Stefanos esce dai top 40, Paula addirittura dalle prime 100 dopo aver sfiorato entrambe il numero 1. Dopo essere stati la coppia più invidiata del tennis, hanno vissuto una drammatica discesa. Il greco è anche diventato dipendente dai social e il suo ultimo grido di dolore è struggente
di Vincenzo Martucci | 27 febbraio 2026
Nelle dinamiche di coppia si creano tante situazioni delicate legate alla professione che si riflettono nel ménage familiare. Chissà se vale anche per gli ex. E quindi, nel tennis, per Stefano Tsitsipas e Paula Badosa, i due belli e impossibili che ormai non vivono più insieme ma soffrono, in tandem, la catastrofica crisi di classifica dov’erano arrivati l’uno al numero 3 (il 9 agosto 2021) e l’altra persino al 2 (il 25 aprile 2022): non difendendo a Dubai i punti del successo dell’anno scorso, il dio greco esce dai top 40 per la prima volta al 2018 e la spagnola scivola addirittura fuori dalle primi 100.
SOFFERENZA TSITSIPAS
Stefanos, dall’animo gentile e dai tanti hobby che lo portano all’introspezione e a periodi di fuga dalla massa, ha perso via via fiducia in se stesso: prima fallendo come erede dei Fab Four - destino drammaticamente in comune con Sascha Zverev - , transitando per due sanguinose finali Slam perse contro Novak Djokovic e quindi vedendosi sorpassare anche dai terribili giovani rampanti Alcaraz e Sinner. Senza risolvere i problemi tecno-tattici del rovescio a una mano. Ma soprattutto, senza trovare la via di fuga dalla delicatissima morsa emotiva di mamma e papà, subendone l’influenza pressante e fuorviante che l’ha reso inviso anche agli spogliatoi e l’ha spinto sempre più verso una dipendenza che sembrerebbe più adolescenziale, fino al punto di transitare per vari stadi sui social.
Dal video che lo ritrae sul cellulare mente guida un’auto a 275 all’ora allo sfogo post divorzio dalla fidanzata Badosa e quindi anche da coach Ivanisevic che l’aveva bacchettato pubblicamente per scarsa professionalità: “Questo sport è bello non per la sua grazia, ma perché è brutale. Ti espone al tuo punto più debole mentre sudi, fallisci, respiri affannosamente, ti poni domande a cui non hai risposta. In mezzo a tutto questo, trovi qualcosa a cui vale la pena aggrapparsi. Qualcosa che ti spinge a tornare indietro verso la linea di fondo”.
One rally doesn’t define a match.
— Stefanos Tsitsipas (@stefanos) February 26, 2026
One match doesn’t define a season.
One season doesn’t define a legacy.
Stop overjudging moments.
Alla sconvolgente ammissione dell’anno scorso: “Negli ultimi mesi, con lo stress e i tanti viaggi, mi sono sfogato sui social, restando a guardare video per ore. E' sbagliato. L’obiettivo che mi pongo è restare senza social per uno, due, tre anni ed essere di esempio per i più giovani disintossicandomi dai social”.
Dalla promessa d’inizio stagione, con tante riprese sempre social di duri allenamenti: “La mia più grande vittoria per la nuova stagione sarebbe non dovermi preoccupare di finire le partite. E’ importante credere fermamente di poter tornare dov’ero prima. Farò di tutto per riuscirci”.
Alle critiche indirette al povero Ivanisevic, col rilancio del solito papà coach di sempre, Apostolos: “Mi sento bene con la mia squadra; ho l’impressione che siano perfettamente al loro posto. E non sento alcuna ansia all’interno. C’è stato un periodo di ansia. Sono arrivati nuovi volti e nuovi membri, e questo ha creato molta confusione invece di chiarezza. Mi pento di alcune decisioni prese in fretta, basate sulle mie prestazioni passate e altre considerazioni di questo tipo. Ho imparato in questo processo che non è perché si è un buon tennista, perché si è giocato bene nella vita, che si è necessariamente un buon allenatore. A volte, si incontrano persone ideali per sé che non erano necessariamente i migliori giocatori del mondo, vincitori di Grande Slam o leggende dello sport. Quindi a volte sono queste persone che possono tirar fuori il meglio di te, piuttosto che quelle che hanno un certo status nell’ambiente”.
Fino all’ultimo grido di dolore, criptico, ma struggente, sempre sul suo profilo Twitter: Uno scambio non definisce un match. Un match non definisce una stagione. Una stagione non definisce una carriera. Non giudichiamo troppo i singoli momenti”.
PROBLEMI BADOSA
Protagonisti di un tennis molto fisico, di potenza, basato sull’uno-due che parte dal servizio, i due ex fidanzati più invidiati del Tour - la love story “Tsitsidosa” è durata fra alti e bassi due anni - hanno in comune anche le gravi problematiche alla schiena. Quelle di Paula Badosa sono croniche e irrisolvibili. Tutto è partito da una lesione da stress alla colonna vertebrale che ha compromesso gran parte delle sue stagioni dal 2023 in poi, costringendola a convivere con un dolore costante e a limitare il numero di tornei. Una condizione che si è poi allargata allo psoas causandole più strappi muscolari, e quindi anche la rottura del delicato muscolo che collega la schiena alla gamba (lo stesso decisivo nell’addio alle gare anche di Rafa Nadal) costringendo spesso a ritiri e rinunce in extremis.
Tanto che la bella spagnola ha descritto la situazione come un “incubo infinito”, parlando di dolori insopportabili e ammettendo il rischio di dover smettere di giocare giovane, nonostante i tentativi di trattamenti e iniezioni per gestire il dolore. E, senza vittorie non solo nei grandi appuntamenti ma anche continuative sul circuito, non è più riuscita a frenare l’emorragia di punti in classifica, e deve ora fronteggiare una situazione drammatica per una tennista, come l’uscita dalle top 100.
Chissà se, via whatsapp, si sfogherà e/o consolerà il suo vecchio amore Stefanos. Magari, insieme, potrebbero ritrovarsi.