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"Sta cercando - spiega il coach umbro a proposito di Tyra Grant - di lavorare moltissimo sulla conoscenza delle proprie possibilità. Mentre prima era una giocatrice junior che confidava nel colpire bene la palla, ora ha preso coscienza del fatto che può esprimere la forza in modo molto dinamico, spostandosi bene e rimanendo con il peso del corpo sulla palla"
14 giugno 2026
I secondi turni raggiunti nei Wta 1000 di Madrid e Roma non sono stati frutto del caso. La diciottenne Tyra Caterina Grant, numero 157 del ranking Wta, lo ha dimostrato nelle ultime settimane, prima vincendo il W75 di Kosice senza perdere alcun set e poi centrando la finale nel Wta 125 di Foggia. L’ex numero due del mondo tra le Under 18, vincitrice di tre titoli Slam in doppio, si sta affidando alla Tennis Training School di Foligno nella sua scalata verso i piani più nobili della classifica.
Da fine 2025, la figlia d’arte romana (papà Tyrone è stato un cestista professionista) ha scelto di trasferirsi in Umbria assieme al proprio coach Matteo Donati, puntando sull’esperienza e sul supporto di Fabio Gorietti. Proprio quest'ultimo, direttore tecnico della struttura, ha fatto il punto sul processo di maturazione della giovane azzurra, numero cinque d’Italia e già nel giro della Nazionale di Billie Jean King Cup.
Com’è nata la collaborazione tra la Tennis Training School, Tyra Grant e Matteo Donati?
“Tyra è arrivata nella nostra struttura a metà dicembre con l’obiettivo di trascorrere qualche settimana di allenamento e restare vicina al fratello minore Tyson, che si era unito a noi già ad ottobre. Si allenava con Donati da un po’ di tempo: avevo chiesto a Matteo delle indicazioni per poterla aiutare sotto alcuni aspetti e da lì è nata la collaborazione con la Tennis Training School”.
Tyra Grant, evoluzione da junior a pro
Su cosa vi state concentrando maggiormente?
“Sta facendo tanto lavoro atletico con il preparatore Massimiliano Pinducciu perché nel tennis di oggi è un fattore determinante. Abbiamo lavorato tantissimo, negli ultimi mesi, sugli spostamenti in campo: già dai primi tornei ci siamo prefissati l’obiettivo di muoversi sempre meglio, perfezionando la ricerca della palla e puntando sulla miglior espressione possibile della forza esplosiva di cui è in possesso Tyra. Abbiamo cercato di migliorare l’equilibrio di tutto il corpo, senza focalizzarci soltanto sul movimento di piedi. Abbiamo notato degli importanti miglioramenti in quanto a equilibrio, spostamenti e centralità del peso: quest’ultimo fattore, utilizzato in modo dinamico, è importante anche durante i tornei”.
Come si prepara mentalmente una giocatrice alle prime esperienze Wta?
“Sta cercando di lavorare moltissimo sulla conoscenza delle proprie possibilità. Mentre prima era una giocatrice junior che confidava nel colpire bene la palla, ora ha preso coscienza del fatto che può esprimere la forza in modo molto dinamico, spostandosi bene e rimanendo con il peso del corpo sulla palla. Il tennis di oggi non si basa su uno o due colpi, ma su scambi lunghi e tanti movimenti in avanti e indietro. A questi livelli è anche richiesto qualcosa in più in spinta al servizio, ma Tyra è una ragazza molto competitiva e non sente il peso del palcoscenico. Non teme la personalità di giocatrici più forti ed esperte di lei: abbiamo cercato di farle conoscere le sue risorse e ciò che può fare, ora si tratta solo di riuscire a esprimerle al meglio”.
La soddisfazione di Tyra Grant (foto FITP)
Gran parte dei risultati passano anche dagli allenamenti quotidiani. Vero?
“Sostenere allenamenti molto lunghi e intensi, con grande attenzione, aiuta ad affrontare partite combattute. Nei match lottati, è importante che la performance non subisca cali o flessioni ma si mantenga sempre a un livello costante: tante lotte al terzo set fanno bene, indipendentemente dall’esito finale”.
Che giudizio si sente di dare ai primi sei mesi del 2026 di Tyra Grant?
“È stata una prima parte di stagione molto buona. Tyra si è mostrata sempre molto disponibile e ha appreso parecchio: mi piacciono il suo atteggiamento e la voglia di competere, siamo su una buonissima strada ma tutti noi - lei in primis - dobbiamo sapere che c’è ancora tanto da fare. A volte capita di accelerare e fermarsi, per poi ripartire: la carriera di un tennista è fatta di tanti momenti in cui bisogna dare al corpo e alla mente la possibilità di assorbire qualcosa. È impensabile andare a razzo verso il vertice, ma non si deve nemmeno perdere troppo tempo altrimenti subentrano i dubbi. È fondamentale avere tanta curiosità di andare avanti nel percorso, facendo a meno sia di dubbi che di certezze”.
Quanto conta l’ambiente di allenamento nel percorso di crescita di una 18enne?
“Alla Tennis Training School c’è un bel gruppo, il clima è tranquillo e sereno. In questi mesi, Tyra ha fatto tante nuove amicizie: è una ragazza dal carattere aperto e ha stretto relazioni importanti con tanti altri atleti. Tutti le vogliono bene e lei ricambia questo sentimento: non ci sono sfide o gelosie tra i ragazzi, ma soltanto generosità e solidarietà. L’ambiente non è ipercompetitivo e non si guarda storto chi ti è vicino. Tutti possono dare una mano: si riceve molto anche nel dare qualcosa agli altri”.
Tyra Grant in azione agli Internazionali BNL d'Italia (Foto FITP)
Vi siete prefissati degli obiettivi per il futuro?
“Proveremo a giocare tornei Wta con continuità. Per farlo occorre avere una buona classifica, ma per averla è necessario mantenere un’importante costanza di rendimento, unita a tanti allenamenti di qualità e ad alta intensità”.
Come descriverebbe Tyra Grant in campo?
“Ha delle grandi qualità nella risoluzione delle varie situazioni, ma a volte ricorre alle sue capacità risolutive solo quando non riesce a trovare risposte razionali o strategico-tattiche precise all’interno della partita. Quando si lascia andare, spesso riesce a esprimere il suo miglior tennis”.
E fuori?
“È una ragazza molto responsabile. Sa gestire e organizzare la propria vita, tenere rapporti con gli altri e trovare spazi importanti per sé stessa. Affronta sempre con grande determinazione anche altre problematiche come lo studio. La sua qualità migliore è il sorriso: è bellissimo e lo esprime spesso. Quasi tutte le giornate di allenamento lo hanno fatto emergere e questa è la cosa più importante di tutto”.