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Rybakina, altra sfida con Aryna: "Ci spingiamo a vicenda"

"I coach - spiega la kazaka - mi spingono molto a venire a rete di più perché quando lo faccio, spesso vinco il punto". Ora la attende un'altra sfida contro la numero 1 Aryna Sabalenka

26 marzo 2026

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Sarà la loro terza sfida da inizio 2026, la prima in semifinale dopo le due finali in Australia e a Indian Wells. Una rimonta costruita con pazienza porta Elena Rybakina alla semifinale del Miami Open (dopo aver superato Jessica Pegula) e all'ennesimo scontro diretto con Aryna Sabalenka, la sua grande rivale.

"È stata una partita molto difficile. Non ho iniziato bene - dice Elena in riferimento al confronto con la Pegula - ma sono contenta di essere riuscita a girarla. All’inizio stavo un po’ forzando, stavo commettendo tanti errori gratuiti. Anche Jessica ha giocato molto bene, le condizioni erano rapide e la palla restava bassa, quindi ho avuto bisogno di un po’ di tempo per adattarmi, anche perché venivo da un match giocato tardi. Poi nel secondo set sono riuscita a non avere fretta, a costruire meglio gli scambi e a vincere i game importanti".

Un progresso più mentale che tecnico: "Ogni game è stato importante, ma soprattutto ho cercato di smettere di correre troppo. Quando riesco a trovare il ritmo e a prendere decisioni più lucide, tutto diventa più semplice".

Tra gli aspetti più evidenti della crescita di Rybakina c’è il lavoro a rete, ancora in evoluzione ma sempre più presente nei suoi schemi: "I coach mi spingono molto a venire a rete di più perché quando lo faccio, spesso vinco il punto. Oggi ci sono stati anche dei colpi sbagliati, qualche volée complicata, magari anche un po’ fortunata, ma sono contenta di averci provato. Qui a Miami credo che il gioco a rete possa aiutare ancora di più a chiudere gli scambi rispetto ad altri campi. È un aspetto su cui devo migliorare, ma sono felice di aver iniziato a fare dei piccoli passi".

Rybakina, altra sfida con Aryna: "Ci spingiamo a vicenda"

Un’evoluzione che dipende molto anche dalla fiducia e dalle sensazioni del momento: "Dipende sempre contro chi giochi e da quanto ti senti sicura. Ci sono stati momenti in carriera in cui venivo a rete di più o usavo di più le smorzate. Oggi credo che questo faccia parte del mio gioco in maniera stabile e tutto ciò mi aiuta parecchio".

Il vero salto, però, sembra essere arrivato nella gestione dei momenti importanti. Un tema sottolineato anche dalle statistiche: "Più partite giochi e più vinci, più cresce la fiducia. Ho giocato tanti match tirati, vincendoli, e questo mi ha aiutato nelle decisioni in campo. L’anno scorso stavo ancora cercando il mio gioco, facevo fatica. Adesso stiamo lavorando bene con il team, abbiamo un piano per ogni partita e cerco di seguirlo. A volte bisogna adattarsi, ma per ora sta funzionando tutto abbastanza bene".

E ancora: "Il mio coach mi dice sempre che in quei momenti devo spingere di più, mettere più energia nel servizio, essere più intensa negli scambi. Quando riesco a farlo, funziona. Però ci sono ancora situazioni in cui potrei chiudere prima e invece mi complico la vita. C’è ancora tanto da migliorare".

Rybakina, altra sfida con Aryna: "Ci spingiamo a vicenda"

All’orizzonte c’è ora un’altra sfida contro Aryna Sabalenka, un confronto che negli ultimi mesi sta assumendo i contorni di una vera rivalità per il numero 1. Fin qui, in stagione, una vittoria per parte. "È bello giocare contro Aryna, ci spingiamo a vicenda a migliorare. Questa stagione è iniziata bene per me, ma è ancora lunga, non siamo nemmeno a metà. Sarà una grande sfida: dovrò servire bene e prendermi cura del mio gioco, sapendo che dall’altra parte c’è una giocatrice capace di tirare vincenti e servire forte. Cercherò di restare concentrata su me stessa e arrivare fresca alla partita".

Alla base di tutto, per Rybakina, per essere al top il segreto resta l'equilibrio tra fisico e mente: "La parte fisica è la più importante. Se sei sana e stabile fisicamente, tutto diventa più facile. Senza quello, i coach non possono fare molto. Poi viene la parte mentale: puoi avere i colpi, ma servono fiducia e decisioni giuste nei momenti difficili. Per ora sono contenta di come sto gestendo la stagione: ho giocato tanto, con continuità, e questo è un buon segnale".

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