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L’allieva di Francesca Schiavone e le altre ragazze terribili, Andreeva, Mboko e Jovic propongono un gioco alternativo alla pura potenza da fondo, sulla falsariga di Chwalinska e Noskova recenti protagoniste Slam. Con Gauff, Anisimova e Shnaider che scalpitano
di Vincenzo Martucci | 28 luglio 2026
Il nome più eclatante fra le giovani donne emergenti, promotrici di un tennis alternativo alla forza pura da fondocampo, è quello di Lilli Tagger: perché a 18 anni appena ha vinto il primo torneo WTA, a Praga, senza sorpresa, perché il suo talento è annunciato da tempo da tante fanfare, ma nel segno di un bel gioco offensivo, frizzante, sorretto dal gran servizio. L'austriaca, la più giovane fra le top 50, è la professionista delle racchette con la classifica migliore fra le pochissime artiste del rovescio a una mano - appena 14 tra le top-1000 con 29 anni d’età (cit. Riccardo Bisti) -, nel segno di coach Francesca Schiavone, Nostra Signora dello Slam (storica prima italiana regina nei Majors al Roland Garros 2010, con finale 12 mesi dopo), è un fenomeno annunciato che sta mettendo insieme le lezioni sul campo per scalare d’ora in poi in fretta il ranking. Ma, per fortuna del movimento, non è sola nell’assalto al vertice dove nessuna protagonista trova la continuità dell’autentica regina. E Aryna Sabalenka resta in vetta più per demeriti altrui che per meriti propri.
RAGAZZE TERRIBILI
Come Lilli, il tennis sa da tempo “de visu” ed ha potuto constatare nei fatti la straordinaria precocità della 19enne russa Mirra Andreeva (aprile 2007), neo regina del Roland Garros, che è salita al 5 del mondo col suo repertorio ricco di varietà.
Sono ben note la potenza e la combattività della canadese di genitori emigrati dal Congo, Victoria Mboko (agosto 2006) che, ahilei, s’è infortunata in doppio accanto a Serena Williams al Queen’s ed ha saltato Wimbledon dov’era attesa fra le protagoniste, scivolando dal numero 9 al 12 della classifica.
Così come è già esplosa a livello più alto la statunitense di genitori serbi Iva Jovic (dicembre 2007) che, col suo magico anticipo, a gennaio è arrivata ai quarti agli Australian Open e bussa alle top 10, da 16 WTA.
VENTO DALL’EST
Con la finale al Roland Garros partendo dalle qualificazioni, a 24 anni, in ritardo rispetto alle attese ma giustificata da più problemi di crescita (economici, per finanziare l’attività, tecno-tattici per sviluppare il suo gioco e acuta depressione), è emersa la polacca Maja Chwalinska, coi suoi tocchi intelligenti e le sue smorzate, a ingarbugliare gli statici e prevedibili schemi delle avversarie.
E a Wimbledon è emersa, finalmente, l’ultima star del tennis ceco, Linda Noskova, che compie 22 anni a novembre, e sicuramente esprime molta potenza a cominciare dal servizio, ma ha anche tante altre armi. Chiedere conferma alla connazionale e compagna di doppio olimpica, Karolina Muchova.
ASPETTANDO GAUFF
Certo, coi suoi appena 22 anni, già due Slam conquistati e un gioco anche a rete tutto da sviluppare, la statunitense Coco Gauff non può essere dimenticata nel panorama di vertice. Così come bum bum, Amanda Anisimova, la yankee di ceppo russo bi-finalista Major l’anno scorso, e la coetanea 24enne, la wonder woman ucraina, Marta Kostyuk, semifinalista quest’anno a Parigi e Wimbledon.
Così come la 22enne russa Diana Shnaider che, coi suoi tiri mancini, a Parigi, ha clamorosamente rimontato Sabalenka e si fa valere anche in doppio con l’amica del cuore Andreeva.
Sono tutte mine vaganti che potranno esplodere all’ultimo Slam dell’anno, sul cemento degli US Open.