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Navratilova, che anno sarà: "Aryna ed Elena come Sinner e Alcaraz"

Intervistata dalla Wta, l’ex numero uno del mondo traccia un bilancio sui primi due mesi della stagione e guarda dritta al Sunshine Double, puntando su Aryna Sabalenka come vincitrice del torneo di Indian Wells

05 marzo 2026

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L’inizio del Wta 1000 di Indian Wells ha dato il via alla rincorsa al “Sunshine Double”, comprendente anche il successivo torneo di Miami. Vincere entrambi gli eventi nella stessa stagione è cosa per poche, considerando che nella storia soltanto quattro giocatrici sono riuscite in tale impresa: Steffi Graf tra il 1994 e il 1996, Kim Clijsters nel 2005, Victoria Azarenka nel 2016 e Iga Swiatek nel 2022. Intervistata dai canali ufficiali della Wta, l’ex numero uno del mondo Martina Navratilova ha fornito le sue indicazioni su quello che potrebbe accadere nelle due tappe “clou” d’inizio stagione sul cemento statunitense, soffermandosi poi su quello che è successo nei primi due mesi del 2026 nel circuito femminile.

Presente a Indian Wells in qualità di opinionista per la televisione britannica, la diciotto volte vincitrice Slam in singolare si è detta piacevolmente sorpresa per il ritorno ad altissimi livelli di Elena Rybakina:Questa è la notizia più importante. A Melbourne ha giocato un tennis fantastico quando contava di più, riuscendo a mantenere i nervi saldi più di Sabalenka in finale. Aryna non è stata nemmeno lontanamente vicina al suo massimo, anche se ha vinto partite non banali: sta arrivando con continuità alle finali negli Slam, ne ha giocate cinque negli ultimi sei tornei ma ne ha perse tre. A Indian Wells resterà lei la favorita, ma farei attenzione a Rybakina: continuando così, potrebbero avvicinarsi a quanto stanno facendo Sinner e Alcaraz nel circuito maschile”.

Martina Navratilova, leggenda e ispirazione

Martina Navratilova, leggenda e ispirazione

Mentre la continuità di risultati continua a essere il marchio di fabbrica di Sabalenka, sempre leader del ranking Wta con diverse migliaia di punti di vantaggio nei confronti delle inseguitrici, i primi tornei del 2026 non hanno sorriso a Iga Swiatek e Coco Gauff, ancora alla ricerca delle loro prime finali stagionali. “Le altre giocatrici stanno iniziando a capire come batterle - ha analizzato Navratilova -. Le partite che prima vincevano facilmente, ora le portano a casa con qualche difficoltà o le perdono: ci sono tante ragazze che hanno più chiarezza sui piani di gioco da attuare contro loro due. Il servizio di Gauff è a posto dal punto di vista tecnico, ma a volte incide la questione mentale: quando hai fiducia in te stessa non commetti doppio fallo, ma Coco ha solo 21 anni e sono sicura che sistemerà tutto”.

I due tornei ‘1000’ statunitensi rappresentano un banco di prova importante per tutte quelle giocatrici alla ricerca di un riscatto dopo gli Australian Open. “Vincere Indian Wells e Miami - ha detto Navratilova - è un po’ faticoso perché ci sono molte variabili da tenere in considerazione. I campi di partecipazione sono importanti, in più le condizioni di gioco sono differenti: a Indian Wells la superficie è più veloce, mentre a Miami c’è più umidità. È difficile mantenere la concentrazione per un periodo così lungo, oltre a una buona condizione fisica ed emotiva: riposarsi nel giorno di pausa è complicato perché con la testa ci si sente ancora nel vivo della competizione”.

Aryna Sabalenka per il secondo anno di fila sconfitta in finale a Melbourne (foto Getty Images)

Aryna Sabalenka per il secondo anno di fila sconfitta in finale a Melbourne (foto Getty Images)

La figura di Martina Navratilova, capace di conquistare oltre 150 titoli in carriera in singolare, resta un prezioso punto di riferimento per tutte le giocatrici del Tour, che possono sfruttare le sue analisi tecnico-tattiche per provare a crescere ulteriormente. Finalista a Wimbledon e agli Us Open nella scorsa stagione, Amanda Ansimova è una delle tenniste - a detta dell’ex numero uno del mondo - da tenere più in considerazione nelle prossime settimane, a patto che riesca a compiere qualche passo avanti nel suo gioco. “È una vera perfezionista - ha dichiarato la 69enne, presente dal 2000 nell’International Tennis Hall of Fame -. I suoi colpi sono molto buoni, ma deve lasciarsi un po’ andare perché si pone sempre delle asticelle troppo alte. Penso debba migliorare negli spostamenti: al giorno d’oggi, visto il modo in cui tutte le giocatrici colpiscono la palla, bisogna essere più rapidi”.

Detentrice di numerosi record nel circuito professionistico, Navratilova continua a seguire molto da vicino ogni vicenda del Tour Wta, osservando con estrema attenzione anche il percorso di quelle giocatrici che si stanno affacciando per la prima volta tra le “grandi” come Mboko, Jovic ed Eala, tre delle migliori Under 21 in circolazione. “Mboko ha avuto un’ascesa pazzesca - ha spiegato Navratilova -. È una grande atleta, ha pochi punti deboli ed è una vera lottatrice: ha un QI tennistico elevato, considerando che è entrata da poco nel circuito. La Jovic ha la testa sulle spalle, non si fa prendere dal panico e ha già ottenuto ottimi risultati: mi ricorda Emma Navarro. La Eala è mancina, varia bene il gioco ma dovrebbe migliorare il servizio, cercando di renderlo più redditizio: per lei è difficile assorbire la velocità del tennis moderno, ma penso possa rinforzarsi”.

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