Chiudi
Dopo la finale persa a Melbourne contro Rybakina, la numero uno del mondo è andata male sia al Roland Garros (quarti) che a Wimbledon (ottavi). Per quest’anno le resta un’ultima chance, lo Us Open (live su SuperTennis). Da non fallire assolutamente, visto che per una come lei a contare veramente sono i Major
di Tiziana Tricarico | 21 luglio 2026
Puoi aver giocato tutto sommato una stagione fin qui più che buona, essere entrata nel club delle regine da almeno 100 settimane e…non essere soddisfatta! Perché, come lo scorso anno, Aryna Sabalenka può mettere la ciliegina di un titolo Slam solo a New York, andando a caccia del tris allo Us Open (trasmesso in diretta e in chiaro su SuperTennis). Certo, il mood con cui arriverà nella città che non dorme mai non sarà dei migliori: la 28enne di Minsk continua a essere la migliore tennista del mondo, ha disputato una grande stagione in termini di costanza - fino ad aprile aveva vinto 23 dei 24 match disputati conquistando i titoli a Brisbane, Indian Wells e Miami (completano il “Sunshine Double”): poi “solo” 13 su 18 - ma le sconfitte subite a Melbourne, e soprattutto al Roland Garros e a Wimbledon hanno lasciato un’atmosfera un filo di “crisi” intorno a una giocatrice che continua a guidare con autorità la classifica WTA, anche se il suo vantaggio in termini di punti sulle avversarie si è drasticamente ridotto.
New York rappresenta così l’occasione perfetta per riscattarsi, ampliare la propria collezione di trofei Slam ed evitare di entrare a far parte di una statistica tanto insolita quanto indesiderata per qualsiasi numero uno al mondo: quella delle giocatrici che, pur essendo in vetta al ranking, hanno concluso una stagione senza conquistare nessuno dei quattro Major. Dal 2000 questa circostanza si è verificata soltanto in otto occasioni, una cifra piuttosto bassa che riflette fino a che punto le grandi dominatrici della classifica siano solite tradurre tale superiorità in titoli dello Slam.
Ecco le protagoniste di questa poco invidiabile statistica:
Kim Clijsters (2003)
Amélie Mauresmo (2004)
Jelena Jankovic (2008)
Dinara Safina (2009)
Caroline Wozniacki (2010)
Caroline Wozniacki (2011)
Karolina Pliskova (2017)
Simona Halep (2017)
*(tra queste Jankovic, Safina e Pliskova uno Slam non l’hanno proprio mai vinto)
Al di là dei calcoli matematici per il ranking, lo US Open rappresenta un’opportunità di enorme valore simbolico per Aryna, che sa perfettamente che nessuno mette in discussione il suo status di migliore giocatrice al mondo in termini di costanza: ciò di cui ha bisogno è invece dimostrare ancora una volta di poter prevalere anche quando tutta la pressione ricade sulle sue spalle e il palcoscenico è il più importante possibile.
Intanto Sabalenka può godersi l’ingresso in un club decisamente prestigioso. La bielorussa ha collezionato questo lunedì ben 100 settimane come numero uno del mondo, traguardo riservato solo ad un ristretto gruppo di leggende del tennis femminile. Inoltre, 92 di queste settimane sono state consecutive, a dimostrazione della straordinaria costanza che ha dimostrato ai vertici della classifica WTA. Aryna è diventata così la decima giocatrice della storia con il maggior numero di settimane accumulate al primo posto. La classifica è guidata da Steffi Graf, figura praticamente irraggiungibile con le sue 377 settimane al vertice: alle spalle della tedesca ci sono Navratilova (331), Serena Williams (319), Evert (260), Hingis (209), Seles (178), Swiatek (125), Barty (121) ed Henin (117). Proprio la belga è il prossimo obiettivo di Sabalenka, che per superarla deve mantenere la leadership fino a fine novembre.