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C'è un dettaglio tecnico che negli ultimi anni ha avuto un ruolo importante nel lavoro di Elena: la presenza di un incordatore all’interno del team. “È un grande vantaggio avere una persona che conosce perfettamente il tuo materiale"
14 marzo 2026
Fino a qualche tempo fa, per il vertice, sembrava un duello tra Sabalenka e Swiatek. Magari con Coco Gauff come terza incomoda. Da inizio 2026, tuttavia, questo schema sembra superato e oggi il vero duello vede coinvolte Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina.
Quest'ultima torna a giocarsi il titolo a Indian Wells dopo la vittoria del 2023, proprio sulla Sabalenka. La kazaka ha battuto in semifinale Elina Svitolina con il punteggio di 7-5 6-4, conquistando così la seconda finale nel torneo californiano. Domenica affronterà la numero uno del mondo, in quella che si annuncia come una sfida tra le due giocatrici del momento.
“Non è stata forse - ha detto Rybakina dopo la semifinale - la mia miglior prestazione, ma sono davvero felice di aver vinto questa partita e di essere di nuovo in finale qui. È stato un match duro, e contro una giocatrice come Svitolina devi sempre trovare un modo per restare solida e cogliere le opportunità quando arrivano”.
La finale rappresenta un altro segnale della ritrovata continuità della kazaka nei grandi tornei.
“Stiamo lavorando molto bene con la mia squadra. Già lo scorso anno avevo iniziato a ottenere buoni risultati e naturalmente alcune vittorie contro giocatrici molto forti mi hanno dato ulteriore fiducia. Continuiamo a lavorare ogni giorno per migliorare e ora ho un team molto compatto intorno a me, di cui sono davvero felice. Stiamo cercando di fare piccoli progressi costanti e pian piano i risultati si stanno vedendo anche in campo”.
Il successo contro Svitolina è arrivato in una giornata particolarmente calda nel deserto californiano, condizioni che hanno reso il gioco un po’ diverso rispetto ai primi giorni del torneo. “La palla volava un po’ di più rispetto all’inizio della settimana, ma le condizioni erano molto simili a quelle che avevo trovato nell’altra partita giocata qui qualche giorno fa. In generale direi che non è cambiato molto: bisogna semplicemente adattarsi e cercare di gestire meglio gli scambi”.
Ora l’attenzione si sposta sulla finale contro Sabalenka, una rivalità che negli ultimi anni ha regalato spesso partite spettacolari. “Ogni partita che gioco contro Aryna è molto dura. Ricordo bene anche la finale qui tre anni fa: sono sempre incontri molto combattuti. In queste partite spesso si decide tutto nei momenti più importanti, quando bisogna avere il coraggio di entrare nello scambio e giocare in modo aggressivo ma allo stesso tempo solido. Sarà sicuramente un match molto difficile”.
La sfida metterà di fronte due giocatrici che si conoscono alla perfezione, elemento che rende ancora più imprevedibile l’esito. “Ci conosciamo molto bene ormai. Quando giochi tante volte contro la stessa avversaria sai cosa aspettarti dal suo gioco. Qui a Indian Wells la palla è piuttosto pesante e gli scambi tendono a essere un po’ più lunghi rispetto ad altri tornei sul cemento, quindi sarà anche una partita molto fisica. Entrambe cercheremo di servire bene e di mettere pressione fin dall’inizio”.
C'è un dettaglio tecnico che negli ultimi anni ha avuto un ruolo importante nel lavoro di Elena: la presenza di un incordatore all’interno del team. “È un grande vantaggio avere una persona che conosce perfettamente il tuo materiale. Non lavora solo con me ma anche con altri giocatori, però è importante avere qualcuno che segue sempre le tue racchette. A volte mi suggerisce piccoli aggiustamenti a seconda delle condizioni o del tipo di campo, e tiene sotto controllo tutto per capire se è il caso di cambiare qualcosa. È sicuramente un aiuto molto utile”.
Negli ultimi mesi Rybakina ha migliorato anche il rendimento contro le giocatrici di vertice, un aspetto legato soprattutto all’esperienza accumulata negli anni. “Penso che in realtà io abbia sempre giocato bene contro le migliori. Forse in passato perdevo più spesso alcune partite molto tirate. Con il tempo e l’esperienza sto diventando più consistente e imparo a gestire meglio questi momenti. Inoltre, quando affronti spesso le stesse giocatrici, inizi a conoscerle molto meglio e sai cosa aspettarti da loro”.
La finale di Indian Wells rappresenta anche un ulteriore passo nella sua scalata verso la vetta del ranking mondiale. Rybakina non nasconde il sogno 'numero uno'. “Restare numero uno del mondo per così tanto tempo come ha fatto Aryna è un risultato incredibile e dimostra quanto lei sia stata costante negli ultimi anni. Naturalmente anche il mio obiettivo è salire ancora nel ranking e arrivare un giorno a quella posizione. So che c’è ancora tanto lavoro da fare e che dipende anche dalle altre giocatrici, ma è sicuramente uno dei miei grandi obiettivi e cercherò di avvicinarmi il più possibile”.
Prima di pensare alla corsa al numero uno, però, c’è una finale da preparare. “Faremo ancora un po’ di lavoro in campo, ma soprattutto cercherò di riposare e di arrivare il più fresca possibile. Non è sempre facile quando giochi tardi e poi devi scendere in campo relativamente presto il giorno dopo. Anche se la finale è alle undici del mattino, devi comunque svegliarti molte ore prima per prepararti. Vedremo cosa riusciremo a fare per arrivare pronti”.