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Rientrate dopo la maternità le ex grandi protagoniste juniores hanno trovato un equilibrio dopo aver dato alla luce i loro primi figli, nel segno di un progresso molto importante al femminile
di Vincenzo Martucci | 17 marzo 2026
Mamma, cara dolce mammina… Guardando quelle del tennis non viene mai in mente la dolcezza, eppure sicuramente ci sbagliamo, confondendo l’immagine sportiva con quella privata, familiare. Abituati come siamo a vedere pugni stretti alzati al cielo (o verso l’avversaria), denti che digrignano, facce stravolte dalla fatica e muscoli che scaricano proiettili gialli di là del net in affascinanti esaltazioni agonistiche. Di mamme con la racchette ce ne sono state diverse, la più famosa e vincente, e anche la pioniera a livello più alto è stata la primatista Slam, l’australiana Margaret Smith Court, poi, dopo un bel po’, hanno fatto scalpore Kim Clijsters e Serena Williams.
Ma la scorsa settimana, a Indian Wells, sono state tante, tutte assieme, diverse di età, estrazione, storia e caratteristiche, l’ucraina Elina Svitolina, che s’è fermata solo in semifinale in singolare contro Elena Rybakina, l’afro-americana Taylor Townsend che ha vinto il doppio (con Siniakova) e la svizzera Belinda Bencic che ha trionfato nel misto (insieme a Flavio Cobolli). Tre in contemporanea non sono un fenomeno casuale, sono la conferma dei un ulteriore, decisivo, passo avanti delle donne sempre più abili nel superare il passo così importante nella vita e nel fisico e rimettersi subito in maglietta e gonnellino a sguainare la scimitarra sul WTA Tour.
SVITOLINA
A 31 anni la signora Monfils ha riaperto una carriera, tornando al numero 8 del mondo, dopo essere stata 3 nel 2017, di nuovo protagonista anche negli Slam, almeno fino a semifinali e quarti, al massimo delle sue potenzialità.
Che, nel tempo, sono aumentate grazie ad un'attitudine diversa nella maggiore e più pronta disposizione alla transizione difesa-attacco.
Fiera portabandiera della sua nazione invasa dai russi, orgogliosa moglie e madre della sua Skai, nata nell’ottobre del 2022, Elina, già bi-finalista Slam juniors e bi-regina pro agli Internazionali d’Italia di Roma, fra i 19 titoli sul circuito, ha guadagnato quasi 30 milioni di dollari di soli premi e non ha di certo i problemi di baby sitter che hanno molte altre mamme-lavoratrici.
Ma ha sicuramente problemi, da sempre, nel gestire di fisico le avversarie. Ancor di più oggi che hanno spesso 10-15 anni meno di lei. Ma chi può battere l’asso nella manica di una famiglia propria, già fatta, che ti segue a bordo campo col formidabile Gael alla stagione dell’addio, ma sempre attento e premuroso verso le sue due donne?
TALENTO DOPPIO
Con quel servizio-volée ormai insolito ma naturale, Taylor Townsend, a 29 anni, con alle spalle un grande passato juniores e una traumatica e polemica frattura con la potente USTA (la federtennis Usa) che le ha tagliato i viveri quando lei si è opposta al diktat-dieta, si è rilanciata sul Tour proprio dopo aver dato alla luce Audyn Aubrey nel marzo del 2021. Nata povera, sostenuta all’inizio da una raccolta fondi di parenti ed amici, il talento di Chicago dal formidabile braccio mancino, ha attinto ai guadagni di doppio, di cui è diventata una specialista, per riproporsi anche in singolare. Dove però sconta i limiti di spostamento, di resistenza e di difesa, ed è arrivata al massimo al 46 del mondo.
Mentre in doppio - spesso in coppia con Siniakova - ha vinto 13 titoli e a luglio dell’anno scorso è salita al numero 1 del ranking, forte del trionfo agli Australian Open e alla finale degli Us Open, cui aggiunge il titolo a Wimbledon 2024 e le finali a Roland Garros 2023 e New York 2022, più altre due finali Majors di misto. Anche Taylor è una bandiera dell’universo più povero afroamericano, e dei ribelli.
NUOVA HINGIS
Belinda Bencic ci ha messo un bel po’ a togliersi di dosso l’etichetta di “Nuova Hingis” che veniva naturale dai precocissimi successi juniores, con l’imprimatur tecnico di mamma Hingis che le faceva da coach. Finché, nell’aprile 2024, non è arrivata Bella e l’indispensabile distacco anche dagli stress psicofisici di un’attività che non le dava le soddisfazioni sperate, al di là dell’oro olimpico a Tokyo.
Non è risalita al numero 4 del mondo del 2020, ma è appena rispuntata fra le top ten, al 12, col decimo titolo e una migliore gestione di se stessa, tattica e nervosa. Il suo slogan è: “Prima di tutto sono una mamme e poi una tennista”. Ma intanto il marito è il suo preparatore atletico e la figlioletta è la sua prima tifosa, e sono protagonisti di un equilibrio che non aveva mai avuto.