Andreeva, la 18enne di Krasnojarsk che ha chiuso la stagione al n.9 del ranking, ha ambizioni importanti ma vuole riuscirci a modo suo, mantenendo i valori che l’hanno portata nell’élite mondiale
di Tiziana Tricarico | 30 dicembre 2025
E’ già arrivata in top five (“best” n. 5 a metà luglio), ma Mirra Andreeva è ancora un diamante grezzo. La 18enne di Krasnojarsk è stata una delle grandi rivelazioni del 2025, arrivando ad accomodarsi sulla quinta poltrona del ranking a metà luglio. Seguita da un paio di stagioni da coach Conchita Martínez, la giovane tennista russa è riuscita a competere alla pari con le migliori del tour, il che le ha permesso di conquistare due titoli WTA 1000 back-to-back, Dubai e Indian Wells. La seconda parte della stagione è stata decisamente meno brillante della prima - ma un po’ di alti e bassi sono connaturati alla giovane età - con Andreeva che ha sfiorato di un soffio la qualificazione alle WTA Finals di Riyad, finendo nona ad una manciata di punti da Jasmine Paolini.
In chiusura del suo primo grande anno nel tour maggiore - dove ha debuttato nel 2023 a soli 15 anni - in un’intervista a Story10 Mirra ha dimostrato di avere le idee chiare sui prossimi obiettivi: “Voglio vincere diversi Slam”, ha dichiarato. Tuttavia, al di là dei titoli, la cosa più importante per lei è il modo in cui li ottiene: “Onestamente, voglio continuare a essere me stessa. Voglio essere una giocatrice che viene ricordata per il suo modo di stare in campo, interessante da vedere, umile come Rafa. Voglio essere ricordata nel circuito e spero di riuscirci”.
In prospettiva 2026, quello di Andreeva è uno dei nomi più gettonati per arrivare alle fasi finali dei grandi tornei. Anche se tra gennaio e marzo dovrà subito difendere un notevole numero di punti se non vuole uscire dalla top ten: semifinali nel WTA 500 di Brisbane, ottavi di finale all’Australian Open e i due titoli 1000 di Dubai ed Indian Wells (che si sono aggiunti al “250” vinto a Iasi nel 2024). Un carico di pressione non da poco.
Gli Slam sono proprio i tornei nei quali Mirra vuole migliorare: all’Australian Open, nonostante sia stato il suo secondo peggior risultato in un Major quest'anno, è stato il più comprensibile, dato che ha perso contro Sabalenka negli ottavi. Una volta salita in classifica, sono aumentate anche le aspettative e con esse il nervosismo nei momenti importanti: al Roland Garros è arrivata nei quarti come una delle grandi favorite per la conquista del titolo, ma è andata a sbattere contro Lois Boisson, wild card francese, n.361 del ranking, trascinata dal pubblico di casa.
A Wimbledon di nuovo quarti fatali, stavolta stoppata da Bencic, che non era testa di serie: ma la sconfitta peggiore è arrivata allo Us Open, contro Townsend negli ottavi. A riprova che serenità e concentrazione nella seconda parte dell’anno si sono prese una bella pausa. Questo sarà quindi il suo obiettivo più importante nel 2026, raggiungere quella tranquillità mentale indispensabile ad alto livello, se vorrà fare quel salto di qualità che le permetta di mantenere le promesse.