La tennista classe 2006 vince il primo titolo nel circuito maggiore dopo essere entrata in main draw dalle qualificazioni. Da lunedì passerà dal n.101 al n.38 della classifica WTA
di Samuele Diodato | 07 febbraio 2026
Per il secondo anno consecutivo, ad aggiudicarsi il Mubadala Abu Dhabi Open presented by Abu Dhabi Sports Council (WTA 500) è una giocatrice fuori dalle prime 100 della classifica modiale. Dopo Belinda Bencic, n.157 un anno fa, nell'albo d'oro c'è il nome della ventenne ceca Sara Bejlek (n.101), vittoriosa in finale su Ekaterina Alexandrova (n.11 e n.2 del seeding) col punteggio di 76(5) 61. La tennista classe 2006 è la prima qualificata di sempre a vincere il torneo di Abu Dhabi, e da lunedì passerà alla 38esima posizione del ranking.
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Bejlek arriva alla sfida con un dato che parla chiaro. In risposta, nel 2026, è quinta sul circuito per numero di punti vinti, il 49,2%. Un saggio delle sue qualità lo dà in effetti già da i primi due turni di servizio di Alexandrova. Se nel primo la trentunenne si salva ai vantaggi, nel secondo perde invece la battuta a zero.
Avanti 3-1, Bejlek non riesce però a consolidare il break, subendo l’immediato rientro dell’avversario, che rispetto a lei offre una palla più piatta e penetrante. La n.2 del seeding completa anche l’aggancio sul 3-3, poco dopo, in una fase di partita abbastanza complessa da decifrare. Reduci entrambe da due maratone in semifinale, la ceca è un po’ appannata in termini di mobilità, mentre la russa si fa trattare alla spalla sinistra dal fisioterapista.
Nella seconda parte del set, pur con alti e bassi da ambo le parti, il livello cresce in maniera direttamente proporzionale alla lunghezza degli scambi. Un fattore chiave è la posizione in campo delle due, con Alexandrova che spesso ha in mano le redini del gioco, ma anche per via delle sorprendenti traiettorie liftate di Bejlek non ha il modo di concretizzare le proprie chance.
Sul 4-4, la n.11 al mondo ha sul rovescio la palla per il break, ma non la impatta al meglio, centra la rete e alimenta le speranze dalla giovane sfidante, che si allena a Praga, ma – passata anche dalla Rafa Nadal Academy di Manacor - spesso si incoraggia con un “vamos”. La palla break mancata accende infatti una “spia” nella mente di Alexandrova, che lamenta col suo allenatore (l’ex n.18 ATP Igor Andreev) l’impossibilità di spingere con precisione sui velenosi colpi in top spin di Bejlek.
Più tardi, è quest’ultima che manca le sue palle break, ben due sul 6-5, che le avrebbero anche regalato il primo parziale. Alla fine, per portarlo a casa, ha bisogno di esprimere – nel tie-break - ancora una volta tutte le sue capacità difensive e la propria precisione da fondo campo. Per due volte Alexandrova non sfrutta il minibreak di vantaggio, e dal 4-2 può solo ammirare la grande qualità della tennista classe 2006, chirurgica di dritto col lungolinea che la issa sul 6-5, poco prima di sfruttare finalmente il suo set point.
That forehand ????@SBejlek went on to take the first set against Alexandrova 7-6(5)!#MubadalaAbuDhabiOpen pic.twitter.com/kleOpQjXvf
— wta (@WTA) February 7, 2026
Dopo il set da più di un’ora, la componente fisica torna a farla da padrona, con Bejlek ancora pimpante e pronta sfruttare il calo dell’avversaria. Il primo game, d’altronde, si allunga subito ai vantaggi, con la russa che cede di schianto sulla seconda palla break, con un pesante doppio fallo.
La profondità e l’intensità di Bejlek restano costanti e allargano le crepe nel tennis di Alexandrova, non più efficiente per regalare al pubblico un set lottato. I break, nel secondo parziale, diventano tre, con la nativa di Hrušovany nad Jevišovkou che conquista il primo titolo nel circuito maggiore (dopo i tre WTA 125 del 2025) con sette incredibili vittorie a partire dalle qualificazioni.