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I numeri dicono che il tennis femminile ucraino non si è limitato a conservare lo status acquisito. Dal 2022 a oggi è cresciuto, si è allargato e ha costruito una nuova gerarchia. Svitolina non è più sola, Kostyuk è pronta a raccoglierne l’eredità e dietro di loro la concorrenza aumenta
06 agosto 2026
Tre contro sette. Può bastare questo dato per raccontare la crescita del tennis femminile ucraino dal febbraio del 2022 a oggi. Nella classifica Wta pubblicata il 21 febbraio di quell’anno, poco prima dell’inizio della invasione russa e della guerra che ancora oggi continua, le giocatrici ucraine fra le prime cento del mondo erano soltanto tre: Elina Svitolina al numero 15, Anhelina Kalinina al 49 e Marta Kostyuk al 54. Oggi sono più del doppio. La graduatoria della settimana ne contiene sette, distribuite dal numero 10 al numero 87, con due rappresentanti fra le prime undici e quattro fra le prime 44.
Ma non è soltanto una questione di quantità. Rispetto a quattro anni e mezzo fa, il movimento ha allargato la propria base e nello stesso tempo ha rafforzato il vertice. Elina Svitolina è numero 9, Marta Kostyuk numero 11, Daria Snigur 43, Oleksandra Oliynykova 44, Anhelina Kalinina 54, Yuliia Starodubtseva 65 e Dayana Yastremska 87. Sette giocatrici, appartenenti a generazioni e percorsi differenti, che fanno dell’Ucraina una delle nazioni più rappresentate nella parte nobile del tennis mondiale. Davanti a loro, solamente Stati Uniti e Repubblica Ceca.
La guida rimane Elina Svitolina, ancora capace a quasi 32 anni di frequentare i grandi palcoscenici (vincendo). Dopo essere stata numero 3 del mondo, aver vinto le Wta Finals e aver raccolto risultati importanti in ogni angolo del mondo, Elina avrebbe potuto avviarsi verso una fase meno ambiziosa della carriera. È accaduto il contrario. Tornata alle competizioni nel 2023 dopo la maternità, si è rapidamente riavvicinata alle migliori e nel 2026 ha raggiunto la semifinale all’Australian Open e i quarti al Roland Garros. La sua continuità ha permesso all’Ucraina di conservare una presenza stabile ai massimi livelli anche mentre alle sue spalle cresceva una nuova leader.
Quella nuova leader risponde al nome di Marta Kostyuk. Nel febbraio del 2022 aveva 19 anni ed era numero 54, oggi è a un passo dalla top 10 e non è più soltanto una giocatrice di grande talento, capace di produrre fiammate spettacolari. Nel 2026 ha vinto a Rouen e soprattutto il WTA 1000 di Madrid, quindi è arrivata in semifinale sia al Roland Garros, sia a Wimbledon. A Parigi ha superato proprio la connazionale Svitolina in un quarto di finale tutto ucraino, garantendo al proprio Paese una semifinalista nello Slam sulla terra battuta. È stata forse l’immagine più chiara del passaggio di consegne: la campionessa che ha aperto la strada e la giocatrice chiamata a percorrerla oggi.
Dietro alle due stelle, però, arriva la parte più interessante della storia. Daria Snigur e Oleksandra Oliynykova occupano due posizioni consecutive. Snigur, campionessa junior a Wimbledon nel 2019, ha impiegato tempo per trasformare le qualità mostrate da ragazza in risultati continui fra le professioniste. Nel 2022 si era fatta conoscere battendo Simona Halep al primo turno dello US Open, al debutto nel tabellone principale di uno Slam. Nel 2026 ha aggiunto solidità al proprio tennis, raggiungendo la prima semifinale WTA a Cluj-Napoca e poi la finale a Praga, risultato che le ha regalato per la prima volta un posto fra le prime 50.
Ancora più sorprendente è l’ascesa di Oleksandra Oliynykova. All’inizio del 2025 era lontana dalle prime duecento, mentre oggi è già stabilmente nella prima metà della top 100. Ha costruito la propria classifica soprattutto attraverso il circuito Wta 125, vincendo tre titoli e dimostrando di poter salire rapidamente di livello. A 25 anni non è più una promessa, ma proprio per questo la sua crescita racconta bene la profondità raggiunta dal movimento: non soltanto talenti individuati da adolescenti, ma anche giocatrici capaci di trovare più avanti - negli anni della guerra - la strada verso il grande tennis.
Anhelina Kalinina rappresenta invece il legame fra il gruppo del 2022 e quello attuale. Era già fra le prime cinquanta all’inizio del 2022, ha toccato il numero 25 nel 2023 e ha disputato nello stesso anno la finale agli Internazionali BNL d'Italia di Roma. Oggi è numero 54, posizione inferiore rispetto al suo 'best' ma ancora sufficiente per garantirle la presenza nei tabelloni dei tornei più importanti. A lei si aggiungono Yuliia Starodubtseva e Dayana Yastremska, due storie quasi opposte.
La prima è arrivata tardi al professionismo di alto livello, dopo l’esperienza nel tennis universitario statunitense. Nel febbraio del 2022 non possedeva ancora una classifica significativa, oggi è numero 62 ed è protagonista con regolarità nei tornei del circuito maggiore. Dayana Yastremska, al contrario, era già stata numero 21 e aveva vinto tre titoli prima dei vent’anni. Il suo percorso è stato più discontinuo, ma la semifinale raggiunta all’Australian Open 2024 ha ricordato quanto possa diventare pericolosa quando ritrova fiducia e precisione nel proprio tennis offensivo.
Il confronto con il febbraio 2022 è quindi netto. Allora l’Ucraina aveva tre giocatrici nelle prime cento, una sola fra le prime venti e nessuna vera certezza su ciò che sarebbe arrivato dopo Svitolina. Oggi ne conta sette, due sono in zona top 10, altre due sono entrate fra le prime 50 per la prima volta e il gruppo comprende esperienze, età e caratteristiche tecniche molto diverse.
Non è ancora arrivato un titolo Slam, il traguardo che trasformerebbe una grande scuola in una generazione da ricordare, proprio nel momento più duro vissuto dal Paese nella propria storia. Ma i numeri dicono che il tennis femminile ucraino non si è limitato a conservare lo status acquisito. Dal 2022 a oggi è cresciuto, si è allargato e ha costruito una nuova gerarchia.
Svitolina non è più sola, Kostyuk - tra le più critiche verso le atlete russe e tra le voci più attive contro la guerra - è pronta a raccoglierne l’eredità e dietro di loro la concorrenza aumenta. Malgrado tutto, l’Ucraina femminile resta una potenza del tennis. Anzi, guardando la classifica, lo è persino più di prima.