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Wta, c'è stabilità al vertice? I numeri dicono che...

20 giocatrici si sono spartite - negli ultimi 14 mesi - i titoli Slam, Wta 1000 e Wta 500. Ma 11 di queste hanno vinto solo dei Wta 500. Significa che, in concreto, a giocarsi Slam e Wta 1000 sono state 9. L'idea di avere delle top 10 stabili, dunque, viene confermata dai dati

27 febbraio 2026

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Le tre finali più importanti giocate nel circuito Wta in queste prime settimane del 2026 hanno avuto come protagoniste sei giocatrici differenti. Al successo ottenuto da Elena Rybakina su Aryna Sabalenka agli Australian Open, primo Slam stagionale disputato a Melbourne Park, hanno dato seguito le più recenti affermazioni di Karolina Muchova su Victoria Mboko nel ‘1000’ di Doha e di Jessica Pegula su Elina Svitolina nel pari categoria di Dubai, a testimonianza di come anche in questo periodo storico il tour femminile continui a essere contrassegnato da una notevole imprevedibilità ai piani alti.

Da un lato permane una certa sensazione di instabilità tipica del circuito Wta, ma dall’altro risulta evidente anche una progressiva cristallizzazione delle posizioni di vertice della classifica mondiale, con le “solite” Sabalenka, Swiatek, Rybakina e Gauff a delimitare il quadro di riferimento. In questi ultimi mesi, tante giocatrici hanno però ottenuto risultati rilevanti che le hanno anche portate a crescere in maniera esponenziale nel ranking: i due casi più eclatanti sono, senza alcun dubbio, quelli della canadese Victoria Mboko e della statunitense Iva Jovic, che a suon di vittorie sono riuscite nel giro di poche settimane a regalarsi rispettivamente la Top-10 e un piazzamento tra le prime venti del mondo.

il saluto a fine match tra Paolini e Jovic (foto Getty Images)

il saluto a fine match tra Paolini e Jovic (foto Getty Images)

Ci sono poi la stoica Jasmine Paolini, grande protagonista nell’ultima stagione sia in singolare - dove ha conquistato il titolo nel ‘1000’ di Roma – che in doppio e arrivata al numero quattro Wta, o le statunitensi Jessica Pegula e Amanda Anisimova. Ma il tennis attuale è anche alla continua scoperta di giovani leve. C’è chi, come le già citate Mboko e Jovic, tenta i primi veri colpi da novanta nel tour, o chi ancora - come Joint o Eala - va invece alla ricerca di sussulti in grado di confermare potenziali importanti.

Tra tornei dello Slam e Wta 1000, i risultati degli ultimi 14 mesi hanno confermato la tesi che sostiene come il tennis femminile sia tuttora teoricamente aperto a qualsiasi risultato, anche se ad arrivare nelle fasi finali dei principali eventi del circuito sono quasi sempre le stesse giocatrici. Il successo di Madison Keys agli Australian Open 2025 ha rappresentato una sorta di eccezione, non confermata dal successivo trionfo in terra parigina di Coco Gauff e dalle vittorie di Iga Swiatek a Wimbledon - nella storica finale conclusa con il punteggio di 6-0 6-0 contro Amanda Anisimova - e di Aryna Sabalenka agli Us Open. Rispetto al passato non c’è più una vera e propria dominatrice del circuito, come lo è stata Serena Williams fino a poche stagioni fa, anche se le prime della classe stanno continuando a garantire una continuità di risultati difficile da contenere per le principali inseguitrici.

Un'esultanza di Coco Gauff (foto Getty Images)

Un'esultanza di Coco Gauff (foto Getty Images)

Ho sempre creduto nel mio gioco - aveva raccontato Pegula, ora numero cinque del ranking Wta, in un’intervista a metà 2025 -, ma al tempo stesso ho temuto di non ottenere risultati con continuità. Per sentirti una giocatrice d’élite devi confermarti di settimana in settimana: col tempo, la costanza è diventata un mio punto di forza”.

Alle prese con un graduale ricambio generazionale, il circuito Wta sta tuttora riflettendo importanti differenze tra le giocatrici più navigate - in grado di gestire con maggior esperienza svariate situazioni, anche quelle più difficili all’interno delle singole partite e dei tornei spalmati su due settimane - e quelle che, pur dotate di un ottimo tennis e di una visione tecnico-tattica già da “top player”, si ritrovano invece a fare i conti con avventure del tutto nuove, con la conseguente necessità di tempo per incrementare il proprio livello di consapevolezza e acquisire ancora più continuità, un fattore al giorno d’oggi sempre più determinante nel tennis moderno.

Infine, i numeri. Aryna Sabalenka ha vinto 5 titoli fra Slam, 1000 e 500, uno in più di Elena Rybakina. Alle loro spalle, Iga Swiatek, Jessica Pegula e Mirra Andreeva con 3, mentre Gauff, Anisimova, Bencic e Keys sono ferme a 2. Un titolo che conta, infine, per tante ragazze: Paolini, Fernandez, Shnaider, Ostapenko, Alexandrova, Jovic, Maria, Navarro e Vondrousova nel 2025, poi ancora Bejlek e Muchova nel 2026. Ma 11 di queste hanno vinto solo dei Wta 500. Significa che, in concreto, a giocarsi Slam e Wta 1000 sono state 9. L'idea di avere delle top 10 stabili, dunque, viene confermata dai dati.

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