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“Onestamente - dice la numero 1 - sono rimasta scioccata. Non capivo qual era il problema per Alcaraz e Fonseca nel cominciare più tardi... Non mi era mai capitato qualcosa del genere, addirittura si parlava di cancellare il match o spostarlo"
21 marzo 2026
Dopo un esordio tutt’altro che semplice al Miami Open, Aryna Sabalenka si prende il terzo turno del Wta 1000 in Florida battendo l'americana Ann Li e racconta una partita più complicata di quanto il risultato possa far pensare, tra adattamento, tensione per un imprevisto mai accaduto prima e capacità di trovare soluzioni.
“È stata una partita davvero complicata. Lei ha giocato un tennis incredibile, serviva benissimo, spesso sulla riga, ed era molto aggressiva. Io ho dovuto restare lì, cercare il ritmo, adattarmi il più velocemente possibile alle condizioni. In tanti momenti mi sono sentita sulla difensiva, sempre un passo indietro. Sono davvero felice di essere riuscita a venirne fuori”.
Una vittoria costruita con la pazienza e la gestione delle situazioni, anche perché le condizioni non sono state semplici, a partire dal cambio di campo deciso all’ultimo momento. Una situazione che ha sorpreso la stessa Sabalenka: “Onestamente sono rimasta scioccata. Non capivo qual era il problema per Alcaraz e Fonseca nel cominciare più tardi... Non mi era mai capitato qualcosa del genere, addirittura si parlava di cancellare il match o spostarlo. Io pensavo non fosse un problema giocare e magari far iniziare la sessione serale un po’ più tardi. Però capisco che ci sono dinamiche legate ai biglietti e all’organizzazione. Alla fine sono contenta di aver potuto scegliere e di aver giocato: vincere oggi significa avere un giorno di riposo, recuperare e prepararsi meglio”.
Il pubblico, nonostante il campo secondario, ha avuto un ruolo importante. Anzi, forse proprio il contesto più raccolto ha creato un’atmosfera speciale: “La cosa più bella è stata proprio questa sorpresa per la gente. Chi aveva il biglietto ground non si aspettava di vedermi lì, ed è stato come un piccolo evento. Ho sentito tanto supporto, avevano cartelloni, si sono divertiti. Questa è la cosa che mi rende più felice: vedere che il pubblico si gode il match”.
Un passaggio importante anche sul piano mentale, soprattutto dopo un periodo con qualche delusione nelle finali più pesanti. Il successo recente a Indian Wells rappresenta, in questo senso, una svolta: “Era una vittoria fondamentale. Non volevo perdere una terza finale consecutiva contro Elena (Rybakina, ndr) e in generale ero stanca di uscire da queste grandi partite sapendo di aver avuto le mie chance senza sfruttarle. È una sensazione molto dura. Quella vittoria mi ha dato fiducia: mi ha fatto capire che puoi perdere match difficili, ma puoi anche tornare più forte. Mentalmente è stato molto importante”.
Una crescita che si riflette anche nei momenti chiave, come dimostrano i numeri nei tie-break: “Non penso troppo alle statistiche, cerco solo di giocare punto per punto. Però se questo crea pressione nelle avversarie… allora mi piace”.
Fuori dal campo, Sabalenka conferma la sua personalità sempre più riconoscibile, anche nello stile: gioielli, dettagli e un look studiato per distinguersi. “Mi piace la moda, mi piace sperimentare e portare qualcosa di diverso in campo. Lavoriamo sulle idee, sui colori, sui dettagli. A Miami abbiamo scelto qualcosa che si abbinasse al vestito rosa. L’importante è che io mi senta a mio agio”.
Infine, c'è un legame sempre più forte con il pubblico sudamericano, evidente anche a Miami: “Amo la cultura brasiliana, siamo simili per passione ed energia. Quando ti sostengono, lo fanno davvero fino in fondo. Sto anche imparando il portoghese… anche se per ora mi viene meglio per le parolacce. Se le dico in russo o in inglese gli arbitri lo notano, in portoghese non ci fanno caso... (risata, ndr)”.