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Look good, feel good: il segreto degli outfit di Naomi

"Per me - spiega la Osaka - il design è soprattutto un modo per raccontare una storia. Da bambina mi piaceva disegnare, creare personaggi e immaginare il mondo in cui vivevano. Oggi posso fare qualcosa di simile con i completi che indosso in campo, ed è una cosa per cui mi sento davvero fortunata"

07 marzo 2026

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Buona la prima per Naomi Osaka nel tabellone principale del 1000 di Indian Wells. La giapponese ha superato al primo turno la giovane giocatrice andorrana Victoria Jimenez Kasintseva, iniziando con una vittoria il suo cammino californiano e mostrando segnali positivi dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico.

Al termine della partita, Osaka ha spiegato di aver affrontato il match con un approccio semplice, cercando soprattutto ritmo e sensazioni in campo contro un’avversaria mai affrontata prima.

"Onestamente non so bene cosa dire sulle sensazioni del match, perché il mio obiettivo era soprattutto restare solida e trovare continuità. Non avevo mai giocato contro di lei e quindi all’inizio cercavo di capire il suo gioco, di adattarmi e di trovare le giuste soluzioni. In questo momento per me è importante anche ricordarmi di divertirmi in campo, di vivere la partita senza troppe pressioni e di godermi il fatto di essere qui a competere".

Il ritorno a Indian Wells arriva dopo settimane non semplici per l’ex numero uno del mondo, che ha raccontato apertamente le difficoltà incontrate durante la preparazione dopo l’Australia.

Look good, feel good: il segreto degli outfit di Naomi

"Il periodo di allenamento a febbraio non è stato particolarmente positivo. Ero molto delusa da me stessa perché si è ripresentato un problema fisico che conosco bene e che purtroppo mi capita quasi ogni anno. Riesco quasi a percepire quando sta per arrivare, e questo mi ha fatto sentire frustrata. Poi mentre mi allenavo per rientrare ho avuto anche un altro piccolo infortunio. In quel momento ho pensato: speriamo di aver dato per tutto l’anno, che sia finita qui con gli infortuni".

Nonostante le difficoltà, Osaka ha scelto di guardare avanti con un atteggiamento più leggero. "Sono semplicemente grata di essere qui e di poter giocare. L’anno scorso a Indian Wells non era andata bene per me, quindi già il fatto di aver superato il primo turno significa aver fatto meglio rispetto alla scorsa stagione. Adesso spero soltanto di poter continuare così e di costruire partita dopo partita".

Oltre alla prestazione in campo, Naomi ha attirato l’attenzione anche per il nuovo completo indossato durante il match, frutto della sua collaborazione creativa con Nike. Un aspetto che per lei non è soltanto estetico, ma anche narrativo. "Ovviamente quando indosso un certo outfit spero sempre di restare nel torneo il più a lungo possibile, quindi sì, credo molto nel concetto di “look good, feel good”. Ma per me il design è soprattutto un modo per raccontare una storia. Da bambina mi piaceva disegnare, creare personaggi e immaginare il mondo in cui vivevano. Oggi posso fare qualcosa di simile con i completi che indosso in campo, ed è una cosa per cui mi sento davvero fortunata".

Look good, feel good: il segreto degli outfit di Naomi

Nel caso specifico del look presentato a Indian Wells, la giapponese ha rivelato che dietro c’è una vera e propria idea per nulla banale. "La base dell’outfit è la stampa leopardata. Da lì abbiamo iniziato a pensare all’immagine di un leopardo nel deserto. Poi mi è tornata in mente quella foto iconica di Naomi Campbell che corre con un ghepardo. A quel punto ho pensato a una storia che potesse rappresentarmi: una sorta di cacciatrice, qualcuno che sta inseguendo qualcosa che desidera raggiungere. Da lì abbiamo costruito tutto il mondo visivo del completo, tra deserto, dune, energia e l’idea di inseguire un obiettivo".

Al di là dello stile, Osaka ha parlato anche del suo rapporto con il tennis e con la ricerca della serenità in campo, un equilibrio che negli ultimi anni è diventato centrale nel suo percorso. "Penso che la risposta alla domanda 'quanto è difficile essere felici giocando a tennis' cambi molto da persona a persona. Io sono una perfezionista, almeno quando si tratta di tennis, perché gioco da quando ero piccolissima e voglio che le cose vadano in un certo modo, come in allenamento. Però sto imparando a lasciar andare un po’ di questo controllo e a vivere ogni giorno come una nuova avventura".

Un approccio che, con il passare del tempo, sta diventando più naturale. "Adesso è un po’ più facile trovare la felicità in campo, anche perché sto diventando più grande e il mio modo di vedere le cose sta cambiando. Certo, il corpo non risponde sempre come quando ero più giovane (ride, ndr), ma sono davvero contenta di aver potuto giocare un match serale e di essere tornata a vivere queste sensazioni. Per me questo è già qualcosa di molto bello".

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