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Oggi 281 al mondo, Aurora ha vissuto di recente un salto di qualità: al Wta 125 di Contrexeville, Francia, ha battuto Jacquemot, Pigato (per ritiro) e Blinkova, prima di arrendersi alla belga Jeline Vandromme. A Roma, sempre Wta 125, si è confermata piegando all'esordio Fiona Ferro, ex numero 39
23 luglio 2026
Numero 281 Wta, best ranking della carriera a 25 anni. Nel mezzo del cammin di una vita sportiva che ha già anni pesanti alle spalle, ma ne ha ancora tanti davanti per immaginarsi top 100. O forse pure meglio. Aurora Zantedeschi, nata a Verona il 2 novembre del 2000, ci crede e lavora per questo, pur intervallando qualche Open nazionale (di recente ha vinto a Sirmione) nella sua attività da professionista dentro al circuito Itf e Wta. Perché poi bisogna pure far quadrare i conti e bisogna essere realisti, nella buona e nella cattiva sorte. “Quando ci penso – dice lei con orgoglio – mi rendo conto di avere davanti poche colleghe che giocano meglio di me. Meno di trecento nel mondo, un dato non banale. Se pensate a quanti calciatori vivono di calcio, solamente in Italia...”.
Aurora ha ragione e pone l'accento su quel dibattito – il cui titolo potrebbe essere 'quanti tennisti devono poter vivere di tennis' – che ormai divampa a ogni livello, nazionale e internazionale, dal circuito Itf a quelli maggiori. Aurora non è una predestinata, né mai lo è stata. Ma si rende conto di avere una chance. Quest'anno ha giocato molto e bene, a livello pro: una semifinale e due quarti ad Antalya, per cominciare, poi il titolo nel W35 croato di Bol e la finale in quello francese di Aix-les-Bains, risultati intervallati dagli ottavi a Caserta (W75) e dalla semifinale a San Gregorio di Catania, dove a fermarla è arrivata l'ex numero 36 Wta (nonché semifinalista a Parigi nel 2020) Nadia Podoroska.
Aurora Zantedeschi (foto FITP)
Il vero salto di qualità, tuttavia, è più recente e risale al Wta 125 di Contrexeville, Francia. Aurora entra nel main draw e batte Jacquemot, Pigato (per ritiro) e Blinkova, prima di arrendersi alla belga Jeline Vandromme. A Roma, sempre Wta 125, si conferma piegando all'esordio Fiona Ferro, ex numero 39. Il livello sale, la fiducia pure. “Ho iniziato tardi a fare la professionista – spiega lei – dopo aver terminato gli studi. Rispetto ad altre, ho fatto un percorso più normale e ne vado orgogliosa. Ognuno ha i suoi tempi e io sto rispettando i miei. Il tennis è un viaggio lungo, bisogna lavorare e crescere sotto ogni aspetto, per farsi trovare pronti”.
Lei si sta facendo trovare pronta eccome, ogni volta che incontra una rivale dal passato importante o dal futuro già (teoricamente) scritto. E così si ritrova a competere spesso alla pari. Dotata di un tennis completo e solido, con una netta prevalenza del diritto come colpo per comandare il gioco, ha migliorato un po' tutto, di recente: da un servizio (spesso in kick) che oggi le permette di mettersi frequentemente in una posizione di vantaggio, all'approccio verso la rete, fino alla difesa. Con un rovescio che può passare da due mani a una mano a seconda delle necessità. Complessivamente, dunque, parliamo di capacità tecniche non così comuni da incontrare nel panorama femminile.
Aurora Zantedeschi in azione (foto FITP)
“Vedo ragazze che conosco, anche italiane, fare molto bene e questo mi dà ulteriore forza per spingermi oltre e cercare di migliorarmi ogni giorno”, spiega lei, che fin qui ha tre titoli Itf all'attivo ma nessuna partecipazione agli Slam. “Giocare le quali nei Major – continua – è ovviamente un obiettivo come lo è per tutte le mie colleghe. Ma non basta pensarci, immaginare quel traguardo, per arrivare lì. Servono lavoro e costanza di rendimento”.
Quella costanza che si sta costruendo, passo dopo passo, senza bruciare le tappe e senza proclami. Aurora Zantedeschi – che impara anche dal doppio, dove ha vinto molto più che in singolare ed è pure stata numero 102 Wta – non è mai stata una predestinata e non è un nome di quelli che si ascoltano quando si parla di futuro. Ma a 25 anni si sta costruendo un tennis talmente efficace e completo che un suo approdo tra le 100, in un futuro nemmeno così lontano, non dovrà essere considerato una sorpresa.