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Abbiamo portato a casa, in un pomeriggio, due titoli Wta 125, uno sul cemento portoghese di Caldas da Rainha (con Lisa) e uno sulla terra battuta slovena di Lubiana (con Samira). Un circuito, quello che rappresenta il primo gradino del calendario Wta, che oggi più che mai è diventato estremamente competitivo
22 settembre 2026
La bergamasca Lisa Pigato e la varesina Samira De Stefano non hanno molto in comune, sotto il profilo tecnico. Differenti sono stati pure i percorsi per arrivare all'alto livello. Ma domenica scorsa le due ragazze azzurre sono finite insieme sotto i riflettori in una giornata - per loro e per il tennis italiano al femminile - tutt'altro che banale e tutt'altro che frequente.
Abbiamo portato a casa, in un pomeriggio, due titoli Wta 125, uno sul cemento portoghese di Caldas da Rainha (con Lisa) e uno sulla terra battuta slovena di Lubiana (con Samira). Un circuito, quello che rappresenta il primo gradino del calendario Wta, che oggi più che mai è diventato estremamente competitivo e che dunque - nelle vittorie - porta con sè un valore importante. Coloro che trionfano qui, spesso si dimostrano poi pronte, in breve, a emergere anche a livello più alto.
C'è di più. C'è che Lisa ha 23 anni compiuti da poco, mentre Samira ne ha 22, festeggiati a maggio. Una classe 2003 e una classe 2004 che - d'accordo, non sono più delle teen-ager - ma per i nostri standard sono decisamente giovani e con tanti anni di carriera davanti per esplorare i loro limiti.
Dopo il Portogallo, Lisa è salita al numero 113 Wta, il suo best ranking, a soli 72 punti dalla top 100. Già è la numero 3 fra le azzurre ma - ovviamente - non si vuole accontentare. Samira ha guadagnato in appena sette giorni ben 64 posizioni, approdando tra le top 200, per la precisione numero 193. Anche lei non era mai stata meglio piazzata di così.
Lisa Pigato a Madrid
Lisa ha battuto in finale la 29enne ceca Gabriela Knutson per 6-4 6-2, conquistando il secondo WTA 125 della stagione e della carriera dopo quello vinto ad aprile a Madrid. Un bis tutt'altro che banale, anche perché arrivato su una superficie differente: terra in Spagna, cemento in Portogallo. A 23 anni, la bergamasca sta dimostrando di possedere un tennis sempre meno dipendente dalle condizioni e sempre più pronto per il livello superiore.
La sua settimana portoghese è stata tutt'altro che una passeggiata. Dopo il 6-0 6-1 iniziale alla wild card Sana Garakani, ha dovuto vincere due partite consecutive al terzo set, contro Kajsa Rinaldo Persson e Susan Bandecchi, prima di superare Jeline Vandromme in semifinale. In finale ha invece giocato il match più pulito, togliendo progressivamente riferimenti alla Knutson, reduce dalla finale a Varsavia e dal main draw - ottenuto passando dalle qualificazioni - agli Us Open.
"E pensare - ha spiegato Lisa - che un tempo io e il mio team pensavamo di trovare nel cemento una superficie ostica. Oggi per il mio tipo di gioco potrebbe essere addirittura la mia preferita. La tensione - continua la bergamasca - la sento ancora ma la gestisco meglio di un tempo. E fisicamente vengo seguita da vicino dal preparatore Giovanni Teoli". Un dettaglio non da poco, considerati anche i recenti problemi alla schiena - una microfrattura da stress - che l'hanno condizionata a New York e nelle settimane precedenti.
Il diritto di Samira De Stefano (foto Martegani)
La mancina Samira, invece, ha vinto sulla terra di Lubiana piegando in finale la tedesca Mona Barthel (36 anni ma ex numero 23 al mondo) per 7-5 al terzo. Non un caso, evidentemente, il successo in lotta, perché la lombarda ha chiuso al terzo in quattro delle cinque partite disputate in Slovenia. La più importante delle quali in semifinale contro la promessa ceca Laura Samson.
Prima di Lubiana, Samira non aveva mai superato il primo turno in un WTA 125 o in un torneo di categoria superiore. È arrivata in Slovenia da numero 257 del mondo e ne è uscita con il primo titolo della categoria, 125 punti, il debutto fra le top 200. Il titolo sloveno è il quarto della stagione considerando tutto. A gennaio aveva vinto un 15.000 dollari a Monastir, ad aprile si era imposta sulla terra di Santa Margherita di Pula, ma la stagione le aveva regalato il trionfo anche nel W50 di Kursumlijska Banja, nemmeno un mese fa. Lubiana, però, è un'altra cosa: non soltanto per i punti o il montepremi, ma per il livello delle avversarie battute e per il modo in cui ha saputo reggere cinque partite consecutive in una categoria per lei sconosciuta.
La varesina deve ancora verificare se Lubiana sarà l'inizio di qualcosa di nuovo. Ma il 20 settembre 2026 resta comunque una data significativa: due italiane, due città diverse, due superfici diverse e due trofei Wta alzati nel giro di poche ore. Non capita spesso, non solo all'Italia ma a qualsiasi altro Paese, incluse le altre grandi del tennis femminile. Quando succede, vale la pena fermarsi a guardare cosa sta accadendo: dietro allo splendido team che in Cina si gioca la conferma alle Finals di Billie Jean King Cup ci sono tante ragazze che scalpitano per farsi notare.