semifinale a Linz e la finale di Dubai) ha gestito al meglio quel che aveva a disposizione puntando su di un gioco accorto ma via via sempre più sciolto, andando ripetutamente a segno e mandano in confusione le certezze sin lì accumulate dalla sua rivale. Giunte al terzo, e per due volte chiamata a recuperare un break di svantaggio, Tauson ha lanciato il cuore oltre l'ostacolo rimanendo però a secco di energie quando ormai sul 5-5 e prossime alle due ore e mezza di gioco il match era diventato una prova di forza. Bejlek, seppur tra qualche tremore, alla fine ha tenuto i nervi saldi e si è meritata la sua chance per il titolo. Così non fosse, la settimana per lei resterà comunque la miglior iniezione di fiducia possibile per una stagione che da lunedì la porrà di fronte a nuove e inedite sfide. 

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